IMMIGRAZIONE CLANDESTINA – LA GERMANIA FA RETROMARCIA

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA – LA GERMANIA FA RETROMARCIA

Come anticipato dal P.I.N. al giorno dopo le elezioni tedesche, ciò che risultava ovvio, ieri, si è concretizzato.

 

La Merkel (Cdu) ha firmato l’intesa di Governo con la Csu bavarese, e, come previsto, ha fatto dietro front sul tema dell’immigrazione: non più di 200.000 richiedenti asilo certificati all’anno, e rimpatrio per tutti gli altri.

 

Considerando che la ricetta “Minniti”, con tanto di paventato pacchetto “ius soli”, che sta incentivando nuove partenze dalla Tunisia, sta di fatto facendo acqua da tutte le parti (nel giro di poco più di un mese!!!), la notizia non risulta delle migliori: la Germania non chiuderà più un occhio neppure sul fronte immigrazione, e sulle falle del “sistema” italiano.

 

Tradotto: se l’Italia continuerà a far entrare cani e porci, senza un programma di riconoscimento e rimpatrio, si terrà il problema a casa propria, e a sue spese.

 

 

Mattia Uboldi

TERRORE A BARCELLONA – IL FALLIMENTO DELLA SOCIETA’ MULTIETNICA

TERRORE A BARCELLONA – IL FALLIMENTO DELLA SOCIETA’ MULTIETNICA

Non ci soffermeremo alle solite considerazioni che si fanno in questi casi, ma passeremo al sodo.

 

Non si può pretendere di controllare tutto il territorio europeo per proteggerlo dal terrorismo islamico, ma si può espellere tutti gli islamici, e quanti provengono da paesi mussulmani, con o senza cittadinanza europea.

 

E’ vero che non tutti gli islamici sono terroristi, ma è altrettanto certo che tutti i terroristi sono islamici.

 

Ciò premesso, per stroncare un fenomeno estremo, è necessario arrivare a soluzioni estreme, piaccia o meno.

 

Il tutto lo si può fare impegnando gli eserciti, e tutte le forze di polizia. Nel farlo bisogna, però, procedere a incarcerare i magistrati e i politici che hanno venduto le nazioni a un terzomondismo che ci ha portati al caos più completo.

 

 

Mattia Uboldi

SCONTRO DELRIO VS MINNITI – CONFRONTO SURREALE

SCONTRO DELRIO VS MINNITI – CONFRONTO SURREALE

Delrio: <<Bisogna combattere gli scafisti, non i disperati!>>

 

Minniti: <<E se gli scafisti sono le ONG e la “tua” Guardia Costiera?>>

 

No comment…

 

Mattia Uboldi

 

 

MACRON E LE MOSSE FRANCESI IN LIBIA

MACRON E LE MOSSE FRANCESI IN LIBIA

La verità è che, quanto fatto da Macron ieri, con l’incontro a Parigi delle due principali fazioni libiche, corrisponde:

 

-        A un successo della politica francese, studiato a tutto danno dell’Italia;

 

-        Alla certificazione dell’inconsistenza del Governo italiano, targato PD/Alfano;

 

 

-        Alla conferma che non di immigrazione ci si preoccupa, ma di petrolio.

 

D’altro canto, la Francia, con Obama, ha attaccato Gheddafi per conquistare le rotte del petrolio che, prima, erano appannaggio di Roma.

 

Tutte le moine fatte a Gentiloni, dopo quell’incontro, da Macron end Co. sono solo fuffa.

 

 

Mattia Uboldi

CRISI DEI MIGRANTI – ITALIA INCAPACE DI PORRE UN FRENO

CRISI DEI MIGRANTI – ITALIA INCAPACE DI PORRE UN FRENO

 

Il nostro Paese, dopo l’ennesimo assalto di ieri, ha dimostrato di non essere in grado di far rispettare le Leggi internazionali, che in soldoni dicono: non è da considerare rifugiato chi non fugge da zone di guerra, pertanto va respinto (circa il 90% dei casi – dati del Viminale).

 

 

 

 

Peggio, il Governo Gentiloni ha aggravato la situazione parlando di “Ius Soli”: se gli prometti che i loro figli nascituri in Italia avranno la Cittadinanza, è chiaro che un mare di disperati, con donne incinte al seguito, punteranno ad arrivare da noi!!!

 

 

 

 

In sostanza, questo disastro epocale è figlio dell’inettitudine del nostro Governo di Sinistra, oltre che degli appetiti finanziari delle cooperative targate PD e Alfano.

 

 

 

 

Mattia Uboldi.

 

STRAGE AL MANCHESTER ARENA – IL PREZZO DELL’UTOPICA INTEGRAZIONE

STRAGE AL MANCHESTER ARENA – IL PREZZO DELL’UTOPICA INTEGRAZIONE

Stamattina, su RTL 102,5, una madre ha chiesto “cosa avessero fatto gli adolescenti per vivere nella paura”.

 

Non sappiamo se questa fosse una domanda retorica, ma certamente è un quesito che nasce dalla miopia, la stessa che riteniamo essere stata instillata in quei giovani da madri come quella citata: il non voler vedere che il mondo è fatto di nazioni, che hanno bisogno di loro regole, basate sulle rispettive culture, che in molti casi non possono, e sottolineiamo il “non”, coesistere pacificamente!

 

Questo non voler vedere il limite delle integrazioni forzate ha dato il suo ennesimo frutto, ovvero il terrore di scorsa notte.

 

I responsabili materiali son sempre loro, i fondamentalisti ISLAMICI, appoggiati dal solito non intervento di quanti dell’Islam vengono definiti in Occidente, sulla base di false speranze, “moderati”.

 

Non ci stancheremo mai di dire ciò che non si vuol capire: per risolvere questo problema ci vuole un reset fatto di regole, che preveda l’espulsione della maggior parte degli islamici dall’ Europa; di costoro, per il P.I.N. possono rimanere solo quanti hanno dimostrato con i fatti di essersi veramente integrati, rinunciando agli aspetti più visibili e caratteristici del loro modo di interpretare la propria religione.

Va da se, che nella soluzione che propone il P.I.N. è compreso il respingimento in blocco di tutti i nuovi arrivi in Europa via Mediterraneo, e via Balcani. Tutti portatori come minimo di disagio sociale che difficilmente le autorità avrebbero la capacità di gestire.

 

Alla madre che ha fatto la domanda riportata qui sopra diamo noi la risposta: agli adolescenti toccherà  vivere nel terrore perché hanno voluto credere alle fiabe modello “Obama”, senza rendersi conto che i sogni, spesso, non si possono applicare alla realtà, e quando si cerca di farlo senza ragionarci su, rischiano di tramutarsi in incubi!

 

L’incubo, Signori, è ben lungi dal finire.

 

Mattia Uboldi

 

 

LA VITTORIA DI MACRON? SEMPLICE CONFERMA DEL DECLINO DEL VECCHIO CONTINENTE.

LA VITTORIA DI MACRON? SEMPLICE CONFERMA DEL DECLINO DEL VECCHIO CONTINENTE.

La Francia ha scelto, come lo farà la Germania, e poi l’Italia.

 

Ha scelto l’eutanasia di se stessa e dell’Europa, in nome del ciarpame terzomondista e sedicente pacifista portatore delle disgrazie che tutti i cittadini comunitari stanno vivendo.

 

Con la vittoria di Macron su tutti i media allineati si parla di “speranza”, ma, se “la speranza è l’ultima a morire”, tutti quanti noi lo saremo destinati per primi!

 

Mattia Uboldi

 

 

TRUMP E LA BOMBA “MOAB” – POSSIBILE AZIONE MILITARE IN COREA

TRUMP E LA BOMBA “MOAB” – POSSIBILE AZIONE MILITARE IN COREA

L’aver usato questo ordigno - non è propriamente una bomba progettata per colpire bunker, ma per spazzare via posizioni su campo scoperto su ampio fronte, ovvero l’evoluzione della “falcia margherite” della 2^ Guerra del Golfo – nel teatro Afgano non avrebbe un gran senso, se l’unico scopo fosse stato quello di colpire i talebani: effetti migliori, e assai più precisi, tatticamente parlando, si ottengono con l’uso delle normali testate da 250/500 kg.

 

Quindi, gli americani potrebbero: a) essere privi di una qualsivoglia strategia globale, incapaci di produrre qualche cosa di meglio dell’esplosione dei loro costosissimi petardoni; b) cosa assai più probabile, essere prossimi a un attacco alla Corea del Nord.

 

L’opzione “b” ha senso, se pensiamo alla mole di unità aereonavali che gli USA hanno spostato nello scacchiere coreano nell’ultima decade: quella, per chi ci capisce di cose militari, è una forza d’attacco completa, e capace di autonomia molto vasta anche dal punto di vista degli approvvigionamenti. Insomma, difficilmente si spende una cifra da capogiro per riposizionare un esercito così, tanto per fare.

 

Se si considerasse il lancio dei missili sulla Siria, e ora quello de “La Madre di Tutte le Bombe” – nomignolo U.S.A. per la MOAB - in Afghanistan , dei casi isolati e distinti, la prospettiva appena descritta non avrebbe fondamento, ma siccome tutte le analisi dicono che, in realtà, sono entrambe azioni di avvertimento al matto nord coreano, il P.I.N. ipotizza che per Pasqua, o subito dopo, al buon Kim potrebbero arrivare delle uova con “sorpresa pirotecnica”.

 

Nel caso avvenisse, resterebbe un grosso dubbio: cosa farà la Cina?

 

Curiosità: per la cronaca, sebbene gli americani per fare i fighi hanno dichiarato che la MOAB è la bomba convenzionale più potente, seconda solo all’atomica, in realtà ne esiste un’altra, sviluppata dai russi, ben quattro volte più “performante”, che il buon Putin, per differenziarsi dagli odiati U.S.A, ha ribattezzato come “Il Padre di Tutte le Bombe”. Il tutto, in una fantasmagorica gara a “chi ce l’ha più grossa”…, la bomba …

 

 

Mattia Uboldi  

ATTACCO DI TRUMP ALLA SIRIA – ECCO PERCHE’ HA RAGIONE ASSAD

ATTACCO DI TRUMP ALLA SIRIA – ECCO PERCHE’ HA RAGIONE ASSAD

Premettendo che Assad non è affatto uno stico di santo, è importante spiegare un po’ a tutti perché l’attacco U.S.A. di venerdì scorso contro la Siria è sbagliato.

 

Punto primo: Assad sta vincendo sul terreno la guerra contro gli insorti, e Khan Sheikhun, luogo in cui si è detto che il dittatore siriano avrebbe fatto strage con i gas, è l’ultima vera, piccola, sacca di resistenza ancora operante sul suolo del suo Paese; da qui, pare poco probabile che un politico, per quanto despota, navigato come Assad abbia commesso l’errore di utilizzare un attacco chimico contro i suoi nemici, prestando il fianco a una sicurissima reazione americana (le navi che hanno condotto l’attacco, guarda caso, erano già in posizione).

 

Punto secondo: L’ipotesi russa che il raid dell’aeronautica siriana abbia colpito un deposito di armi chimiche dei ribelli non è per nulla peregrina. Infatti, chiunque ne capisca di cose militari, sa benissimo che le sostanze per attacchi chimici prodotte industrialmente sono così aggressive che per i soccorritori è del tutto impossibile intervenire a mani nude, come nel caso citato, senza incorrere loro stessi in gravissime conseguenze: i gas industriali penetrano la pelle, e non basta un getto d’acqua di rubinetto a lavarli via! Tuttavia, si sa per certo che i ribelli del regime hanno prodotto, e stanno producendo, armi chimiche e batteriologiche fatte in casa, poco aggressive, seppur letali. Sostanze che, francamente, si potrebbero ben sposare idealmente con le immagini che tutti hanno visto rispetto al presunto, e non verificato, attacco chimico di Assad: aggressivi poco potenti hanno causato un piccolo numero di morti, e i soccorsi sono stati portati con metodi rudimentali, senza ausilio di attrezzature speciali. Chiunque abbia fatto il militare di leva, sicuramente si ricorda i corsi fatti in merito alla reazione ad attacchi “NBC”: gli istruttori erano chiari sull’impossibilità di intervento, se privi di pesanti protezioni individuali.

 

Punto terzo: Quando un dittatore corre il rischio della reprimenda internazionale con l’uso di armi chimiche, non lo fa ammazzando “solo” cento/ duecento innocenti, ma lo fa per gassare interi centri abitati, come fece Saddam nel 1983.

 

Punto quarto: In tutto questo, ovvero nella strategia di Tramp, che logica c’è? Insomma, la Siria è stata bombardata, provocando una reazione russa che farà da ombrello assoluto ad Assad, e, quindi, la domanda sorge spontanea: e ora, cosa si fa? Ergo, siamo per l’ennesima volta di fronte all’assenza di strategia da parte di un Occidente – in realtà dell’ Europa - inquinato da ideologie terzomondiste che giocano solo a favore dell’ Islam, e degli U.S.A..

 

Punto quinto: Perché Trump ha ripreso in pieno la politica sulla Siria targata Obama? Al P.I.N. pare evidente: nonostante la scusa addotta, quella dei poveri bambini uccisi dai gas, - ricordiamo che 15 gg fa gli americani hanno ammazzato decine di bambini bombardando un ospedale siriano, e nessuno ha detto “bhe”! - l’interesse degli U.S.A. è che Assad vinca il più tardi possibile, cagionando ulteriori migrazioni bibliche ai danni dell’ Europa, primo competitor commerciale, in un momento in cui Trump sta avviando una chiara guerra industriale con la Cina. Insomma, il Presidente americano, molto saggiamente dal suo punto di vista, preferisce evitare uno scontro economico su due fronti, e bene ha pensato, come il suo predecessore, di rinfocolare lo scontro siriano e con la Russia, per costringere l’ Europa a guardare altrove.

 

Punto sesto: L’ Europa anti – Trump che fa? Applaude, Gentiloni e Mogherini in testa! Insomma, per una politica antiamericana non ci si può fidare neppure dei comunisti!!!

 

Punto settimo: L’ Europa non vuole Assad in Siria? E quale sarebbe l’alternativa? Una Libia “2”???!!!

 

Il Presidente del Partito Italiano Nazionale.

Mattia Uboldi.

 

 

USA – MENO 40% DI CLANDESTINI DAL MESSICO

USA – MENO 40% DI CLANDESTINI DAL MESSICO

Ecco cosa succede quando si avvia una politica sull’immigrazione che pretende la LEGALITA’!

 

Del famoso muro non si è neppure cominciata la costruzione, che a fare da deterrente è bastato il cambio di politica del Presidente Tramp, come già fu per Regan nel 1986.

 

A riprova che se a chi vuole tentare l’avventura si fa giungere il messaggio che non c’è spazio per gli irregolari, magari ci ripensa e non parte.

 

Il risultato è reso ancor più straordinario dal fatto che in questo periodo, ovvero con l’arrivo della bella stagione, sul confine messicano si registrava in passato sempre un più 20% dell’ingresso di clandestini.

 

A dire, piaccia o non piaccia, che in presenza di una POLITICA e regole certe le cose funzionano!

 

Peccato che per dimostrare questo assunto ci voleva Trump, il quale, statene certi, se ne fregherà altamente delle sparate della Fifa: per lui vengono prima gli USA, e poi i mondiali di calcio.

 

Il P.I.N. si sbilancia fin d’ora in una previsione: le prossime elezioni presidenziali le vincerà sempre Trump, perché ciò che scrivono i giornali, e ciò che dicono gli intellettuali “sbellettati”, dal ventre molle e pieno, non è quello che vogliono gli americani, ovvero lavoro e sicurezza.

 

 

Mattia Uboldi

CHE DESTINO PER L’EUROPA?

CHE DESTINO PER L’EUROPA?

Al di là delle affermazioni della Le Pen, la domanda sarebbe opportuno porsela un po’ tutti.

Sia come sia, pare evidente che la “casa comune” europea stia cominciando a tradire cedimenti strutturali di non poco conto, taluni dei quali sono provocati anche dall’Italia.

 

Partendo dall’ex Bel Paese, è evidente a tutti che i conti non stiano più tornando: il fatto che per le correzioni alla Finanziaria il Governo studi soluzioni che vanno a incidere sui meccanismi del giro IVA – quindi sulle poche aziende rimaste, che per la maggiore, lo sanno anche i sassi, hanno i conti in bilico -, e non sulla spesa pubblica, è segno che il sistema sta raschiando il fondo del barile, correndo il rischio di sfondarlo, pur di non rinunciare all’immenso sistema clientelare legato all’apparato statale. Apparato, va da se, che non produce ricchezza per sua propria natura, ma la dissipa, con l’aggravante di non generare neppure servizi efficenti.

 

Preoccupante è anche il susseguirsi di crolli nel sistema bancario nazionale: la ricapitalizzazione ora di Unicredit è stata fatta passare dai media come una cosa quasi di routine, ma rutine non è! Semmai è il segno che la filiera del credito in Italia è molto deteriorata, e con le nuove regole europee in materia di fallimento bancario nessuno è al sicuro: è vero che queste coinvolgono direttamente soci, azionisti e correntisti con depositi superiori ai 100.000,00 €, ma è anche vero che dovesse espandersi il dissesto bancario c’è il serio rischio di incappare nell’esperienza greca, ovvero il blocco dei conti correnti di tutti per mancanza di liquidità.

Purtroppo, sebbene ignorati dalle grandi lobby dell’informazione, i dati in materia che trapelano all’esterno con il contagocce non promettono nulla di buono, e il P.I.N. è pronto a scommettere che nel giro di sei mesi scoppieranno bubboni bancari tali da far impallidire quelli fin qui visti. Il tutto con l’inerzia di un Governo, che definire inutile è un eufemismo!

 

Non parliamo della crisi dei migranti, poi, perché a parere del P.I.N., checché se ne sia detto al meeting di Malta,l’intero costo dell’operazione resterà a carico di Roma, incapace, tra l’altro, di indirizzare una politica basata sul buon senso, e quindi sui respingimenti.

 

In merito alle zone terremotate, non ci si faccia illusioni: la gente colpita sarà abbandonata a se stessa dalla Nazione!

 

Una situazione italiana di questo genere non aiuta di certo alla tenuta dell’eurozona, e questa è una valutazione concreta, a prescindere che si sia favorevoli o no all’Unione.

 

Inoltre, dato che ci ha colpito moto scorsa settimana è che il Parlamento Europeo ha dimostrato ostilità nella nomina dell’ ambasciatore USA a Bruxelles, Ted Malloch, perché questi, antieuropeista convito, ha stimato in 18 mesi la sopravvivenza dell’area Euro. Tuttavia, nulla o quasi hanno suscitato le contemporanee affermazioni della Merkel e di Prodi, che di fatto, parlando di un’Europa futura “a diverse velocità”, hanno sottoscritto in pieno la previsione dell’uomo di Trump!

 

Non ultimo, l’ennesimo collasso di Atene sta mettendo ulteriormente a nudo un meccanismo monetario a cambi bloccati che ha dimostrato di avere limiti insormontabili. Limiti che a breve giro di posta rischiano di mettere in ginocchio nell’ordine Italia, Portogallo, Spagna e Francia.

 

Se questi sono i segnali, Signori, prepariamoci tutti, perché, al massimo dopo le elezioni in Francia e Germania – quelle Italiane non si sa quando verranno fissate –, l’intera marcia struttura rischia di seppellirci.

 

Mattia Uboldi

 

 

 

IMMIGRATI CLANDESTINI – A LORO IL LAVORO,… AGLI ITALIANI LA ROVINA!

IMMIGRATI CLANDESTINI – A LORO IL LAVORO,… AGLI ITALIANI LA ROVINA!

Se mai fosse servito una dimostrazione dello spirito suicida antitaliano, e addirittura antieuropeo, delle Istituzioni nazionali e di quelle di Bruxelles, ecco che piovono sulla testa dei cittadini le ennesime iniziative terzomondiste, dannose, e prive di senso.

 

Procediamo per ordine, affermando che, prima di ogni altra cosa, lo Stato deve espellere dal suo territorio tutti i clandestini, ovvero quelle persone che non hanno alcun titolo per cercare rifugio in Italia e in Europa: chi arriva da paesi non in guerra, vi deve fare ritorno immediatamente!

 

In secondo luogo, laddove il lavoro manca ai cittadini naturali di una data nazione, il rispettivo governo, e tutte le Istituzioni, ha il dovere di pensare prima a loro, e, risolte le situazioni a questi collegate, solo dopo potrebbe fare un pensiero ad “accogliere” chi cerca soccorso da fuori.

 

Ciò premesso, risultano singolari agli occhi del P.I.N. due discutibilissime iniziative: a Livorno, PD e M5S hanno dato vita a una cooperativa per la riparazione delle biciclette a prezzi stracciati in cui dare lavoro ai clandestini; a Bruxelles nasce un nuovo carrozzone terzomondista chiamato “Corpo Europeo  di Solidarietà” per dare impiego a 100.000 giovani di tutto il continente, grazie al business dell’ “accoglienza”.

 

Nel caso di Livorno, l’attività della nascente cooperativa Arci “Ciclofficina Contropedale”, offrirà tariffe concorrenziali al pubblico grazie al fatto che, a differenza dei commercianti del settore  (stanno aprendo proprio di fianco a uno storico negozio di cicli, costruito e gestito in 20 anni di lavoro dal campione Giuseppe Passuello), non pagano le tasse in virtù del loro status.

 

In sostanza, lo Stato, invece di aiutare il tessuto sociale già in difficoltà - lo stesso tessuto che versa nelle casse dell’ Erario -, lo affossa con iniziative basate sulla concorrenza sleale delle coop! E i grillini, che a livello nazionale dicono di voler stoppare l’immigrazione selvaggia, gli danno una mano!!!

 

Nella fattispecie europea, invece di governare il disastro clandestini, lo si incentiva, pensando di sfruttarlo per dare occupazione, ma dimenticando che quel genere di occupazione non può creare ricchezza, ma solo dissiparla, e, nello stato in cui si trova il Vecchio Continente, al P.I.N. pare proprio una bischerata.

 

Insomma, le istituzioni Italiane sono contro il suo Popolo, così come quelle europee.

 

Mala tempora currunt.

 

Mattia Uboldi.

 

 

ATTENTATO DI BERLINO – NON SARA’ NULLA RISPETTO A QUELLO CHE COLPIRA’ L’ITALIA!

ATTENTATO DI BERLINO – NON SARA’ NULLA RISPETTO A QUELLO CHE COLPIRA’ L’ITALIA!

Il tempo, Signori, sta scadendo, grazie agli stronzoni che continuano a blaterale di “accoglienza” e affini.

 

Invece di spedire fuori dai confini gli islamici che vengono a invaderci, li chiamiamo in casa nostra, e quel che è peggio, grazie alla peggiore Sinistra, consentiamo loro di imporci le regole di Maometto!

 

In Italia, come già scritto in tempi non sospetti, lo shock sarà tremendo: basterà che una di queste zecche infarcisca uno zaino di esplosivo, vada alla stazione “Termini” di Roma, e lo faccia esplodere: i controlli (tanta Polizia e Carabinieri, ma nessun tornello di controllo agli ingressi)  li non ci sono!!!

 

Poi, Alfano dirà di aver fatto tutto il possibile per evitarlo (nei mesi passati era lui il Ministro degli Interni).

 

Alfano con Renzi prima, e Gentiloni poi, ha accolto da Ministro degli Interni tutta la feccia del mondo; ora la va a prendere direttamente a casa come Ministro degli Esteri!

 

Quando accadrà, gli italiani sappiano che il disastro sarà comunque colpa della loro stupidità!!!

 

Mattia Uboldi.

 

 

 

 

 

 

TRUMP NUOVO PRESIDENTE U.S.A. – CHE RAPPORTI CON L’ITALIA?

TRUMP NUOVO PRESIDENTE U.S.A. – CHE RAPPORTI CON L’ITALIA?

Il P.I.N. nel suo piccolo si complimenta col nuovo inquilino della Casa Bianca, non essendosi mai sbilanciato a commentare la campagna elettorale americana.

 

E ciò perché per un qualsiasi partito, specie se di governo, dovrebbe essere la regola. Una regola che sta alla base di ogni diplomazia degna di tal nome.

 

Diplomazia che il PD di Renzi non sa neppure dove stia di casa, visto lo spettacolo avvilente di sudditanza a Obama messo in essere un paio di settimane fa.

Trump si ricorderà dell’unico premier al mondo che gli si è schierato apertamente contro? Noi pensiamo proprio di si, e per l’Italia non è un bene.

 

E poi il dilettante in politica estera era Berlusconi???!!!

 

 

Mattia Uboldi 

RENZI VA DA OBAMA PER QUSTIONI DI IMMAGINE

RENZI VA DA OBAMA PER QUSTIONI DI IMMAGINE

 

Proprio così, il caro Presidente del Consiglio volerà oggi, 17 ottobre 2016, negli USA per incontrare, non si è capito bene a che titolo, l’inutile e dannoso inquilino della Casa Bianca e la sua graziosa signora.

 

 

 

Tralasciando i costi che simile operazione faranno gravare sui conti già dissestati della povera Italia, non si è ancora ben capito cosa Renzi ci vada a fare in America.

 

Ufficialmente è stato detto che il boy scout di Firenze ci andrà per sottolineare i buoni rapporti personali che ha con il Presidente degli Stati Uniti, e per parlare con lui del futuro dell’Europa.

 

Insomma, nulla di più indefinito e inutile!

 

 

 

Siccome il “fiorentino de noatri” da Obama ci va nella speranza di un ulteriore lifting d’immagine utile al referendum costituzionale – nelle sue condizioni politiche e di consenso tutto fa brodo, avrà pensato -, e il viaggio di stato non può essere evitato, l’inquilino di Palazzo Chigi approfitti di unire l’utile al dilettevole dicendo all’amico “un po’ abbronzato” un paio di cose: 1) Siccome sei stato tu con i francesi a fomentare le primavere arabe creando, tra gli altri, il casino libico – e ciò anche grazie all’allora Segretario di Stato Clinton -, non ti pare che gli Stati Uniti non stiano facendo abbastanza per riordinare tanta confusione? 2) Siccome l’Europa si ritrova in pessimi rapporti con la Russia solo perché l’hai costretta a compiacere la tua linea, non ti pare che nel dispiegamento di truppe sul confine russo programmato nel 2018 l’America risulti in pratica assente, lasciando l’Italia col cerino in mano, e, probabilmente, vittima di ulteriori sanzioni russe? 3) Caro Obama, non capisco come in Siria e Irak tu abbia di fatto foraggiato milizie vicine all’ISIS, peraltro anche nostre nemiche. Non ti pare un “piccolo” controsenso?

 

 

 

Ecco, se il buon Renzi cogliesse l’occasione per fare politica estera concreta, il suo spot referendario non farebbe poi così schifo al P.I.N.

 

 

 

Mattia Uboldi

 

SIRIA – SI MUOVE LA CINA E IL TEMPO PER L’EUROPA STA SCADENDO

SIRIA – SI MUOVE LA CINA E IL TEMPO PER L’EUROPA STA SCADENDO

Ieri, 16 agosto 2016, è accaduto un fatto storico: la Cina ha deciso di espandere la sua sfera d’azione militare nel Mediterraneo, supportando Mosca e Teheran nello scacchiere Siriano.

 

Ma facciamo un passo in dietro.

Il disastro Libia e Siria sono stati fortemente voluti dagli U.S.A. e da Parigi per motivi diametralmente opposti.

In particolare agli americani interessava creare uno squilibrio tale da mettere in difficolta il suo unico, vero, potenziale competitor nel mondo, ossia l’Europa. La Francia ha invece agito pensando di trarne un vantaggio diretto a livello petrolifero.

 

Fatto gli è che Obama nel portare avanti il suo piano criminale si è avvalso anche dell’aiuto della Turchia di Erdogan, alleato che a sua volta aveva obbiettivi in alcuni casi diversi da quelli a stelle e strisce, ma che comunque necessitavano di una premessa indispensabile: l’indebolimento dell’ UE.

Quest’ultima collaborazione di comodo ha visto, tra le altre cose, un’innaturale sostegno americano in chiave anti israeliana a tutte le realtà islamiche mediorientali che mirano all’eliminazione della bandiera con la stella di Davide, cosa che Netanyahu non ha per nulla scordato a quanto pare.

 

A sconquassare i piani U.S.A., però, ci ha pensato da un anno a questa parte il buon Putin, che effettivamente ha preso a mazzuolare il sottoprodotto della politica statunitense chiamato ISIS. Sottoprodotto, per inciso, di cui gli americani hanno perso – come al solito – il controllo.

 

Detto ciò, va anche sottolineato che il sostegno di Mosca a Damasco non è a scopo umanitario: i Russi puntano al controllo dell’intero Medioriente, e, se non possono farlo da soli, non gli fa certo schifo dividere la torta.

Con chi? 

Con l’Iran, che ha mire sulla parte sciita dell’Irak; con la Turkia, che vuole porre sotto il suo controllo l’intero Kurdistan – e quindi il nord dell’Irak – e tornare a essere la potenza dominante del settore; con Israele, che nella nuova inedita cordata proveniente dall’est vedrebbe terminata la cattività nel consesso internazionale a cui l’avevano relegata i suoi vecchi alleati americani;  e, infine, con la Cina, che ha enormi interessi in tutta la fascia africana che va dal Siam al Corno d’Africa, fino a agli stati di quella che una volta era definita l’Africa Nera.

 

Il paradosso di questa coalizione è che potrà muoversi sfruttando la necessità di far fuori l’ISIS, godendo del dato che l’Europa è già stata infettata e paralizzata dai frutti da questo prodotti, e ben sapendo che l’America, ora presa in completo contropiede, non può fare più nulla per recuperare gli equilibri che stupidamente ha scardinato: stiamo parlando di cinque tra le più grandi potenze militari del mondo, e per zittire gli U.S.A. in ambito bellico, lo sanno anche i sassi, bastano solo i russi.

 

Cosa attendersi a breve periodo, quindi?

1)     Più attentati in Europa: l’ISIS è come un leone ferito, e colpirà ciò che gli sarà più facile colpire – Italia compresa, visto che ieri per la prima volta è stato diramato l’ordine di farlo, con buona pace di quegli incapaci di Renzi e Alfano!

2)     Una rapida sconfitta dell’ISIS sul terreno (1/2 anni).

3)     Una crisi a livello Nato e a Bruxelles.

4)     Una vera e propria invasione di profughi sul suolo europeo ancora peggiore di quella in corso.

 

Cosa attendersi nel medio/lungo periodo?

La perdita del controllo da parte dell’Occidente di Medio Oriente e buona parte dell’Africa: l’Europa verrà piegata da questa nuova, potente e dinamica coalizione, che da sola potrebbe anche arrivare alla creazione di un nuovo mercato valutario e finanziario.

 

Insomma, mentre i politici di Eurolandia dormono, la Storia si appresta a tirare lo sciacquone sul Vecchio Continente!

 

 

Mattia Uboldi

14 LUGLIO 2016, STRAGE DI NIZZA – LA COMUNITA’ ISLAMICA E’ UNA MINACCIA!

14 LUGLIO 2016, STRAGE DI NIZZA – LA COMUNITA’ ISLAMICA E’ UNA MINACCIA!

Purtroppo le previsioni del P.I.N. si sono avverate per l’ennesima volta, e per l’ennesima volta taluni idioti si ostinano a non vedere ciò che è chiarissimo: siamo in guerra, e la minaccia è l’intera comunità islamica!

 

Lo è anche solo per il fatto che dei mussulmani nel loro insieme non ci si può fidare: chi sono i “buoni”?

 

Lo è perché in queste ore in molti paesi islamici si sta festeggiando pubblicamente la mattanza di Nizza, con tanto di distribuzione di caramelle ai pargoli futuri miliziani del califfo.

 

Lo è perché gli islamici “moderati” in Europa coprono i terroristi, come è successo per quelli di Parigi a Bruxelles.

 

Lo è perché l’Islam è inconciliabile con la cultura occidentale: i mussulmani non scindono tra stato e chiesa, e dividono il mondo tra credenti e infedeli.

 

Non sapendo da che parte arriva la minaccia, non vi è altra soluzione che espellere dall’Europa ogni singolo islamico, che sia di prima, di seconda, terza o quarta generazione!

Inutile saltarsene fuori con scemenze tipo che gli attentatori erano francesi! Non lo erano! Erano mussulmani trapiantati in Francia, punto!

E in Italia, cosa si vuol fare con l’ “accoglienza”? Ce ne porteremo in grembo sempre di più con la scusa che saranno una ricchezza sociale come per i cugini d’oltralpe, senza considerare che il loro esperimento, partito novant’anni fa, ora ci regala l’amaro spettacolo del suo totale fallimento?

Noi italiani pensiamo di poter fare meglio, quando non siamo in grado di gestire neppure una tratta ferroviaria in modo moderno?

 

 

Mattia Uboldi

PERICOLO ISLAM: MIELI, FASSINO, GALLI DELLA LOGGIA, E MOLTI ALTRI, VOTANO PARTITO ITALIANO NAZIONALE!

PERICOLO ISLAM: MIELI, FASSINO, GALLI DELLA LOGGIA, E MOLTI ALTRI, VOTANO PARTITO ITALIANO NAZIONALE!

In questi giorni il Partito sta vivendo quasi un sogno: le voci delle menti “fini” hanno cominciato ad ammettere pubblicamente ciò che il P.I.N. dice dalla sua nascita, ovvero che l’Islam moderato non esiste, e che le comunità islamiche non possono integrarsi nella società occidentale per ovvie ragioni.

 

Tanto per ricordarne una: gli islamici non sono in grado di scindere il piano religioso da quello politico, e, predicando la loro religione atti drastici contro gli infedeli, va da se che il problema non sia proprio da nulla.

 

Tra quanti hanno cominciato finalmente ad assumere la posizione del P.I.N. è da segnalare Ernesto Galli della Loggia, che con l’editoriale di ieri, pubblicato sul Corriere della Sera, intitolato “Le parole che l’Islam non dice”, solo ora – meglio tardi che mai – si accorge che l’attuale situazione di violenza islamica in Occidente è figlia di “…un buonismo di principio, di giudizi programmaticamente tranquillizzanti, di equilibrismi”.

 

Che dire, poi, di Fassino, che ha dichiarato che << …stiamo arrivando al superamento della quantità di immigrati governabile>>?

 

E di Mieli, che se l’è presa con i tanti “Je suis Charlie dalla memoria corta che fanno danni con l’applicazione del politicamente corretto all’Islam radicale”?

 

Meglio tardi che mai, diremmo, ma ora, purtroppo, siamo passati alla fase della conta dei morti, e non è affatto finita!!!

 

 

Mattia Uboldi

BREXIT – COSA SUCCEDERA’ ALL’ITALIA?

BREXIT – COSA SUCCEDERA’ ALL’ITALIA?

 

Come Presidente del Partito Italiano Nazionale, mi trovo a dover proporre ai lettori una lettura contro corrente rispetto alla stragrande maggioranza dei commentatori al soldo dei governi corrotti e delle multinazionali.

 

 

 

Cari Cittadini italiani, in pratica, non avete nulla da temere con la Brexit, a parte il fatto che il carceriere, la Germania, da oggi farà in modo di non far scappare più nessuno da questo bagno penale chiamato Europa.

 

 

 

L’Italia a livello economico non è esposta con l’Inghilterra, ma, anche lo fosse, vi ricordo e che i trattati internazionali UE sul libero scambio avranno valore effettivo con Londra per tutti i prossimi due anni, e che, comunque, i mercati sono e saranno sempre regolati dall’Organizzazione Internazionale del Commercio, ergo, su quel fronte i problemi saranno pari a zero.

 

 

 

Dal punto di vista finanziario, non facciamola troppo lunga: l’instabilità, se durerà tanto, si esaurirà entro mercoledì prossimo. Infatti, i giornalisti al soldo delle multinazionali generano panico per convincere i popoli a restare in Europa, ma riflettete: a gennaio 2016, in Italia, paese sotto l’ombrello dell’ Euro, si son avuti quasi quindici giorni consecutivi in cui gli scambi a Piazza Affari hanno subito perdite di oltre l’otto per cento, con gravi conseguenze sulle banche – tipo quella di Vicenza – e, nonostante tutto, nessuno ha gridato al disastro. Qui avremo meno di cinque giorni di incertezza, e ci fanno credere che siano giunti i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse, con quadrupedi al seguito! La domanda è: perché lo fanno?

 

 

 

L’unico vero rischio è che l’Italia, causa la sua venduta classe dirigente, dovrà rimanere in Europa schiava della Germania, questa sì il vero problema dell’Unione. Un Unione in cui proprio la Germania, per manifesto interesse, non vuole né federare il debito, pena la mancanza di armi di ricatto rispetto agli altri stati membri, né creare una federazione politica in cui gli stati perdano sovranità a favole di un nuovo soggetto politico centrale.

 

 

 

Quindi, cari Italiani, state calmi, non succederà nulla. Resterete solo schiavi di Berlino, che non ha interesse ad impoverirvi di più, ma solo a mantenervi all’attuale stato di indigenza.

 

 

 

Mattia Uboldi

 

BREXIT – CHE DIO SIA LODATO!!!

BREXIT – CHE DIO SIA LODATO!!!

Si, oggi è giornata storica!

Il 23 giugno 2016 verrà ricordato come il giorno in cui la Gran Bretagna si è messa di traverso, come fece più di settant’anni fa, rispetto all’incedere del Quarto Reich di Frau Merchel.

 

Gli inglesi hanno capito che l’Europa non ha portato nulla di buono, se non a banche e alta finanza.

Gli inglesi hanno detto no a una non politica estera che apre le porte a un immigrazione selvaggia costituita da un’orda priva di competenze per poter dare un apporto economico ai paesi in cui pretende di incistarsi.

Gli inglesi hanno sbattuto la porta in faccia a meccanismi monetari che favoriscono sempre e solo una nazione, che comanda a Bruxelles con pugno di ferro, ossia la Germania!

 

L’Italia, come più di settant’anni fa, compie la scelta sbagliata: restare alleata/colonia della Germania dominatrice dell’Europa continentale, senza capire che, se non si dovesse sganciare da questo asse, farà la stessa fine miserevole del 25 aprile 1945, umiliata e occupata da potenze straniere, e per meglio precisare, arabe!

 

L’alta finanza ora è contro l’Inghilterra, come nel lontano 1940. Tuttavia, come accadde allora, non sarà la Corona britannica a perdere la partita.

 

 

Mattia Uboldi

IL DALAI LAMA: "EUROPA E GERMANIA NON POSSONO DIVENTARE ARABE"

IL DALAI LAMA: "EUROPA E GERMANIA NON POSSONO DIVENTARE ARABE"

E giù “tutti” – i comunisti italiani e di mezza Europa per essere precisi - a restare stupiti dell’affermazione di questo grande leader spirituale.

“Tutti” a chiedersi come un uomo di pace e tollerante come lui possa aver anche solo ipotizzato di rispedire a casa i clandestini.

 

Nessuno, però, si è chiesto che fine ha fatto il Tibet a causa di un’immigrazione/invasione selvaggia!

 

Grande Dalai Lama! Almeno uno che dimostri di avere un po’ di buon senso!

 

 

Mattia Uboldi

CASO “MARO’”. L’ITALIA RIUSCIRA’ A FARSI PRENDERE PER IL NASO DALL’INDIA ANCHE DOPO LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DEL MARE?

CASO “MARO’”. L’ITALIA RIUSCIRA’ A FARSI PRENDERE PER IL NASO DALL’INDIA ANCHE DOPO LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DEL MARE?

La domanda sorge spontanea, anche perché la situazione comincia veramente a farsi vergognosa per la diplomazia del Governo Italiano: pur con la sentenza favorevole del Tribunale del Mare, l’Italia non riesce a farsi restituire Girone!

 

Peggio, l’India si riserva pure di deliberare in merito a un verdetto  a cui deve solo adeguarsi, senza tante menate!

 

Il Governo “Renzi” che fa in merito? Ci dispiace dirlo, ma fa schifo, come al solito!

 

Che tristezza!

 

 

Mattia Uboldi

AUSTRIA – VINCE VAN DER BELLEN, MA CIO’ NON CAMBIA LE CARTE IN TAVOLA PER L’ITALIA

AUSTRIA – VINCE VAN DER BELLEN, MA CIO’ NON CAMBIA LE CARTE IN TAVOLA PER L’ITALIA

Il voto di domenica 22 maggio ha incoronato alla presidenza della Repubblica Austrica Van der Bellen, candidato dei verdi, sulla cui figura è confluito in pratica tutto l’arco politico nazionale.

 

Il dato che salta all’occhio è che l’estrema destra da sola in Austria ha praticamente il 50% delle preferenze, mentre l’altro 50% è il risultato  della somma di tutti gli altri partiti. Il segnale è chiaro: il vento sta comunque cambiando in Europa, sia rispetto alla UE, sia in merito all’immigrazione selvaggia.

 

In secondo luogo, ma non di secondaria importanza, Van der Bellen e il suo schieramento non sono stati teneri - parimenti del loro rivale Hofer – riguardo alla tematica legata ai clandestini e al controllo delle frontiere con l’Italia.

 

Va da se che i canti di giubilo delle cancellerie di mezzo continente sono un pochino fuori luogo, in particolare quelli provenienti da Roma.

 

 

Mattia Uboldi 

INCONTRO RENZI-MERKEL: IL FALLIMENTO PIU’ COMPLETO

INCONTRO RENZI-MERKEL: IL FALLIMENTO PIU’ COMPLETO

La faccia da schiaffi con cui il Presidente del Consiglio ha presentato come grande successo l’incontro di ieri(05/05/16) con Frau Merkel ha dell’epocale!

 

Esaminiamolo allora il “successone”:

1)     La ripartizione in quote dei migranti tra i vari partner europei è roba superata: se li terranno gli stati in cui costoro approdano, ovvero Italia e Grecia – ma per la Grecia vale l’accordo europeo con la Turchia.

 

2)     La costituzione di euro-bond per almeno sostenere i costi delle nazioni di frontiera per la gestione dell’ “accoglienza” sono state archiviate con un secco “nein”.

 

 

3)     La revisione sulle regole economiche europee in chiave espansiva? Non pervenuta!

 

Domandina al Presidente Renzi: quale sarebbe il “successo” e la “comune intesa”?

 

 

Mattia Uboldi 

MARO’ LIBERI, MA IN MODO SCANDALOSO!

MARO’ LIBERI, MA IN MODO SCANDALOSO!

Se chi scrive in questo spazio si trovasse al posto di Renzi, in merito al caso “Marò”, e al pronunciamento di ieri della Corte dell’Aia, farebbe meno lo spaccone: la gestione del caso da parte dei governi “Monti”, “Letta” e “Renzi” grida vendetta a Dio!

 

E la grida perché i due fanti di marina italiani sono innocenti! Perché è la Guardia Costiera indiana ad aver ammazzato quei due poveri pescatori-verità conosciuta da tutti e taciuta dai vigliacchi governati italiani per meri interessi economici! Perché le prove balistiche indiane-e sottolineamo “indiane”- scagionano i nostri soldati! Perché l’India, proprio a causa di tutto ciò, non è riuscita neppure a formulare a loro carico alcun capo d’accusa!

 

E il nostro Primo Ministro cosa fa? Esulta in chiave elettoralistica per i risultati di un caso che anche lui ha gestito malissimo e con un anno e mezzo di colpevole ritardo!

 

Il P.I.N. è felice della decisione del Tribunale del Mare, ma non della politica estera del Governo.

 

 

Mattia Uboldi

IMMIGRAZIONE: NESSUN CONTROLLO E DICTAT TEDESCHI

IMMIGRAZIONE: NESSUN CONTROLLO E DICTAT TEDESCHI

Insomma si è arrivati al “dunque”: grazie alle aperture del 2015 della Signora Merkel – e del Governo Italiano – i flussi migratori continuano a essere lasciati senza alcun controllo, così l’Italia si riempirà di clandestini in cerca di un improbabile lavoro, ma ben consci che saranno mantenuti, e l’Austria giustamente chiuderà il portone, con gran danno per l’economia nostrana, mentre il Vaticano, nonostante i grandi spazzi di cui gode, si è lavato la coscienza per la sua politica irresponsabile dell’ “accoglienza” prendendo sotto la sua ala una dozzina di disperati, non di più, che se no c’è meno spazio da girare nell’attico di Bertone!

 

Non paghi della situazione, a fronte di un “no” tedesco grande come una casa alla proposta della creazione degli “eurobond” avanzata dal Governo Italiano – e non stiamo parlando di quello “Berlusconi” del 2011, con Ministro dell’Economia Giulio Tremonti – per gestire il debito comunitario, compreso quello derivante dai costi dell’ “accoglienza” degli extracomunitari, l’Italia incassa l’obbligo imposto da Berlino di introdurre, tramite accise sulla benzina (vale per tutti i paesi europei), un nuovo balzello per sostenere la “gestione” dei flussi migratori.

 

Piani per un governo comune della crisi, naturalmente zero, ma la Germania ha già messo in capo una nuova legislazione sul proprio territorio, che di fatto rispedirà a casa quel milione di clandestini indesiderati che grazie a Frau Merkel l’anno scorso son giunti sui teutonici lidi.

 

Ergo, entro un mesetto per l’Italia del duo Renzi-Alfano saran “uccelli per diabetici”!

 

 

Mattia Uboldi 

ATTENTATI DI BRUXELLES. A CASA TUTTI GLI ISLAMICI!

ATTENTATI DI BRUXELLES. A CASA TUTTI GLI ISLAMICI!

 

Siccome <<siamo in guerra>>, viva Dio, si agisca di conseguenza!

 

Durante le seconda guerra mondiale, tanto per fare un esempio, negli USA e in Gran Bretagna, tutti i cittadini - fossero anche naturalizzati nella nazione ospitante - italiani, tedeschi e giapponesi furono internati per motivi ovvi.

 

Ora, siccome le comunità islamiche europee hanno per l’ennesima volta dimostrato di non volersi integrare e di coprire i terroristi, va da se che sono da considerare in toto una minaccia.

 

Detto ciò, secondo il P.I.N, tutti gli islamici immigrati in Europa vanno rispediti a casa propria, o dove possano far parte di uno stato a vocazione islamica.

Siccome tra costoro vi sono anche quanti hanno investito di tasca per le proprie case e attività commerciali, l’Europa dovrebbe espellerli non prima di aver corrisposto loro il dovuto – alla fine della seconda guerra mondiale si dovette por mano al portafoglio per ricostruire, e rifondere chi ne ha diritto in questo caso è la stessa cosa, anche in termine di sforzo economico.

 

Così facendo si otterrebbero due risultati importanti: più sicurezza in Europa, e un grosso potenziale di sviluppo (con gli Euro degli indennizzi si farebbe miracoli in Medio Oriente e in Africa) per una parte considerevole del Sud del Mondo.

 

Mattia Uboldi

 

 

ARRESTO DI SALAH ABDESLAM: LA GENTE DEL SUO QUARTIERE LO DIFENDEVA!

ARRESTO DI SALAH ABDESLAM: LA GENTE DEL SUO QUARTIERE LO DIFENDEVA!

 

Dell’arresto dell’arcinoto terrorista, che andrebbe interrogato per mezzo di tortura, e, fattolo cantare, posto a morte per impiccagione, si sa un po’ tutto, ma su una cosa media e autorità hanno cercato fin da subito di porre il silenziatore: gli immigrati islamici del quartiere Molembeek hanno cercato di ostacolarne la cattura spintonando e aggredendo gli agenti impegnati nell’operazione anti terrorismo.

 

 

 

Morale di questa “fiaba”: le autorità e i benpensanti vogliono continuare la loro politica di integrazione, pur avendo l’evidenza che non si realizzerà mai!

 

 

 

Mattia Uboldi

 

LIBIA: “BERLUSCONI AVEVA RAGIONE!”. MA CHE SENSO HA AMMETTERLO SOLO ORA?

LIBIA: “BERLUSCONI AVEVA RAGIONE!”. MA CHE SENSO HA AMMETTERLO SOLO ORA?

Al vertice di Parigi 2011 <<…Berlusconi sentiva che in prima linea dovesse esserci l’Italia e non la Francia, anche per la sua posizione strategica nel Mediterraneo… A parte l’ego ferito, Berlusconi e altri avevano buone ragioni per essere preoccupati: senza una linea di comando e controllo chiara, tutto può sfociare in una confusione pericolosa…>>

 

Hillary Clinton

In “Hard Choices”

 

Purtroppo, si sa anche come è finita: Napolitano per isolare Berlusconi a fini di politica interna lo ha fatto attaccare da tutta Europa, e lo ha costretto a cedere.

Risultato, il PD è al Governo, ma l’Italia è invasa e sempre più alla canna del gas, e nessuno si occupa di promuovere una Politica Estera degna di tal nome!

 

 

Mattia Uboldi

IN LIBIA NON SARA’ AFFATTO FACILE

IN LIBIA NON SARA’ AFFATTO FACILE

Solo dopo la notizia della tragica morte di Fausto Piano e Salvatore Failla (in foto) ci si accorge che la guerra in Libia, voluta da parte italiana dal Presidente Emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e dal suo Partito, il PD, ovvero l’attuale titolare del Governo, non è poi così lontana.

 

Ci si “accorge”, inoltre, che molto probabilmente, volendo debellare l’Isis, vi sarà la necessità di un intervento via terra, come del resto il P.I.N. diceva in tempi non sospetti, e in tempi in cui i fondamentalisti non erano neppure così forti sul territorio della nostra ex colonia.

 

Il Governo, naturalmente, non ha ancora ben chiaro il da farsi, ma non considera che più si aspetta, più il rischio per l’Italia si eleverà.

 

Siccome questa è una guerra italiana, voluta dalla Sinistra italiana nel momento in cui ha scelto di piegare l’allora Governo Berlusconi per avvallare l’attacco contro Gheddafi, ci si deve ficcare ben nella testa che non si può pretendere che a combatterla siano altri al posto nostro!

 

Quello che è peggio, e risulterà atroce, è che un intervento militare, in una guerra a bassa intensità e asimmetrica come quella in atto, per essere vinta dovrà venir affrontata sul terreno  – naturalmente con i distinguo storico, strategico  e tattici del caso -  alla stessa stregua di come gli inglesi furono costretti ad affrontare la guerra anglo-boera!

 

In soldoni, sarà “pianto e stridor di denti”, e nessuno creda che non finirà comunque così optando per un non intervento: ormai la frittata è fatta!

 

Mattia Uboldi

 

 

 

AVVISO ALL’ITALIA: LE FRONTIERE VERRANNO CHIUSE, NONOSTANTE LE STUPIDAGGINI PROFERITE DAL DUO ALFANO-RENZI.

AVVISO ALL’ITALIA: LE FRONTIERE VERRANNO CHIUSE, NONOSTANTE LE STUPIDAGGINI PROFERITE DAL DUO ALFANO-RENZI.

 

Che Schengen si avvii con troppo ritardo alla fine che merita, oramai non è più una questione in discussione.

 

 

 

D’altro canto, i paesi nordici si sono finalmente resi conto che accogliere tutti non è possibile senza pagare un dazio pesantissimo a livello sociale e della sicurezza.

 

 

 

Se Dio vorrà, si porrà un freno drastico all’invasione islamica dell’ Europa, camuffata da soccorso umanitario, e auspicata da chi, PD e Nuovo Centro Destra in testa, ci mangia allegramente sopra.

 

 

 

L’avviso è chiaro, e nella riunione dei ministri degli interni di ieri la Germania ha dato l’ultimatum alla Grecia: o blocca e identifica tutta la gente che lascia transitare sul suo territorio, o i reticolati saranno costruiti tutti attorno ai suoi confini.

 

Non va certo meglio all’Italia, con un Alfano che rilascia dichiarazioni discordanti su Schengen tanto da sembrare un pugile suonato, perché i paesi che ora hanno messo alla berlina Atene, vedono di fatto Roma alla stessa stregua in tema di politica dell’immigrazione.

 

 

 

Certo, la piega che la situazione sta prendendo a Bruxelles sta facendo alzare un grido di dolore a tutti i tolleranti del continente, ovvero a quelli che tra i loro santini hanno anche S. Obama made in U.S.A., senza neanche sapere che pure ‘sto “santo” non è poi così accogliente.

 

 

 

Infatti il P.I.N. ha il piacere di comunicare ai lettori che gli americani sono molto più pragmatici del loro Presidente parolaio: essendo i clandestini Siriani considerati ad alto rischio, non ne hanno accolti in pratica nessuno (ad ora solo 2.300 unità), e poi il “ragazzo un po’ abbronzato della Casa Bianca” viene a dire agli europei di aprire le loro frontiere – così dissesteremmo perfettamente la prima economia concorrente agli “stelle e strisce”, aggiungiamo noi!

 

 

 

Mattia Uboldi

 

 

 

 

 

 

 

I TERRORISTI DELL’ISIS MINACCIANO IL GENERALE DEGLI ALPINI PAOLO SERRA: NON LASCIAMOLO SOLO!

I TERRORISTI DELL’ISIS MINACCIANO IL GENERALE DEGLI ALPINI PAOLO SERRA: NON LASCIAMOLO SOLO!

In un video di 23 minuti farneticanti,  Al Qaida ieri ha nuovamente minacciato l’Italia, ma quello che è peggio è il fatto che gli obbiettivi che quelle menti malate hanno in testa sono ben precisi, tra questi il Gen. C.A. Paolo Serra, persona che lo scrivente ha l’onore di conoscere, e con cui ha un rapporto cordiale dal 2008, periodo in cui era il Comandante della Brigata Alpina “Julia”.

 

Un Soldato con un curriculum incredibile, che si è distinto per intelligenza in Afghanistan e Libano, senza contare tutto il resto che, assicuro, è straordinario.

 

I terroristi islamisti lo temono come consigliere militare dell’inviato O.N.U. in Libia Kobler, e a ragione, perché l’uomo è uno di quei personaggi dal cervello finissimo, che si muove con tutti da gran signore, ma, soprattutto, con lungimiranza.

Per fare un esempio, il Generale ha sempre sostenuto e messo in pratica un concetto tanto ovvio, quanto efficace: <<…quando nelle nostre missioni ci muoviamo, dobbiamo ricordarci che siamo in casa d’altri, e, appunto per questo, è ovvio che dobbiamo chiedere permesso con rispetto al padrone di casa, il quale va ascoltato e, nel limite del possibile, assecondato. Solo così, con l’ascolto, si può sperare di instaurare un rapporto di fiducia con chi saremmo chiamati ad aiutare…>>.

 

Questo concetto Serra lo ha sempre messo in pratica, e ogni volta che ci siamo visti mi ha sempre parlato dei bei risultati raggiunti con tale approccio, tanto da confermarmelo in una intervista autorizzata per conto della testata della Sezione A.N.A. di Udine “Alpin jo Mame”.

 

Del Generale si può dire, per essere completi, che è tra le personalità italiane più apprezzate a livello internazionale, e, ciononostante, non è mai uscito dalle righe e si è sempre attenuto al volere superiore. In fin dei conti, per quanto eccezionalmente bravo, non si è mai montato la testa e, fortunatamente per l’Italia, si è sempre tenuto lontano dalla politica nostrana, pensando esclusivamente al proprio dovere.

 

Che i terroristi lo temano non c’è da stupirsi, perché, e non esagero, è uno dei pochi uomini al mondo che ha l’esperienza, l’intelligenza e la lungimiranza per colpire chi vuole la guerra al cuore, togliendogli il terreno del consenso popolare da sotto i piedi.

 

Al Generale Serra manca, ed è sempre mancato, un potere discrezionale apio, perché lui militare e non governante, ma lasciandolo lavorare secondo i suoi schemi, l’Italia potrebbe veramente distruggere l’Isis e Al Qaida, solo che a capirlo, purtroppo, al momento sono unicamente queste due organizzazioni diaboliche, e non il suo Paese!

 

Al Presidente del Consiglio Renzi, il P.I.N. fa un forte appello: non lasciate solo il Generale Serra!!! E’ l’uomo giusto al posto giusto, quindi proteggetelo, per il bene dell’Italia e della Pace!

 

 

Mattia Uboldi

LIBIA: LA CECITA’ EUROPEA CHE ACCELLERA IL DISASTRO!

LIBIA: LA CECITA’ EUROPEA CHE ACCELLERA IL DISASTRO!

In tempi non sospetti il P.I.N. ha invitato i responsabili del Governo a prendere in seria considerazione il problema libico ponendo sul tavolo l’unica carta sensata da giocare per scongiurare il disastro: l’intervento militare, anche via terra, concertato con Russia, Egitto, Tinisia e Marocco.

 

Sempre in tempi non sospetti, il P.I.N. ha fatto notare, con tanto di ovvie motivazioni, che l’Accordo di Tunisi partiva non male, malissimo!

 

Infatti, con l’attuale situazione il Governo di Unità Nazionale lanciato meno di un mese fa non ha alcuna speranza di successo!

 

Il tempo sta drammaticamente scadendo, nell’assoluta inerzia e miopia di Italia ed Europa.

 

Il P.I.N. propone ai lettori un bel pezzo di Lorenzo Cremonesi pubblicato su dirittiglobali.it , tanto per avere un quadro completo di quello che si sta profilando oltremare nelle ultime ore.

 

Il Partito, per l’ennesima volta, pubblicamente sottolinea che per l’ Italia il tempo sta scadendo, e che un gravissimo pericolo si prospetterà a breve all’orizzonte.

 

Mattia Uboldi

 

LIBIA , LA FUGA IN ELICOTTERO DEL PREMIER NEMICO DELL’ ISIS.

 

Da Tripoli la sicurezza sulla strada costiera verso il confine con la Tunisia termina meno di cinquanta chilometri più a ovest, al posto di blocco che immette alla raffineria di Zawiyah. Meno di venti chilometri dopo prevale la legge della giungla: bande di sequestratori a scopo di lucro e milizie tribali rivali si fanno la guerra, cercano facili guadagni. Probabilmente una di queste ha rapito lo scorso 20 luglio i quattro dipendenti italiani della Bonatti. E da allora di loro non si sa nulla.
La novità degli ultimi giorni in queste aree è che dalla Tunisia via mare sarebbe arrivato un barcone carico di volontari stranieri di Isis, i quali adesso sarebbero insediati a Sabrata. Una volta era una ridente cittadina celebre per le rovine fenicie e romane, dove era un piacere fare il bagno guardando sul fondo i resti archeologici. Però ora sta diventando un luogo inavvicinabile, possibile roccaforte del Califfato a mezz’ora d’auto (su larga autostrada costruita dalle ditte italiane) dalla capitale.
Non va molto meglio se si cerca di andare lungo il mare verso le province orientali della Cirenaica. Sino a pochi giorni fa i duecento chilometri dalla capitale a Misurata erano considerati i più tranquilli del Paese, pochi posti di blocco con i miliziani rilassati e buon asfalto sul tragitto centrale di quella che in epoca di occupazione fascista era nota come la «Balbia». Non è un mistero che le milizie di Misurata siano le più forti nel sostegno al governo filo Fratelli Musulmani imperante a Tripoli. Ma da giovedì l’incanto si è rotto. L’attentato con il camion bomba contro la base dei cadetti della polizia a Zliten (ieri gli ultimi bilanci segnalavano 81 morti), oltre 160 chilometri a est della capitale, ha sconvolto la geografia della sicurezza. Emerge che a Zliten si trovano da tempo cellule nascoste di Isis: attentatori kamikaze stranieri pronti a colpire ancora. E lo stesso sarebbe a Khums, ex base della marina militare di Gheddafi, situata a soli 120 chilometri da Tripoli. Voci non confermate dalle autorità locali segnalano che l’altro ieri Faiez Serraj, neo premier del nuovo governo di unità nazionale creato il 17 dicembre sotto l’egida dell’Onu, aveva cercato di raggiungere Zliten per rendere omaggio ai morti e visitare i feriti. Da Tunisi era dunque arrivato per via aerea a Misurata, dove un convoglio di vetture doveva condurlo sul luogo dell’attentato. Pare però che Isis avesse preparato un’ambulanza imbottita di tritolo per eliminarlo. I siti Web locali riportano di una serrata caccia all’ambulanza fatta poi esplodere alla periferia di Misurata senza causare altri danni che la morte dell’aspirante kamikaze (altre fonti giornalistiche però smentiscono). Alla fine Serraj è tornato in tutta fretta in elicottero a Tunisi. «I responsabili della guardia del corpo hanno ritenuto che la sua incolumità fosse in serio pericolo. Dunque è ripartito via aria. Lui e i componenti del suo governo si sentono talmente insicuri in Libia che preferiscono lavorare in Tunisia», sostengono scettici ambienti giornalistici a Tripoli.
Emerge così che in poche settimane le nuove azioni di Isis stanno modificando profondamente la viabilità sulle strade della Libia. È sufficiente un’occhiata alla carta geografica. Da pericolo teorico Isis diventa realtà attuale del terrore. Controlla l’intera regione di Sirte, dove le tribù leali a Gheddafi si dimostrano disposte a cooperare con il Califfato, un poco come hanno fatto gli ex militari baathisti in Iraq, pur di battere le nuove autorità legate all’Onu, alla Nato e all’Occidente.
Il permanere del vuoto di potere, le lotte interne tra milizie e l’incapacità di qualsiasi autorità centrale nell’imporre il monopolio della forza facilitano inoltre l’espansione di Isis ai pozzi petroliferi e alle infrastrutture per la produzione energetica. Le sentinelle impiegate dalla compagnia nazionale petrolifera per la difesa dei silos di greggio nella centrale di Ras Lanuf e al vicino terminale sul mare di Sidra raccontano del loro terrore il 4 gennaio, quando furono prese di mira con vetture kamikaze e colpi di mortaio. Alla fine riuscirono a uccidere 5 jihadisti e a catturarne altri 7. Ma adesso un altro centinaio di chilometri a ovest di Bengasi è diventato terra di nessuno.


Lorenzo Cremonesi

 

http://www.dirittiglobali.it/2016/01/80423/

 

 

 

 

VIOLENZE A CAPODANNO SULLE DONNE A COLONIA E NON SOLO: I CLANDESTINI AGLI AGENTI, <<…SIAMO RICHIEDENTI ASILO, NON POTETE TOCCARCI!>>.

VIOLENZE A CAPODANNO SULLE DONNE A COLONIA E NON SOLO: I CLANDESTINI AGLI AGENTI, <<…SIAMO RICHIEDENTI ASILO, NON POTETE TOCCARCI!>>.

Il P.I.N. si è da subito occupato della questione, perché, a differenza di tutte le anime pie nostrane, aveva capito la gravità e la portata dei fatti inizialmente segnalati solo a Colonia.

 

Passano i giorni, e la mostruosità di queste barbarie, ampiamente prevedibili se solo si fosse avuto un approccio al problema dell’immigrazione pragmatico e di buon senso – e non d’interesse monetario rispetto a quanto possono fregare allo Stato le cooperative rosse, e affini, per ogni singolo clandestino -, sta emergendo in tutta la sua spaventosa dimensione: non si tratta di fatti avvenuti unicamente a Colonia, e in diverse città tedesche, ma addirittura di iniziative evidentemente concertate sul territorio di buona parte delle nazioni del nord Europa!

 

Agghiacciante il rendiconto dei testimoni, tra cui gli agenti intervenuti, che riferiscono di come diversi scalmanati abbiamo schernito le forze dell’ordine al grido <<siamo siriani e richiedenti asilo: non potete toccarci!>>.

 

“…Non potete tioccarci!”???

 

A calci in culo vanno presi questi “signori”, e sbattuti prima per un bel po’ in galera ai lavori forzati, e poi espulsi per sempre dal continente europeo!

Ecco cosa secondo il P.I.N. si dovrebbe fare, altro che fini disquisizioni sull’ “accoglienza” voluta in Germania dalla Merkel – la quale poche ore prima, nel suo discorso di fine anno, aveva addirittura decantato i benefici dell’immigrazione sul tessuto sociale ed economico tedesco, salvo ora dover fare una brusca “retromarcia e avanti tutta”! -, e in Italia dalle sinistre e dal M5S – il P.I.N. non ha dimenticato chi ha votato per l’abrogazione della Bossi-Fini, Legge che già di per se era all’acqua di rose!

 

La cosa disgustosa registrata sia in Italia, che in Germania, è che gli organi di informazione vicini ai governi, e i siti internet politicizzati – in Italia a sinistra – hanno cercato di nascondere il fatto, di dire che gli autori non erano né immigrati e, soprattutto, tantomeno rifugiati o richiedenti asilo!

Questa informazione marcia e deforme è asservita a quell’apparato criminale che non intende aiutare il terzo mondo, ma sfruttarne le miserie in ogni dove, a costo di doverlo fare a casa nostra!

Hanno cercato di negare perché hanno interesse economico nella migrazione selvaggia di una massa di disperati che per numero e formazione culturale non potranno mai integrarsi in occidente, se non sovvertendone le regole!

Ebbene, questi criminali che in realtà vedono negli immigrati un affare più redditizio della droga ce li abbiamo ai vertici dell’Europa!

 

Se qualcuno pensa che questo tipo di regolazione dei flussi migratori porterà beneficio alle nazioni che accolgono i disperati, e ai disperati stessi, allora sappia di essere nella migliore delle ipotesi un miope!

 

La società multietnica che “qualcuno” negli anni settanta teorizzò per l’Europa al solo scopo di creare squilibrio sociale, di modo da rilanciare l’ormai superato concetto di conflitto di classe, non solo sta venendo messa in essere scientemente, ma oggi risulta addirittura fuori controllo, perché chi la teorizzò e avviò ha perso la bussola, inghiottita dagli interessi che a pochi possono riempire le tasche, attingendo da una globalizzazione sfrenata!

 

Andando avanti così, noi occidentali non otterremo alcuna insensata “integrazione”, ma solo miseria, tensioni sociali e la fine del nostro modello di società!

 

Mattia Uboldi

 

 

 

ACCORDO SULLA LIBIA “STORICO”: SARA’ UN FIASCO PAZZESCO.

ACCORDO SULLA LIBIA “STORICO”: SARA’ UN FIASCO PAZZESCO.

Oggi è stato siglato in Marocco l’accordo tra il legittimo Governo di Tobruk e quello di Tripoli, con tanto di grancassa internazionale, e varie “trobonate” da parte dei più pii benpensanti e pacifisti nostrani.

 

Purtroppo, e ci dispiace dirlo, l’intesa che prevede la formazione in quaranta giorni di un Governo di Unità Nazionale dell’ex colonia italiana è con ogni probabilità destinata a naufragare miseramente.

Basti pensare che i due parlamenti coinvolti non l’hanno ratificata: contrari una settantina di rappresentanti di Tripoli e una novantina di parlamentari di Tobruk, più o meno esponenti di un pari numero di fazioni che non intendono farsi dettare l’agenda politica dagli occidentali.

 

Proviamo, quindi, ad esaminare meglio la situazione.

Naturale che i primi a non volere una specie di accordo siano quelli dell’ISIS, che sempre più terreno controllano in Libia, tanto da aver inaugurato oggi la loro prima radio di propaganda in onde FM.

Non parliamo quindi dei gruppi legati ad Al Qaida e Ansar al Sharia, che di trovare un intesa non gli passa neppure per l’anticamera del cervello. Fin qui, dirà il lettore, nulla di nuovo sotto il sole.

Passiamo allora ad analizzare la posizione del capo del Congresso di Tripoli, generale Khalifa Haftar. Per cominciare l’America, con il codazzo dei paesi occidentali che la seguono, vorrebbe che si togliesse dai piedi, la cui cosa non rientra però nei suoi di piani, ovviamente. Non c’è quindi da stupirsi che già uno degli attori principali si sia espresso con una settimana di anticipo con parole che non lasciano ben sperare: <<…stanno accelerando i tempi di un intesa che non vogliamo: in questo modo impediscono la riconciliazione>>.  Va da se che Khalifa si riferisse ai rappresentanti dei paesi occidentali.

 

Ma “se Atene piange, Sparta non ride”. Cosa si dice nell’ex porto fortezza di Tobruk? Il potente Abdel Qader al Hawili, deputato molto vicino a Turchia e Qatar – padrini politici del Governo di Tobruk - ha sostenuto recentemente che <<alcune parti internazionali vorrebbero decidere al posto dei libici e per questo hanno convocato la conferenza internazionale di Roma.>>

 

Infine, volendo sottolineare che la realtà tribale del paese nordafricano conta più di quaranta ceppi, il P.I.N., pur sperando di sbagliarsi, crede che il documento firmato oggi, oltre che a essere carta straccia, sarà molto pericoloso per l’Italia: non avendo scelto di sostenere la parte che più le sarebbe convenuto, rischia di farsi trascinare al comando di una missione di terra internazionale che finirà malissimo!

 

 

Mattia Uboldi

"RENZI E’ UN VIGLIACCO", MA SULLA GUERRA ALL’ISIS ANCHE SAVINI SBAGLIA!

"RENZI E’ UN VIGLIACCO", MA SULLA GUERRA ALL’ISIS ANCHE SAVINI SBAGLIA!

Oggi il Segretario Federale della Lega si è scagliato con un espressione ingiuriosa all’indirizzo del Presidente del Consiglio, in riferimento ai tentennamenti che quest’ultimo ha in merito a un intervento dell’Italia nella questione mediorientale, e più segnatamente rispetto alla guerra all’ISIS.

 

E’ vero, Matteo Renzi sta dando una pessima prova di politica estera, visto che l’Italia non va oltre al non voler intervenire: non si registra alcuna azione diplomatica tesa a ricompattare il fronte delle nazioni coinvolte, atta a definire una linea d’azione complessiva per Siria e Libia.

Tale immobilismo del Governo è quasi certamente figlio di equilibri politici interni, anziché di profonde riflessioni geopolitiche, tuttavia rimane il fatto che l’attuale neutralismo dell’Italia per il momento va bene: mancando una strategia internazionale si rischia veramente di ripetersi in un casino “Afghanistan/ Iraq” da cui difficilmente se ne uscirebbe, visto che in questo caso il casino medesimo è territorialmente assai più esteso.

 

Certo, quando il Segretario della Lega Nord dice che “chi è sotto attacco deve difendersi e non temporeggiare” ha perfettamente ragione, ma il P.I.N. aggiunge che l’attaccato deve poter capire quale sia la via migliore per giungere a una reazione efficace.

Bombardare senza scopo, senza aver deciso a chi concedere il potere in quelle aree per poterne mantenere in un modo o nell’altro il controllo a guerra finita, francamente risulta essere un piano poco saggio: si creeranno solo nuove vittime in un lasso di tempo troppo indeterminato, perfetto scenario, terreno di coltura dell’odio di cui si nutre quel bidone di ISIS.

 

Ora che finalmente anche il Pentagono ammette che “siamo in guerra” – la prossima volta gli scriveremo una letterina dalla Segreteria del P.I.N., visto che lo sostenevamo da un annetto a questa parte -, è evidente che il piano complessivo, volente o nolente, deve contemplare un intervento anche via terra di una colazione ampia, che veda in prima linea le forze di Assad, quelle egiziane e dell’ex regime di Mu’ammar Gheddafi.

Non ci vuole un genio per capire che, se l’Occidente desidera salvarsi da ‘sto marasma, deve rimettere in piedi i regimi dei satrapi che arbitrariamente ha abbattuto, o cercato di abbattere, seguendo la strategia antieuropea degli Stati Uniti d’America.

In Libia in modo particolare l’Italia potrebbe guidare una coalizione che comprenda Egitto e Russia, cominciando a fare un po’ i propri interessi, fregandosene delle frescacce che in materia spara il Presidente Obama.

 

Tuttavia, comunque la si veda - e solo per il momento-, l’atteggiamento di Renzi fa buon gioco per il Paese, ma, se non seguito da azioni internazionali concrete, le paure espresse tra le righe nelle esternazioni di Salvini si tradurranno in una tragica realtà.

 

Mattia Uboldi.

 

 

IL PETROLIO DELL’ISIS LO COMPRA L’ITALIA!

IL PETROLIO DELL’ISIS LO COMPRA L’ITALIA!

Partito Italiano Nazionale non si è ancora espresso sulla posizione dell’Italia riguardo alla lotta all’ISIS,  che qualche giorno fa Matteo Renzi ha illustrato nel summit con Hollande.

Molti l’hanno già bollata di vigliaccheria, altri di calcolo politico interno, taluni di malsano permissivismo verso i terroristi dell’ISIS in cambio di non rientrare tra i loro prossimi obbiettivi.

Probabilmente c’è del vero in tutte le accuse, ma, sebbene il P.I.N. non straveda per l’Esecutivo targato PD, va detto che per il momento il non intervento dell’ Italia è opportuno, sebbene possa finire per porre dei costi gravi al Paese in termini di politica estera.

 

In primo luogo, quantunque l’argomento sia usato dal nostro Premier in modo tattico, va detto che è vero che attualmente l’Occidente non ha una strategia: si vuole bombardare in Siria, ma nessuno desidera intervenire via terra, e tutti hanno obbiettivi a se; esistono attualmente due coalizioni principali anti ISIS che di fatto non si parlano; si propone di intervenire in Siria, ma del problema libico – il più grave per l’Italia – neppure si accenna.

Pertanto, non è falso dire che non si è capito ancora bene né chi combattere sul terreno, né come, senza contare il fatto che da parte americana e francese non si voglia ammettere per assurde posizioni di bandiera che Assad va lasciato lì dove sta.

 

A complicare le cose, poi, vi sono alcune ombre che si stanno allungando in particolare su Turchia e Italia.

Alla domanda che il P.I.N. pose in passato, ovvero <<chi compra il petrolio del califfo?>>, parrebbe che la risposta sia agghiacciante: la Turchia e l’Italia!

Dalla crisi russo- turca, per tramite le precise accuse del parlamentare iracheno Mowaffak al Rubaire, ex consigliere alla sicurezza a Baghdad, parrebbe certo il fatto che il petrolio dell’ ISIS, che frutta 800 mln di dollari al mese ai tagliagole di nero bardati, venga venduto alla metà del prezzo a gruppi d’affari occidentali,  raffinato in Turchia e caricato anche da petroliere italiane nel porto di Ceyhan, per essere portato allo scalo di Augusta!!!

Non  sarebbe da stupirsi, quindi, se anche la stessa Francia sia coinvolta, come non è un caso pure che Putin sia imbarazzato a parlarne: gli va bene d’accusare la Turchia, ma non vuole mettere in difficoltà i potenziali terminali dell’oscena compravendita, e ciò per ovvie questioni di opportunità strategica. Pertanto, di conseguenza, pare molto chiara la sfida- azzardo che Erdogan gli lancia: “provalo coi fatti e mi dimetto!”.

 

Per farla breve, l’Italia ha ragione a tenersene fuori, fino a quando gli obbiettivi non saranno chiari, tuttavia questo atteggiamento potrebbe ritorcerglisi contro nel momento in cui si dovesse trovare tra le parti in causa un accordo sul come agire: l’Italia in futuro potrebbe essere completamente estromessa dalla zona mediorientale, con conseguenti danni di mercato difficili al momento da calcolare. E per cosa, poi? Per il petrolio del califfo a metà prezzo? A dire, “meglio l’uovo  oggi…”

 

Il P.I.N. propone al Governo un paio di cose: in primis, se le notizie che cominciano a trapelare sono vere, di interrompere il flusso di petrolio terrorista verso quel di Augusta; in secundis, di farsi promotore di una strategia che preveda un’operazione complessiva su vasta scala, anche via terra, che abbracci Siria e Libia e sfrutti per il raggiungimento dell’obbiettivo le truppe di Assad, dell’Egitto e curde.

Il Primo Ministro Renzi si muova, prima di pagare il dazio del “furbetto del quartierino”!

 

 

Mattia Uboldi

INCONTRO PUTIN-HOLLANDE. DURE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE PUTIN CONTRO LA TURCHIA

INCONTRO PUTIN-HOLLANDE. DURE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE PUTIN CONTRO LA TURCHIA

Riportiamo integralmente la traduzione della conferenza stampa pubblicata ad opera nel noto profilo FB filorusso “Vladimir Putin Italian Fan Club”.

Si fa notare che gli estensori della traduzione, verso il fondo, citano anche la fonte della diffusione delle dichiarazioni tramite debito link, che, per inciso, risulta essere il Cremlino medesimo.

 

Importante comunque notare quanto il Presidente Putin riesca a proporre una visione della situazione mediorientale molto concreta e pragmatica, al contrario delle nebulose letture proposte da parte Occidentale.

 

Il P.I.N. augura una buona lettura

 

Mattia Uboldi

 

 

<<Riportiamo qui le principali dichiarazioni dell'incontro di ieri rilasciate alla conferenza stampa dal presidente russo e dall'omologo francese, divise in punti per facilitarne la lettura.

I RISULTATI DELL'OPERAZIONE RUSSA CONTRO I TERRORISTI
"L'operazione dell'aviazione dell'esercito russo contro i terroristi in Siria è già stata rafforzata, le nostre azioni militari sono efficaci, i combattenti del cosiddetto Stato Islamico e di altri gruppi radicali soffrono pesanti perdite. E' stata distrutto il sistema di comando e l'infrastruttura militare degli estremisti, essenzialmente è minata la loro base finanziaria, intendo, in primo luogo, il contrabbando di benzina, che portava ai terroristi ed ai loro sponsor fruttuose entrate."

IL FUTURO DELLA SIRIA
Hollande:" Assad non può giocare alcun ruolo nel futuro di questo paese."
Putin: "il destino del presidente siriano si trova interamente nelle mani del popolo siriano. Questo per prima cosa. Secondo: tutti noi riteniamo che combattere con successo i terroristi in Siria è impossibile senza operazioni di terra, e nessun'altra forza al di fuori del regolare esercito siriano, per condurre operazioni di terra contro l'ISIS, Jabat al-Nusra ed altre organizzazioni terroristiche, non esiste. In relazione a questo, ritengo che l'esercito del Presidente Bashar al-Assad ed il presidente stesso rappresentino naturali alleati nella lotta contro il terrorismo. Ci sono anche ovviamente altre forze che dicono di essere pronte a lottare contro il terrorismo. Noi stiamo adesso cercando di costruire con loro delle relazioni, con alcune le abbiamo già costruite e, come ho già detto più volte, noi saremo pronti ad appoggiare anche le loro azioni contro l'ISIS ed altre organizzazioni terroristiche, alla stessa maniera in cui noi appaggiamo l'esercito di Assad."

UNA GRANDE COALIZIONE INTERNAZIONALE CONTRO IL TERRORISMO
"Noi ci rapportiamo rispettosamente con quella coalizione guidata dagli americani e siamo pronti a collaborare con questa. Noi riteniamo che sarebbe meglio creare una coalizione unita e comune, coordinare il nostro lavoro comune in queste condizione sarebbe più facile e, dal mio punto di vista, più efficace."

LA TURCHIA TRAFFICA PETROLIO CON L'ISIS
"[...] forniture di petrolio nei complessi industriali dagli stabilimenti conquistati dai terroristi in Siria. Proprio da questi territori e da nessun altro. E noi lo vediamo dal cielo dove vanno questi convogli. Vanno giorno e notte in Turchia. Può essere, che i principali organi del governo turco non ne siano al corrente. E' difficile da credere, ma, teoricamente, è possibile. […] Con questi soldi i terroristi comprano armi ed equipaggiamenti, e poi compiono atti sanguinosi, come col nostro aereo nel Sinai, come a Parigi, come in altre città e paesi del mondo. [...] Ma sul fatto che questo petrolio vada proprio in Turchia noi non abbiamo alcun dubbio: lo vediamo dal cielo, continuamente ci sono dei camion che vengono dalla Turchia vuoti e tornano dai territori siriani occupati dai terroristi pieni. Questo lo vediamo ogni giorno."

"Chi adotta doppi standard verso i terroristi, usa costoro per arrivare a determinati scopi politici, gestisce con loro un business criminale; costui gioca con il fuoco. La storia dimostra che queste azioni, prima o poi, si ritorceranno contro gli stessi fiancheggiatori."

Traduzione ed adattamento a cura del Vladimir Putin Italian Fan Club>>

Fonte: http://kremlin.ru/events/president/transcripts/50792

 

 

 

“NOT IN MY NAME” A MILANO E ROMA: UN’ INSUFFICIENTE BUONA INTENZIONE.

“NOT IN MY NAME” A MILANO E ROMA: UN’ INSUFFICIENTE BUONA INTENZIONE.

Cari lettori e sostenitori, anche dovesse sembrare esagerata, la posizione del P.I.N. in merito alle manifestazioni promosse da alcuni mussulmani in segno di condanna rispetto al terrorismo islamico è quella racchiusa nel titolo di questo pezzo.

 

Si può essere perfettamente d’accordo che non tutti i seguaci di Maometto siano dei terroristi, ma permane il dubbio atroce che fa di ognuno di loro un potenziale nemico dell’Italia e dell’Occidente: non c’è modo di sapere chi siano i buoni!!!

A taluni probabilmente verrebbe da dire che da questo dilemma non si può uscire. Tuttavia, a questi sprovveduti il P.I.N. risponde che il modo di discernere ci sarebbe, ma dipende proprio dai diretti interessati: ben vengano le manifestazioni, ma non sono queste iniziative che oggi servono, bensì una collaborazione attiva che spinga le stesse comunità islamiche, che ben conoscono i propri polli, a denunciare gli elementi pericolosi, oltranzisti e notoriamente poco inclini all’integrazione; a segnalare quegli imam – e ce n’è parecchi – che predicano in favore della guerra santa e della legge islamica!

 

Belle le parole pronunciate ieri da Davide Piccardo – Coordinatore del C.A.I.M – e di Idriss Bakari – portavoce del P.S.M. -, tuttavia andrebbe fatto notare loro un dato palesemente preoccupante che emerge proprio dalle iniziative che hanno promosso: poca partecipazione da parte dei loro “parrocchiani”!!!

 

Secondo il Governo, infatti, in Italia ci sarebbero a spanne un paio di milioni di islamici, e ieri in piazza si  sono registrate poche centinaia di presenze!!!

Cosa potrebbe voler dire un simile fatto?

Per il P.I.N. una cosa sola: che iniziative come “Not in my  name” sono solo un modo per tergiversare e non prendere una reale posizione ostile al terrorismo da parte di gran parte delle comunità islamiche italiane.

 

Con simili premesse, il P.I.N. non sa cosa farsene di eventi che in concreto non si traducono in una collaborazione per arginare gli estremisti, pertanto, prudenzialmente e seppur contro voglia, deve considerare ostile ogni mussulmano presente sul suolo nazionale.

 

E’ il famoso Islam “moderato” che deve cominciare ad agire, perché le chiacchiere indorate con buone intenzioni oramai stanno a zero!

 

 

Mattia Uboldi

PETROLIO TRA LE MAGGIORI ENTRATE DELL’ISIS? DOMANDA: CHI GLIELO COMPRA?

PETROLIO TRA LE MAGGIORI ENTRATE DELL’ISIS? DOMANDA: CHI GLIELO COMPRA?

Mentre l’ennesima strage con decine di vittime innocenti si è consumata in quel del Mali, giungono sugli schermi delle TV di tutto l’Occidente le immagini dei bombardamenti franco-russi sui depositi petroliferi dell’ISIS.

 

In ogni sito colpito si notano decine di autocisterne  belle grosse, depositi di greggio grandi come supermercati e impianti di raffinazione che a momenti li si potrebbe vedere ad occhio nudo fin dalla luna.

Tuttavia, solo ora ci si accorge di tutto ‘sto popò di roba! Passino i Russi, che hanno appena cominciato a operare in zona, ma cosa hanno da dire francesi e americani, visto che volano in quei cieli da un bel pezzo? Mai accorti di nulla?

Sarebbe da chiedersi che cosa realmente hanno bombardato fino ad ora!

 

Altro aspetto di non poco conto che i governanti occidentali dovrebbero chiarire: posto il fatto che oggi come oggi è difficile per chiunque affermare che non ci si è mai accorti di un via-vai di centinaia di autocolonne composte da autocisterne – con i satelliti attualmente si sarebbe capaci quasi quasi di contar le pelurie di un bradipo che sale sul suo albero -, sarebbe bello sapere dove dette autocolonne hanno fino ad ora scaricato l’oro nero che trasportavano.

Insomma, non sarebbe male fosse reso noto chi sono i compratori del greggio jihadista, a meno che la questione non sia, diciamo, inconfessabile.

Tipo, non è che lo compravamo noi occidentali?

 

Come disse “quello”, <<a pensar male si compie peccato, …>>.

 

 

Mattia Uboldi

STRAGE DI PARIGI: REAZIONI RIDICOLE E INCONCLUDENTI DA FRANCIA, EUROPA E G 20

STRAGE DI PARIGI: REAZIONI RIDICOLE E INCONCLUDENTI DA FRANCIA, EUROPA E G 20

Premesso che ora i giornali parlano di “guerra”, e che Obama dice che <<l’Isis è il volto del demonio>>, va detto che, in realtà, la “guerra” ci sarebbe dall’11 settembre 2001 (sembra che tutti siano caduti dalle nuvole con i fatti di Parigi), e andrebbe chiesto al Presidente americano a chi stia prestando la sua di faccia, e da anni! Certo non al Padreterno, visto che i casini sviluppatisi in Siria sono figli diretti della politica estera antieuropea che gli U.S.A. hanno messo in essere in tutto il Medio Oriente durante la sua amministrazione, spalleggiata dalla Francia, vittima della propria miopia, e seguita per opposti interessi dalla Turchia!

 

Ciò premesso, il P.I.N. vorrebbe spendere due parole sulle “decisioni” che ieri si è detto essere prese.

Allora, la Francia dice che, essendo in guerra, intensificherà i bombardamenti, ma non invierà truppe di terra.

L’ “angioletto”, premio Nobel per la Pace, Obama farà idem.

Coordinazione operativa con la Russia, la cui lettura della situazione è la più corretta, è ancora nella fase delle parole.

Presa d’atto che in Libia i negoziati con il “Governo” di Tobruch è tempo perso a chiacchierare con dei tagliagole che distribuiscono caramelle per festeggiare gli attentati di Parigi non pare essere all’ordine del giorno.

Si “scopre” che fondi privati al terrorismo arrivano dai paesi del G20, anche se avrebbero dovuto essere congelati in maniera sistematica mano a mano fossero stati individuati, e ciò avrebbe dovuto essere così da più di un decennio.

Delle migrazioni incontrollate si sa che il Presidente americano invita gli europei a prendersi in casa propria – non sua – tutti i clandestini, terroristi compresi.

In Italia diverse sezioni antiterrorismo non lavorano oltre le 20:00, e lo si scrive pure sui giornali, tanto da farlo sapere al nemico!

Tradotto: non c’è alcuna reale intenzione da parte dei governanti di risolvere la situazione, e secondo il P.I.N. a “qualcuno” – sempre quelli: America, Turchia e Francia, in primis, e UE in secundis, intese come gruppi di potere – non torna conto farlo, anzi!

 

La proposta del P.I.N. è molto “semplice”. Per spazzare via quelle feci che non sono altro dell’Isis è necessario intervenire anche via terra, Libia inclusa; instaurare rapporti stretti con gli esponenti dei vecchi regimi deposti a causa delle “primavere” arabe, garantire loro fondi e armi, ma, soprattutto, di mantenere il potere una volta pacificato il territorio; lasciare Assad in Siria e porlo nelle condizioni di ristabilire tutto il suo regime; collaborare militarmente con la Russia; costringere America e Francia ad assumersi le proprie responsabilità, impegnandosi sul terreno; respingere tutti i clandestini in arrivo in Europa, riportandoli in Turchia e Libia; isolare economicamente e diplomaticamente la troppo furba Turchia; arrestare tutti coloro vengano trovati ad avere rapporti economici con l’Isis, e sequestrarne ogni bene.

 

Naturalmente, sarebbe anche ora di ammettere che questa è una guerra di civiltà, visto che non solo a Tripoli e Tobruch si distribuivano dolcetti a folle festanti – di cui quasi tutti i giornali, telegiornali, Gino Strada e le sinistre per intero, ben si son guardati dal riportarne notizia al Popolo!

 

La guerra, se va fatta, va fatta bene. L’alternativa è la resa, che passa anche dalla persecuzione laicista di sinistra del Crocifisso.

 

 

Mattia Uboldi. 

STRAGE DI PARIGI: DA RINGRAZIARE SOSTENITORI DELL’ ACCOGLIENZA E DELLE “PRIMAVERE ARABE”!!!

STRAGE DI PARIGI: DA RINGRAZIARE SOSTENITORI DELL’ ACCOGLIENZA E DELLE “PRIMAVERE ARABE”!!!

 

Sì, Signori! Volendo salvare la vita dei nostri concittadini europei è ora di rendersi conto di come stanno le cose!

 

 

 

Il risultato di oltre duecento vittime tra morti e feriti che scorsa notte si è determinato a Parigi è frutto diretto della supponenza, soprattutto delle sinistre – il PD in primis in Italia –, che a partire dal 2011 ha spinto le nazioni occidentali a sostenere quei mefitici movimenti immondi, pregni di fondamentalismo ISLAMICO – e si sottolinei bene il termine, perché ogni volta che i terroristi hanno colpito il così detto Islam “moderato” non ha in pratica detto o fatto nulla!-, noti alle cronache come “primavere arabe”!

 

Si son voluti deporre satrapi con scuse inesistenti, senza considerare che solo loro erano in grado di tenere sotto controllo i propri polli, a cui della democrazia non importa e importerà mai!!! La DEMOCRAZIA non è mai stato elemento culturale delle genti islamiche, salvo fosse proposta sotto le spoglie di TEOCRAZIA!!!

 

 

 

Il frutto di ‘sto disastro, e non sarà il solo, ci si metta l’anima in pace, è maturato anche sulla pianta di una stupida e poco ragionata “ACCOGLIENZA”, che in Italia il PD in primis vorrebbe tramutare in un regalo generalizzato di cittadinanze facili, al solo scopo di capitalizzare i voti dei nuovi “italiani”!

 

 

 

Poco conta che gli “accolti” abbiano ampiamente dimostrato di non volersi integrare, avanzando pretese oscene in cui si impone, per un concetto di religiosamente “corretto” a senso unico, agli Italiani di nascondere le proprie radici e tradizioni, se non addirittura di estirparle!!!

 

 

 

Il Governo Renzi e il PD riflettano: fin tanto che risulteranno funzionali agli islamici, questi ultimi con loro collaboreranno, ma quando saranno in numero sufficiente da fare fronte indipendente, i primi a cui taglieranno la gola saranno proprio gli sprovveduti del Partito Democratico e delle sinistre in generale!!!

 

 

 

P.S.: In merito all’Italia protetta dal Ministro Alfano & C., il tema non è più il “se”, ma il “quando” ci colpiranno!

 

 

 

Mattia Uboldi.

 

PARIGI SOTTO ATTACCO: ALLAH E’ GRANDE!!!

PARIGI SOTTO ATTACCO: ALLAH E’ GRANDE!!!

Tredici dicembre 2015, ore 23:04. 

 

Mentre l’estensore di questo pezzo sta scrivendo, da ore la tragedia si sta consumando nella capitale di Francia.

 

Una tragedia che il Partito Italiano Nazionale ha annunciato in tempi non sospetti: l’Occidente, rinunciando alle sue origini, abdicando all’Islam, favorendo un’immigrazione selvaggia e incontrollata di gente la cui cultura non ha nulla a che vedere con la sua storia, sta demenzialmente prestando il fianco e ponendo in pericolo ogni suo singolo cittadino!!!

 

I politici volutamente miopi, interessati solo ai fondi destinati alla “gestione” – che parola grossa per definire il disastro!-  delle migrazioni, e ai voti che dai clandestini potrebbero beneficiare, sono i mandanti immorali delle morti che in questa sciagurata notte si sono avute!!!

 

Popolo Italiano e Genti d’Europa, se la nostra terra verrà lasciata invadere sulla scia di un buonismo idiota, preparatevi al peggio!!!

 

Mattia Uboldi

 

 

 

 

IMMIGRAZIONE: L’EUROPA NON PRENDERA’ I CLANDESTINI GIUNTI IN ITALIA!

IMMIGRAZIONE: L’EUROPA NON PRENDERA’ I CLANDESTINI GIUNTI IN ITALIA!

Non c’è che dire. La politica estera italiana, ma anche quella europea, ha dimostrato tutta la sua cecità nell’affrontare un problema come quello dell’immigrazione clandestina.

 

Naturalmente, a Bruxelles si sono resi conto che l’accoglienza indiscriminata è una scemenza che il grosso dei membri dell’Unione non è disposto a tollerare.

Da qui l’odierna (20 ottobre 2015) dichiarazione secondo la quale gli irregolari resteranno sul suolo dei paesi di arrivo perché le quote di ricollocazione concesse in precedenza sono state raggiunte e altre non ne sono previste, visto che la maggioranza degli stati non ha intenzione di implementarle.

 

Una situazione, quella determinatasi oggi, facile da prevedere e che si sarebbe evitata se fin da subito si fosse puntato su: respingimento in blocco dei clandestini; controllo militare della costa libica; attacco e affondamento dei natanti degli scafisti.

 

 

Il Governo Italiano – e non solo lui – per l’ennesima volta ha brillato in miopia e incapacità!

 

Che dire? Complimenti!!!

 

Mattia Uboldi

 

 

IMMIGRAZIONE: L’EROPA RESPINGA I CLANDESTINI E INTERVENGA IN MEDIO ORIENTE!

IMMIGRAZIONE: L’EROPA RESPINGA I CLANDESTINI E INTERVENGA IN MEDIO ORIENTE!

Dieci giorni di silenzio in cui il P.I.N. è rimasto ad osservare gli eventi legati all’immigrazione clandestina verso l’Europa, o meglio alla sua invasione.

 

Di cose insensate ne sono successe assai, e il tutto lo si può sintetizzare così: l’Europa rinuncia ai suoi diritti per un mal digerito “dovere” nell’ “accoglienza”.

Naturalmente la classe politica del vecchio continente si è distinta per inettitudine e poca lungimiranza, ponendo le basi per una prossima più ampia migrazione da parte di chiunque sogni di farsi mantenere dai contribuenti dell’ Unione.

 

Il tutto senza che nessuno abbia fatto nulla per garantire la sicurezza dei cittadini europei: in quella massa entrante si annidano militanti dell’ISIS (ci si ricorda dell’ultimo attentato fallito sul treno francese di 15 gg fa?). Senza che nessuno abbia prospettato un piano di inserimento al lavoro di una moltitudine tanto grande: se manca il lavoro per le genti occidentali, sarebbe utile capire di cosa vivranno gli irregolari! Senza che nessuno si sia speso almeno a parole per definire il nocciolo del problema: il mancato sviluppo dei paesi da cui i clandestini arrivano! Senza che nessuno abbia proposto seriamente di risolvere il problema ISIS: il califfato va incenerito non con i droni, ma con un intervento di terra, con tanto di carri armati e artiglierie pesanti.

 

Il massimo che si è deciso? In realtà di non decidere!

I cittadini ricordino, tuttavia, che una non decisione fa più danni di una scelta sbagliata! Nel caso specifico i risultati già si vedono, anche se i peggiori devono ancora manifestarsi.

 

Mattia Uboldi

 

 

IMMIGRAZIONE INDOTTA: IL PIANO DI U.S.A E TURCHIA STA PRENDENDO SEMPRE PIU’ CORPO

IMMIGRAZIONE INDOTTA: IL PIANO DI U.S.A E TURCHIA STA PRENDENDO SEMPRE PIU’ CORPO

Ma veramente si crede che l’attuale situazione dei flussi di migrazione sia una “naturale” conseguenza di realtà non correlate?

 

La crisi libica, e dell’intero Medio Oriente, pare evidente faccia parte di un piano ben preciso, che sfrutta e asseconda le spinte espansionistiche dell’ ISIS: dare una spallata a un Europa già piegata dalla crisi per togliersi di mezzo un concorrente che, governato in modo diverso, sarebbe temibile. Gli U.S.A. non hanno interesse a combattere l’esercito dei gipponi degli sbandati della guerra santa, ma, al contrario, è loro convenienza far aumentare il loro potere: più zone del petrolio saranno bloccate da conflitti, e più gli americani domineranno il mercato mondiale delle materie prime; più esuli faranno migrare in Europa, e più le nazioni che la compongono imploderanno socialmente ed economicamente; più l’Europa si indebolirà, e meno sarà minacciata la ripresa economica a stelle e strisce.

Pensare che questo piano, neanche tanto geniale, è stato messo in atto con il contributo attivo di diversi paesi europei, governati da una classe politica miope e criminale! Libia docet, tanto per dire!

 

Per uscirne basterebbe che le cancellerie dell’eurozona si decidessero a intervenire militarmente in tutta l’area. Tuttavia l’America sa già che ciò non accadrà, e che pertanto il suo piano strategico filerà liscio come l’olio.

 

Merita attenzione anche l’atteggiamento della Turchia, che da una parte favorisce l’ISIS, e dall’altra lo combatte nelle zone che più gli interessano, ovvero quelle del Kurdistan amico dell’ Europa.

Erdogan vuole ristabilire il primato della Turchia di prima potenza nello scacchiere medio orientale, e per farlo deve indebolire l’Unione Europea, o, quantomeno, distogliere la sua scarsa attenzione dalle aree in cui intende espandere la sua influenza, Siria e Iraq in primis.

Per colpire il Vecchio Continente, non potendo agire militarmente, come fare? Naturalmente basta consentire che milioni di clandestini lo invadano!

 

Due intenti diversi, quello americano e turco, ma parimenti dannosi per l’UE.

Il P.I.N. in merito lancia un grido di allarme con le sue deboli forze: se non si agirà alla svelta, sventando quanto qui denunciato, per i paesi della zona Euro non ci sarà futuro!

 

 

Mattia Uboldi 

CRISI GRECA: LA PALLA PASSA AI VERI PADRONI, I SIGNORI DELLA FINANZA, CHE AFFAMERANNO I GRECI FINO A FARLI CAPITOLARE PER MEZZO DELLA CHIUSURA DELLE BANCHE!

CRISI GRECA: LA PALLA PASSA AI VERI PADRONI, I SIGNORI DELLA FINANZA, CHE AFFAMERANNO I GRECI FINO A FARLI CAPITOLARE PER MEZZO DELLA CHIUSURA DELLE BANCHE!

Il “no” greco è un “no” ai sistemi di stampo finanziario che hanno inquinato tutta la politica mondiale.

 

Certo, la Grecia ha le sue colpe rispetto alla situazione in cui si trova, ma è la prima Nazione che finalmente si è resa conto che l’origine di molti mali, tra cui i suoi, risiede in un meccanismo sovrannazionale corrotto.

 

La piccola Grecia pagherà “col sangue” il suo atto di lesa maestà?

 

Certamente si! Ma non è giusto!

 

Mattia Uboldi

LE STRAGI DEL VENERI’ DI SANGUE 26 GIUGNO 2015? STRAGI ANNUNCIATE!

LE STRAGI DEL VENERI’ DI SANGUE 26 GIUGNO 2015? STRAGI ANNUNCIATE!

Nel pezzo  “Si vis pacem para bellum” che il P.I.N. ha pubblicato nel suo sito nella sezione “Una nuova Politica Estera” il 19 marzo scorso, il Partito si produsse in un analisi geopolitica ben precisa in merito a Nord Africa, Medio Oriente e I.S.I.S., chiudendo la sua riflessione con l’ammonimento che, se Italia e Occidente non riprenderanno il controllo, anche militare, dell’intero settore, l’attentato al museo del Bardo di Tunisi risulterà solo il primo atto di un escalation destinata in primis a destabilizzare Marocco e Tunisia, per poi riverberarsi violenta e sconvolgente in Europa.

 

Ebbene, con gli attacchi di ieri, 26 giugno 2015, ci si trova a piangere per l’ennesima volta e, con strabiliante miopia, per l’ennesima volta sembra che nessuno prenderà di petto il problema “Libia” e I.S.I.S. in generale.

 

A questo punto il P.I.N. desidera porre in guardia i Cittadini Italiani, seppur con le sue deboli forze: più i terroristi islamici si accorgeranno della nostra reale incapacità di reagire con la forza delle armi, che non passerà troppo tempo che decideranno di colpire la “preda grossa”: noi a casa nostra!

 

Mattia Uboldi.

LIBIA: UNA SFIDA DA ACCETTARE

LIBIA: UNA SFIDA DA ACCETTARE

Al di la della posizione che il Generale di C.A. Graziano ha espresso ieri, 20 giugno 2015, il P.I.N. pensa che per risolvere il problema immigrazione i primi due passi da fare siano: a) riottenere il controllo del territorio libico, almeno lungo le coste, anche con l’impegno delle FF.AA.; b) impedito ai barconi di partire, organizzare campi profughi sul suolo libico e utilizzare i soldi spesi in operazioni sciocche come “Mare Nostrum” per rimpatriare forzatamente i migranti nelle proprie terre d’origine (l’Italia e l’Europa non possono ospitare tutto il continente africano, piaccia o meno).

Naturalmente, tale piano risulterebbe solo un palliativo se l’Italia e l’Occidente non decideranno finalmente di avviare una vera politica di sviluppo del sud del mondo, con la quale si dia l’imput di un vero processo di mercato libero e non sussidiario a poche multinazionali, o realtà consociative,  che tendono a inquinare anche le scelte di governo nostrane.

Per uno spunto di riflessione migliore, il P.I.N. pubblica un’analisi tutt’altro che peregrina del giornalista e nostro amico, Paolo Comastri.

Mattia Uboldi

 

 

Sei lustri, cioè 30 anni; il mondo è cambiato, tutto si è modificato.

 


Senza addentrarsi in complesse analisi demografiche, sociali ed economiche è sufficiente ricordare che nel 1985 debuttò al Festival di S.Remo un semisconosciuto Zucchero, al secolo Adelmo Fornaciari, mentre quest’anno ha gorgheggiato, e peraltro primeggiato, tal Amara, all'anagrafe Erika Mineo, toscana di Prato.


Che dire; con la crisi anche i nomi stringono la cinghia.
Ma nonostante i “mala tempora che currunt”, invero galoppano, su alcune questioni tutto è rimasto immutabile.
Giusto una trentina di anni fa diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Michael J. Fox e Christopher Lloyd, usciva il film Ritorno al futuro (Back to the Future); i terroristi col pulmino Volkswagen che sparavano a Emmett "Doc" Brown, l’inventore della macchina del tempo, erano libici.
Non era certo un caso: per tutti la Libia anche allora era uno stato canaglia, sponsor di chiunque avesse un conto aperto con USA e Gran Bretagna.
Tensione ai massimi livelli anche allora; nell’aprile dell’86 gli Americani bombardarono Tripoli con Bettino Craxi che salvò la vita a Gheddafi avvisandolo per tempo.
Il colonnello ringraziò a stretto giro di posta con due missili SAM 3 che caddero, più o meno, su Lampedusa; ancora qualche giorno e ci fu il dramma di Chernobyl.


Dopo trent’anni Gheddafi, Craxi e Reagan sono morti e sepolti ma lo scenario di oggi continua ad essere critico, fors’anche più di allora; la bomba demografica africana continua a produrre milioni di disperati e la cara, ma purtroppo oramai estinta, vecchia Europa ha qualche statista in meno, ma qualche trattato ipocrita e demagogico in più. 
“Sic transit gloria mundi”, così va il mondo, dicevano i romani, ma la Libia intanto rimane ad abbracciare il Golfo della Sirte.
La nostra quarta sponda, ma a differenza dei tempi del colonnello, ora con due, forse tre governi al prezzo di uno, peraltro tutti accomunati dal fatto che non comandano niente e men che meno a controllare il nulla.


A Tripoli spadroneggiano gli islamisti finanziati sotto gli occhi ipocriti di tutti da Turchia e Qatar; a Tobruk, dove si sono scritte pagine epiche, tragiche e leggendarie del secondo conflitto mondiale, tiranneggia un certo Abdullah al-Thani che, oltre a ricordare vagamente l’attore americano, ma guarda un po’ il caso, Morgan Freeman, può solo puntare ad essere il premier filooccidentale di un Paese che non esiste.
Insomma in Libia c’è l’anarchia; un disastro totale, anzi “Total” come dicono i Francesi.


Dopo i Romani, i Bizantini, gli Arabi, i Turchi e gli Italiani, alla Libia ora tocca anche questa pagina, peraltro tragica e drammatica.
Noi italiani lo dobbiamo ammettere; checchè ne sproloquino ben pensanti, affabulatori vari e anime belle di ogni ordine e grado, rappresentiamo oramai solo il passato. 
Se Publio Cornelio Scipione, che sconfiggendo Annibale con la battaglia di Zama rese l’odierna Libia provincia dell’impero, e Giovanni Giolitti che sbaragliando i turchi conquistò per l’Italia l’agognata quarta sponda, raffigurando vittoria ed espansione territoriale, è peraltro fuori da ogni dubbio che la tragica ritirata nel ’43, e soprattutto la spregevole cacciata degli italiani nel 1970 da parte di Gheddafi, rappresentano il simbolo di un’italica e vergognosa uscita di scena a capo chino. 


L’Italia, fatto salvo un tentativo di trent’anni fa ai tempi del sequestro dell’Achille Lauro e con Bettino Craxi presidente del Consiglio che seppe tenere testa ai sempre arroganti americani, è rimasta irrimediabilmente fuori dai giochi del Mediterraneo.
L’amara, triste, per taluni versi drammatica ma incontestabile verità è che se la politica estera italiana è morta e sepolta da anni, quella in particolare che si rivolge, o dovrebbe rivolgersi al “Mare Nostrum” è già interrata, inumata da ancora prima.

 
Se tutto ciò sia piccineria, volontà ideologica, arroganza di qualcuno, incompetenza di qualcun altro o invece solo la fiaccola della civiltà che ormai, e purtroppo, arde altrove, poco importa: lo sguardo a Sud così naturale e utile per bilanciare le spinte continentali di Bruxelles, sembra ormai più un retaggio che una prospettiva, un ricordo più che uno scorcio.


Vogliamo, dobbiamo volgere lo sguardo alla Libia e ancora una volta, peraltro l’ennesima, qualcosa ci sfugge clamorosamente, e drammaticamente, di mano; nonostante una storia secolare e una geografia palese ed evidente anche al più sprovveduto, assistiamo inerti senza nemmeno comprendere. L’Africa sta esplodendo e noi, di spalle, passiamo il tempo tra penose e squallide liti di pianerottolo, indecenti ruberie di condominio, tolleranze prêt-à-porter blandite in salotti radical chic e le nostre strategie altro non sono che quelle dibattute da improbabili “esperti” nei salotti televisivi delle domeniche pomeriggio!


Il Mediterraneo, nel mentre, continua ad essere il teatro di rotte di disperati, di tragedie senza fine, di vigliacchi soprusi, di immani dolori, di sangue e furberie di ogni sorta e risma; come peraltro avviene non da ieri, o ieri l’altro, ma da millenni.

 
E noi ci siamo dentro fino al collo!


Paolo Comastri

SI VIS PACEM, PARA BELLUM.

SI VIS PACEM, PARA BELLUM.

Nonostante il mercoledì di sangue tunisino che ieri più che mai ha sottolineato il dato di un’Occidente sempre più sotto attacco, il giorno dopo sono incredibilmente numerose e folli le dichiarazioni dei soliti idioti in cui ci si spertica  più a combattere l’islamofobia –  sentimento crescente nella popolazione italiana e  peraltro giustificabile, considerando quanto sta accadendo in una fetta sempre più grande di mondo a danno e dei cristiani e di chiunque non si pieghi al volere dei fondamentalisti islamici.

 

E’ inutile sottolineare come fosse  una panacea buona a proteggere l’Italia e l’Europa che il vile attacco è stato perpetrato a danno di uno Stato a maggioranza mussulmana, prova che il terrorismo Jihadista non è di matrice religiosa ma “solo” ideologica: tale lettura dei fatti è ideologica e non capisce che la religione islamica centra eccome!

La tragedia di Tunisia non è un attacco solo a quel paese: l’I.S.I.S. ha saggiato il terreno e ha potuto verificare che ci sono le condizioni per ampliare il fronte ed avvicinarsi sempre più al suo vero obbiettivo: l’assalto all’Europa! Assalto armato, signori, che non si fermerà con stupide parole di pace! Aggressione che potrà essere respinta solo con bombe e cannoni!

 

Gli europei, però, e gli italiani in particolare, si sono per troppo tempo illusi che il Nord Africa e il Medio Oriente sono lontani e che qualcun altro avrebbe combattuto la loro guerra.

Ebbene, nessuno combatterà la guerra in difesa dell’Europa! Non lo si può chiedere all’ Egitto, che giustamente mira a tutelare i suoi confini. Non si può far conto su Tunisia e Marocco, che grazie all’ignavia di Bruxelles e Roma saranno destinati entro breve ad essere travolti dall’onda islamista: per aiutare quelle democrazie servono soldati, armi e crescita economica!

 

Si, signori! Ci si prepari, perché la prossima mossa del Califfato a rigor di logica sarà proprio quella di assumere il completo controllo delle coste nord africane fino all’Atlantico e nessuno si faccia pie illusioni di risolvere la questione per via diplomatica: il nemico vuole abbattere l’Occidente non solo culturalmente, ma fisicamente e non ha alcun interesse a cercare la pace, anche in considerazione del fatto che l’Occidente stesso sta mettendo la sua zucca completamente rimbambita sul ceppo capitale dello jihad!

 

L’Impero Romano cominciò a crollare perché, oltre alla piaga della diffusa corruzione, prese a far combattere le sue guerre a formazioni mercenarie. La stessa cosa vale per Italia ed Europa: Egitto, Tunisia, Marocco e Russia combatteranno per loro stesse, non per un’accozzaglia di stati corrotti, senza un Dio e senza una morale, che hanno rinunciato alle proprie radici giudaico cristiane come se se ne dovessero vergognare!

A dire, senza giri di parole, che i morti di Tunisi, fisicamente li hanno uccisi gli jihadisti, ma di fatto sono vittime dei loro sporchi governanti e, spiace dirlo, in un certo senso anche di loro stesse: la politica della “tolleranza” – poi che politica sarebbe, ancora non si sa – che sono state indotte ad accettare le ha condotte nella fossa e tra non molto in parecchi andranno a far loro compagnia!

 

Se l’Occidente, e in particolare l’Italia, vorrà evitare una distruzione sempre più ampia ha solo una via da percorrere: intervenire massicciamente con truppe ed armamenti in Libbia; operare in alleanza con Egitto, Russia e Tunisia; bloccare ogni via per l’immigrazione che fa da serbatoio finanziario ai tagliagole del califfo; avviare uno sviluppo economico vero e autosufficiente di tutto il Nord Africa e incenerire con ogni mezzo qualsiasi forma di resistenza islamista in qualunque parte del mondo si trovi.

 

La discriminante, non ci si giri in torno, è: o noi, o loro!

Gli occidentali bramano la Pace? Per riottenerla, gli piaccia o meno, dovranno imbracciare nuovamente le armi!

 

Mattia Uboldi.

 

 

  

 

SANTA ALLEANZA.

SANTA ALLEANZA.

Il Santo Padre ha gridato contro il massacro dei cristiani nel mondo, massacro sottaciuto da un Occidente che si vergogna delle proprie radici e ha deciso di abdicare in favore di altre genie culturali che nulla hanno a che fare con il Vecchio Continente.

 

Ha denunciato forte le atrocità perpetrate a danno non di singoli popoli, ma di appartenenti a un'unica religione: il Cristianesimo.

 

Infine, Sua Santità si è reso finalmente conto che dall’Occidente, e soprattutto dall’ America, non ci si può aspettare alcuna difesa concreta contro la violenza islamista e ha rotto gli indugi: la Santa Sede ha chiesto aiuto a Mosca in Consiglio di Sicurezza O.N.U. per denunciare il genocidio cristiano!

Già, hanno finalmente chiamato con il suo nome e il debito riferimento religioso la questione.

La Russia di Putin ha risposto e si è fatta capo fila di tutte le nazioni che intendono intervenire concretamente.

 

Anche il Presidente del Consiglio Renzi, giustamente, dieci giorni fa è andato a chiedere aiuti a una Russia che – notizia taciuta da quasi tutti i media – si è da poco istallata militarmente a Cipro e in Egitto. Anche lui pare intuisca che la strada per difendere Italia ed Europa passa da Mosca e non da Washington, ma gli sta mancando il coraggio di dirlo a chiare lettere.

 

Il Partito Italiano Nazionale preferisce una più stretta collaborazione con la Russia che non l’attuale sterile sudditanza agli U.S.A. che, creatoci il disastro della Libbia, ora ci hanno lasciati perfettamente soli a subirne le conseguenze!

 

Mattia Uboldi.

  

 

 

MARO’ LIBERI IMMEDIATAMENTE!

MARO’ LIBERI IMMEDIATAMENTE!

 

Il P.I.N. non intende ripercorrere la storia dei due Soldati d’Italia trattenuti indebitamente, e par di capire senza prove, da un paese “alleato”, ma smaccatamente ostile.

Non sarà in questo scritto che si ripercorreranno le tappe di una politica estera nazionale patetica, avvilente e mortificante.

Tuttavia, sarà in queste poche righe che il P.I.N. intende dire la sua:

  • Visto che l’Italia fa parte della Nato e dell’Europa - e, pertanto, le sue FF.AA. e i suoi componenti sarebbero di interesse sovranazionale - e visto il disinteresse in merito alla questione di questi ultimi due soggetti, per prima cosa l’Italia dovrebbe rivedere il suo ruolo proprio nella Nato.

 

  • Considerando che a livello internazionale l’Italia è  tra i maggiori donatori di truppe per le missioni di pace, sarebbe il caso, qualora i suoi soldati  non  fossero restituiti, ritirasse le sue unità da tutti gli scacchieri in cui sono impegnate, così da poterle utilizzare per  minacce più dirette alla Nazione.

 

  • Considerando che gli Stati Uniti non stanno muovendo un dito per la questione in oggetto, sarebbe il caso di valutare l’eventualità di chiedergli lo sgombero di tutte le loro basi sul territorio nazionale italiano.

 

 

Questo è quanto il P.I.N. prospetterebbe solo per iniziare: l’Italia e il suo Esercito non hanno bisogno di certi alleati dalla lingua assai pelosa!

 

Mattia Uboldi.

  

NON BISOGNA TENTENNARE!

NON BISOGNA TENTENNARE!

Quanto sta accadendo in Libia nelle ultime ore deve preoccupare eccome.

Attualmente l’Italia non può più certo stare a disquisire sull’opportunità nel “lontano” 2011 di attaccare o meno Gheddafi: quello che è fatto è fatto e le conseguenze tremende di quell’azione sono sotto gli occhi di tutti; Roma si ritrova a poche centinaia di chilometri di distanza le agguerrite marmaglie del Califfo, gente con la quale la ricerca di “soluzioni politiche” equivale a un rischiosissimo tempo perso.

 

A differenza dei nostri politici, per quanto possano essere barbari, i terroristi all’insegna delle bandiere nere sono gente di parola. Il loro “programma” non solo è semplice, ma sono determinati ad attuarlo: rifondazione del Califfato, imposizione della Legge Islamica su tutto il suo suolo e guerra senza pietà agli “infedeli crociati”, coerentemente con quanto scritto nel Corano, peraltro.

 

Ora, la si pensi come si vuole, qui non è questione solo religiosa – tuttavia ci si infili in zucca che la religione centra eccome - , ma bensì culturale: non è certamente cultura decapitare chi non crede al tuo Dio! Non è cultura e civiltà seppellire vivi i bambini dei tuoi “nemici”! Non è ammissibile dare seguito al giorno d’oggi a un concetto come quello di “guerra santa”!

Con chi può anche solo concepire tali aberrazioni è cosa certa non si possa aprire nessun canale di dialogo, pena lo scorrere di moto sangue innocente, e questo giro stiamo parlando in particolare (bene inteso, non che sia più importante di quello di altri popoli) del sangue di cittadini italiani.

 

Il Governo Italiano, se di vero Governo trattasi, ha il dovere di rendersi conto che, purtroppo, non ci sono altre soluzioni se non quella di intervenire militarmente, con forze ingenti e, possibilmente, di concerto con l’Egitto, la Tunisia e l’Algeria, senza stare troppo ad aspettare l’O.N.U..

Naturalmente, non si può credere che la sola opzione armata sia risolutiva - Iraq e Afghanistan docet -, perché contemporaneamente sarebbe necessario avviare un programma politico – economico lungimirante, in cui l’obbiettivo primario sia quello di offrire a quei paesi una vera possibilità di sviluppo nel rispetto della loro cultura e tradizione. Uno sviluppo, bene inteso, dove i governi giochino da arbitri effettivi nei confronti delle multinazionali, nodo cruciale questo su cui si determineranno gli interessi di tutto l’Occidente - e non solo - nel giro di pochi anni.

Va da se, che una revisione molto severa della politica migratoria si imponga come necessaria, più che semplicemente utile.

 

Non si capirà che questa è la via stretta, lunga e obbligata a cui si è chiamati, ci si prepari a molte morti.

Ad ogni modo, duole dirlo, c’è il sospetto che di sangue ne scorrerà parecchio anche in Italia. La questione non è più “se”, ma “quando”!

 

Mattia Uboldi.  

CUI PRODEST?

CUI PRODEST?

Riassumiamo un po’ i fatti maggiori di politica estera che hanno interessato l’Italia e l’Europa negli ultimi dieci anni, escludendo momentaneamente l’Ucraina.

 

L’azione combinata delle varie amministrazioni americane succedutesi negli ultimi quattro mandati ha portato a un impegno dell’Occidente in Afghanistan, alla caduta del regime di Saddam, al tentativo di abbattimento di quello di Assad, il tutto passando per le varie “primavere arabe”, per non citare l’aggressione palesemente ingiustificata alla Libia di Gheddafi.

Ciò ha condotto, nonostante i paroloni dell’odierno inquilino della Casa Bianca, a un tutt’altro che buon risultato: a fronte della prolungata prova militare di coalizioni assai sconsiderate a guida americana, l’Italia e l’Europa oggi sono le prime costrette a fare i conti con l’I.S. e compagnia cantante.

A suon di sovvertire i governi di mezzo Medio Oriente con la scusa di esportare la democrazia e di combattere il terrorismo, oggi ci si ritrova ad assaggiare il frutto di tanto industriarsi, ovvero lo Stato Islamico, campione mondiale riconosciuto per i diritti civili, dicono.

 

Orbene, c’è da farsi una domanda, tenendo conto che predetta entità in realtà non dispone di un granché di esercito, ma riesce con le sue raffazzonate forze a espandersi su sempre più ampi territori ricchi di petrolio: possibile che l’Occidente con tutto il suo armamentario militare non riesca a fare strame dell’esercito del califfo?  Sicuri che non ne sia in grado, o, magari, la cosa deriva da una volontà ben precisa?

Quindi, si provi a fare gli Andreotti della situazione, pensando un po’ male, che magari ci si prende.

Puta caso che gli uomini con il turbante riescano a porre sotto scacco fette ancora più grandi del regno mondiale del petrolio – non serve che le conquistino, basta che le rendano instabili e non operative nell’estrazione dell’oro nero - , paralizzando ancora di più gli approvvigionamenti energetici europei e italiani in particolare, chi ci guadagnerà, se non quelle che furono le Sette Sorelle e le compagnie anglo-francesi che vantano altre ampie fonti di approvvigionamento?

Partendo da tale quesito, si potrebbe anche finire per pensare non essere un caso che U.S.A., Francia e Inghilterra si siano adoperate con il massimo della potenza bellica fino alla caduta di Gheddafi per poi sparire dallo scacchiere arabo , salvo qualche azioncina fine a salvare la faccia.

In fin dei conti: l’oro nero della regione è sempre meno estraibile per instabilità politica; “qualcuno” ci guadagna; e, magari, quel “qualcuno” – che ha rappresentanza politica in molti governi “democratici” - non ha proprio interesse a fermare quei quattro scalmanati dello Stato Islamico che, pur essendo reali nemici, infine finiscono per ricoprire la parte degli utili idioti che fanno da paravento a quanti sulla stampa italiana sono sempre evocati come “poteri forti”.   

Sullo sfondo, di riflesso, l’immigrazione selvaggia – un bel business – e la “Questione Ucraina” – quest’ultima tutt’altro che scollegata dalla situazione mediorientale.

 

Ultima domanda: l’Italia cosa ha guadagnato dal seguire U.S.A., Francia e Gran Bretagna in tutto sto popò di roba?

 

Mattia Uboldi.