RINCARI DELLE ACCISE SU GASOLIO, BENZINA E GAS, MA LE “TASSE CALANO”

RINCARI DELLE ACCISE SU GASOLIO, BENZINA E GAS, MA LE “TASSE CALANO”

Allora, nel silenzio più totale dei media, senza contare quello dei partiti, grillini compresi, per Pasqua 2017 il Governo ha messo un bel regalino nell’ “ovetto” donato – “inserito”, diremmo – agli italiani: l’aumento dell’ 8/10% delle accise sui carburanti.

 

Gli italiani, di contro, troppo intenti a far Pasquetta, e ad abbuffarsi come se fossero in presenza dell’ultimo pasto del condannato a morte, non se ne sono neppure accorti, e quando se ne renderanno conto si prodigheranno nelle solite rivoluzioni da osteria, almeno fino alla prossima partita di campionato.

 

Naturalmente, il Governo conosce bene i suoi polli, e sa benissimo che non ha nulla da temere nello spogliarli di ogni avere.

 

Ergo, dormite, concittadini! Dormite pure sogni tranquilli, che al risveglio ci pensa “papà” Gentiloni!

 

 

Mattia Uboldi

FLAT TAX DA 100 MILA EURO – LE POLEMICHE SONO STUPIDE!

FLAT TAX DA 100 MILA EURO – LE POLEMICHE SONO STUPIDE!

Potrà sembrare strano al lettore, ma il P.I.N. promuove questa iniziativa del Governo, che non va attribuita all’ attuale, ma a quello “Renzi”.

 

Prima di tutto, va detto che questa norma è stata pensata e proposta nel documento di programmazione economica 2017, quindi si parla del 2016, ed è singolare che i giornalisti e le opposizioni se ne saltino fuori solo ora con l’argomento. Prima che stavano facendo? Leccando il sedere al PD?

 

In secondo luogo, la norma in questione propone a gente che produce ricchezza altrove di venire a risiedere in Italia, e pagare un forfettario di 100.000,00€ per il titolare del reddito, e di 25.000,00€ per ogni suo famigliare, come tassa unica e fissa.

La stessa norma, invece, non esclude che il medesimo soggetto, dovesse impiantare un attività sul suolo italiano, finisca per pagare le tasse come tutti gli altri componenti del mondo produttivo.

In sostanza, si cerca di dire ai ricchi di venire a spendere da noi, e Dio solo lo sa quanto la cosa sarebbe utile.

 

Comunque, resta il tema delle tasse troppo alte in Italia, ma questo è un altro discorso, che nulla ha a che vedere con il tentativo di attirare paperoni nel Bel Paese.

 

Ergo, la norma in se è buona. D’altro canto, qualche cosa di utile sarà riuscito a farlo anche Renzi.

 

 

Mattia Uboldi.

VIGNETTA PER LE STRADE STATALI ITALIANE – PARTITO NAZIONALE ITALIANO DICE NO!

VIGNETTA PER LE STRADE STATALI ITALIANE – PARTITO NAZIONALE ITALIANO DICE NO!

Dire che i comunisti del PD abbiano praticamente distrutto ciò che rimaneva dei conti pubblici è un eufemismo.

 

Lo hanno fatto senza pudore, e con la complicità di quasi tutti i  mezzi di informazione che hanno taciuto su tutta la linea.

 

Da gennaio si sono avuti aumenti vertiginosi di luce, gasolio, benzina e gas, e nessuno ha detto nulla.

 

Ora, l’ennesimo governo illegittimo di sinistra, per tappare i buchi delle proprie malefatte, nella fattispecie quelli di A.N.A.S. – non contiamo quelli delle banche, compreso il prossimo “salvataggio” di Unicredit -, si appresta a porre una tassa annua di 40,00€  per veicolo per l’utilizzo delle strade statali!!!

 

Ennesima ladrata, ennesima gabella, che gli italiani potrebbero essere chiamati a pagare per scontare le conseguenze delle manovre elettorali di Renzi e del PD, che una volta di più hanno dimostrato di saper fare così male i conti, da far apparire in materia Berlusconi un gigante – in effetti lui lasciò i medesimi con un buon avanzo primario (8 mld c.ca), subito ciucciato da Monti e Co.

 

Inutile dire che il P.I.N. si oppone a una simile eventualità! E’ ora di smetterla di rapinare il Popolo senza nemmeno offrire un congruo ritorno in servizi!!! Si faccia pagare di tasca i vertici di A.N.A.S., i membri del Governo, e quelli del Parlamento!!!

 

 

Mattia Uboldi

RENZI E IL BLUFF SU EQUITALIA

RENZI E IL BLUFF SU EQUITALIA

Veramente sarà cancellata “Equitalia”, la tanto odiata società per azioni che sta vessando il grosso dei contribuenti con cartelle esattoriali inventate di sana pianta?

Tecnicamente si, ovvero non sarà più una S.P.A. di proprietà dell’Agenzia delle Entrate e dell’Imps, ma si trasformerà in una società di stato completamente targata Agenzia delle Entrate.

 

In merito alle procedure vessatorie nei confronti dei contribuenti, che anche il Presidente del Consiglio ha tanto criticato, cosa cambia?

A parte per le cartelle interessate dalla discutibile rottamazione, praticamente il cambiamento è pari a zero, siccome le norme di accertamento, e le leggi tributarie, non hanno subito alcuna modifica, neppure a livello di forma, ergo, per le pendenze future la musica, piaccia o meno, non cambierà.

 

Simile pelosa amnistia, cosa farebbe guadagnare per le casse dello Stato, ammettendo che le cartelle rottamande fossero tutte legittime – della qual cosa ne dubitiamo molto?

Beh, considerando che le medesime pratiche riguardano circa un mancato recupero di 713 miliardi di €, e sapendo che con l’adesione alla rottamazione, al massimo, lo Stato recupererebbe 2 miliardi di € nel 2017, e 900 mln di € nel 2018, proprio non si capisce a cosa stia puntando l’iniziativa, se non a una risibile operazione simpatia in vista del 4 dicembre, e a racimolare qualche soldo per evitare i richiami dell’ Europa sulla Manovra Economica in discussione in Parlamento.

 

Insomma, signori, tanto casino per nulla!

 

Mattia Uboldi

 

 

 

 

NUOVE TASSE IN ARRIVO?

NUOVE TASSE IN ARRIVO?

 

All’ inizio di questa settimana, nel nuovo documento di programmazione economica che prelude alla Legge Finanziaria, il Ministro Padoan, con candore sorprendente, ha annunciato che la manovra da 24 mld di € in via di studio prevede ben 8,5 mld di € di nuove entrate fiscali.

 

Allora, vediamo di fare un paio di conti: tenendo conto che il numero delle aziende ancora aperte è in caduta libera, e che, quindi, il numero degli occupati a essere buoni si può dire al massimo stabile – del che il P.I.N. ne dubita molto-, si può affermare con una certa sicurezza che il giro IVA non potrà certo aumentare, e, visto che di tagli alle spese folli della Pubblica Amministrazione non ve n’è traccia, si può arguire che a qualcuno questi denari verranno richiesti.

 

Va da se che il tal “qualcuno” sono i cittadini e le aziendine che stanno cercando di sopravvivere, e che con ogni probabilità saranno massacrati di nuovi balzelli, diretti, ma soprattutto indiretti.

 

Poi, arriva Renzi, che per placare gli animi promette una “una tantum” di € 800,00 come bonus per chi figlia, ben sapendo che a figliare oramai non son certo gli italiani.

 

Che dire? Mhà!

 

 

Mattia Uboldi 

LE TASSE CHE NON CALANO…

LE TASSE CHE NON CALANO…

Al Governo, evidentemente, piace giocare coi numeri e filosofeggiare sui concetti. Tuttavia, i fatti restano fatti: se a uno svuoti il portafoglio, gli mancheranno comunque i soldi, che tu lo abbia fatto direttamente o indirettamente che sia!

 

Renzi dice che sta calando le tasse?

Bene, fermo restando che le imposte dirette non sono diminuite di una “cippa”, quelle “indirette”, che possono essere percepite come una ladrata di stato sono aumentate da spavento, e, francamente, in modo ingiustificabile.

 

Esempio?

Presto detto. Prendiamo pure una bolletta della luce dell’ E.N.E.L (a controllo statale), presentata a una piccola azienda, e pari a € 190,52.

Di questi soldi, si spiega candidamente in prospetto che: € 53,68 sono di “energia utilizzata” (energia mono € 34,23; altri importi materia energetica €19,45); € 48,14 sono di “spesa trasporto e gestione contatore” – pare evidente che la corrente la facciano portare dai cammelli in fusti direttamente dalla centrale; € 47,78 sono di “spese e oneri di sistema” – che sarebbero?; € 40,92 sono di “imposte e I.V.A.”.

 

Insomma, consumi uno e spendi quattro, e la domanda sorge spontanea: perché?

 

La risposta è altrettanto intuitiva: perché così lo Stato riesce a fare cassa senza tecnicamente aumentare le tasse dirette.

 

Caro Presidente del Consiglio, domandina: ci sei, o ci fai?

 

 

Mattia Uboldi

PER ANTICIPARE LA PENSIONE, PIEGARSI A UN FURTO DI STATO

PER ANTICIPARE LA PENSIONE, PIEGARSI A UN FURTO DI STATO

Ma qui son robe da matti!!! E, siccome la proposta oscena di Poletti & Co. è avanzata da Sinistra, nessuno dice nulla, e i Sindacati, quegli inutili enti corrotti che andrebbero cancellati dalla faccia della terra, si dicono “interessati” a un confronto in materia???

 

Oh, ma ci si rende conto di cosa si sta parlando???

I furbi Amato, Prodi,Berlusconi, Monti, Letta e Renzi, negli anni hanno innalzato l’età pensionabile praticamente fino ai 67 anni, e si parla di farla salire. Poi, a gente che si è vista allontanare la data del pensionamento ogni volta che si avvicinava, e ciò pur avendo già versato oltre 42 anni di contributi, gli si dice che, se vogliono “anticipare” il tanto agognato riposo dal lavoro, devono pagare Stato e banche, magari le stesse che gli hanno fottuto i risparmi – il lettore perdoni i toni dello scrivente, ma questa situazione grida vendetta a Dio!!!

 

In soldoni, per intenderci, c’è gente che ha cominciato a lavorare a 14 anni, e oggi ha già 42/45 anni di contributi, se non di più, e se vuole vedersi assegnare un assegno mensile – che sarebbe più che meritato, visto quanto già pagato a quella merda che è lo Stato Italiano – di €1000,00, dovrà impegnarsi a versare mensilmente, per 20 anni, probabilmente in formula reversibile in caso di decesso, €200,00!!!

 

E nessuno, caspita, nessuno, che dice un “cacchio”!!!

 

Italiani, sveglia, o il signorino fiorentino che “sta calando le tasse” vi sfilerà anche le mutande!!!

 

Mattia Uboldi

 

 

P.S.: Domanda a quei maledetti figli di quadrupede abbaiante che vogliono varare questa proposta: se bisogna spingere ad anticipare l’uscita dal lavoro per far spazio ai giovani, perché avete innalzato l’età pensionabile?!

STANGATA IN ARRIVO SUI RISCALDAMENTI CENTRALIZZATI

STANGATA IN ARRIVO SUI RISCALDAMENTI CENTRALIZZATI

Bene, il Governo del Premier che dice che non vuole adeguarsi all’Europa dalle regole assurde sta per recepire una nuovissima e scintillante direttiva dell’ “amatissima” UE: la 2012/27/UE.

 

Cosa prevede la predetta?

Prevede di salvare l’ambiente, svuotando ulteriormente le tasche di chi già ce le ha asfittiche: negli impianti di riscaldamento condominiali centralizzati verrà introdotto l’obbligo di installare dei “contabilizzatori di calore”, orpelli praticamente inutili, sulla cui efficacia e utilità non si è capito un granché.

 

Per ognuno di questi orpelli, che peraltro non porteranno alla riduzione dell’effetto serra di un “h”, si stima che si verrà a spendere circa 120,00€ a calorifero – calcolo “Sole 24 Ore”.

 

Naturalmente il Governo “che ha ridotto la pressione fiscale” si ciuccherà il 22% di iva sull’intera operazione.

 

Il lettore, quindi, provi pure a fare un calcolo sulla spelata che prenderà rispetto al proprio appartamento di proprietà.

 

A quando l’entrata in vigore della mirabolante normativa? 1 gennaio 2017!

 

E Buona Pasqua a tutti!

 

Mattia Uboldi

 

 

 

 

“EUROPACCHIA”, LIBRO RIVELAZIONE DI TOMMASO BOTTO.

“EUROPACCHIA”, LIBRO RIVELAZIONE DI TOMMASO BOTTO.

Il P.I.N. ama il giornalismo non allineato, quello che sa dire anche cose molto scomode.

 

Per questo motivo, invita lettori e sostenitori a visionare l’opera del giornalista Tommaso Botto.

Una testimonianza sconcertante di come quel molosso inutile chiamato “Europa” dissipa le energie dei popoli di un intero continente!

 

Per acquistare il volume, cliccare su: http://www.dovatu.it/news/europacchia-il-libro-amici-sprechi-e-pasticci-dei-fondi-europei-20374/

 

Mattia Uboldi

 

 

I FLOP FINANZIARI DEL GOVERNO RENZI: “SFIGA” O PERFETTA INCOMPETENZA?

I FLOP FINANZIARI DEL GOVERNO RENZI: “SFIGA” O PERFETTA INCOMPETENZA?

 

In pochi mesi, se nessuno se ne fosse accorto, il Governo Renzi ha varato, o benedetto, delle operazioni finanziarie che hanno creato un danno erariale e sociale incredibile, robe che se fossero state targate “Tremonti” avremmo avuto il Circo Massimo riempito da sei milioni di cittadini sinceramente preoccupati per la tenuta del “sistema Paese”!

 

 

 

Riassumiamo con ordine:

 

 

 

1) Il Primo Ministro italiano ha voluto privatizzare in tempi da record le Poste, giocandosele in Borsa, con il bel risultato che il titolo ha perso dal lancio una roba come il 20% del suo valore. Postilla: in un periodo in cui era evidente che le banche erano finite sotto scacco di un forte assalto speculativo, a quale beota salterebbe saltato il grillo di lanciare come SPA una realtà che si occupa anche di risparmio?

 

 

 

2) Non pago, il “magnifico” Renzi ha imposto che la SAIPEM, società direttamente controllata da ENI, quindi dallo Stato, fosse quotata, e il lusinghiero risultato è stata la perdita del 60% del valore borsistico di quell’azienda! Postilla: ma in un momento in cui il settore petrolifero era chiaramente in affanno, a quale celebroleso sarebbe saltato in mente di quotare in Borsa una società che si occupa di petrolio e derivati?

 

 

 

3) Il Decreto “Salva Banche” è stato varato senza pensare a come salvare le azioni derivate che i correntisti erano stati indotti a sottoscrivere da delle dirigenze bancarie corrotte e ladre, col bel risultato che sappiamo.

 

 

 

4) Preso da mania di protagonismo, Renzi ha voluto mettere il cappello  sull’ingresso a Piazza Affari di Ferrari, che ha già perso il 30% del suo valore borsistico. Tuttavia, in questo caso il Premier è colpevole solo di aver portato “sfiga”.

 

 

 

<<Italiani, state sereni!>>

 

 

 

Mattia Uboldi.

 

LA “BAD BANK” RENZIANA, OVVERO UNA FOGLIA DI FICO PER COPRIRE IL DISASTRO.

LA “BAD BANK” RENZIANA, OVVERO UNA FOGLIA DI FICO PER COPRIRE IL DISASTRO.

 

La storia del “si” dell’Europa alla proposta della creazione della “Bad Bank” portata avanti dal ministro Padoan e dal premier Renzi sarebbe da festeggiare come un successo, ma ce un “ma” grosso come una casa, e prelude al tracollo di un sistema marcio e corrotto.

 

 

 

Il “ma” di cui il P.I.N. parla è il seguente. Nello sviscerarlo cercheremo anche di usare il linguaggio più semplice possibile.

 

 

 

Allora, stando al Governo, la “Bad Bank” dei suoi sogni dovrebbe prendersi in carico tutti i debiti inesigibili del sistema bancario italiano, i quali sarebbero poi tramutati in azioni garantite dallo Stato che, in virtù di detta garanzia, potrà anche esigere un rendimento per ognuna di queste.

 

 

 

Fin qui tutto bene, o quasi.

 

Cerchiamo di semplificare: le banche sono piene di debiti e lo Stato, che è ancor più indebitato delle banche, si offre quale garante sulle azioni che andrebbero a sostituire il debito bancario, qualora ci fosse qualche folle che desideri acquistarle, magari con un rapporto 2 a 1: 200,00€ di azioni per 100,00€ di debiti.

 

 

 

Per capire meglio, il P.I.N. suggerisce a uno a caso dei lettori, specie se già oberato di debiti, di andare in banca a chiedere un prestito, e si raccomanda di portarsi dietro un amico ancor più indebitato di lui a fare da garante. Quindi, l’ardito richiedente, qualora avesse dubbi sulla risposta che otterrebbe, si sturi bene le orecchie e ascolti in religioso silenzio cosa gli dirà il direttore del suo istituto di credito.

 

 

 

Insomma, l’idea della “Bad Bank” in se non sarebbe neppure malaccio, se non fosse che il garante è più squattrinato del garantito.

 

Non a caso, nonostante la lieta novella della nascita della “Banca Cattiva” di renziana memoria, i mercati non ci sono cascati e la Borsa anche oggi se n’è andata con i “gioielli di famiglia” per aria!

 

 

 

Tuttavia, non è finita qui.

 

Non è un caso che il DdL sui rimborsi dei correntisti e azionisti delle quattro banche “salvate” dal Governo oggi sia slittato: hanno bisogno di tempo per incardinare i rimborsi, siano essi parziali oppure totali, alla nascente “Bad Bank”: i truffati riceveranno anche tutta la somma persa, ma sotto forma di azioni di questo istituto bancario di fantasia. Per la precisione, dette azioni, il P.I.N. ci scommette, saranno vincolate, così i poveretti buggerati dal “Salva Banche” potranno anche accedere ai loro soldi per le spese ordinarie, ma nulla più di questo. Dovranno accontentarsi di soldi di Stato, anche se di Stato non sono mai stati!

 

 

 

Poi, quando il garante più indebitato del garantito non riuscirà a garantire una “cippa” di nulla, perché non sarà stato in grado di riordinare i suoi conti e il suo enorme debito, saranno dolori!

 

 

 

Anche in questo caso, la previsione del P.I.N. non risponde al quesito “se”, ma al “quando”.

 

 

 

Mattia Uboldi

 

SI PARLA DI ADDOZIONI GAY, MA SI TACE SUI MUTUI NON PAGATI E SULLE PARTECIPATE!

SI PARLA DI ADDOZIONI GAY, MA SI TACE SUI MUTUI NON PAGATI E SULLE PARTECIPATE!

 

E già, Signori!

 

 

 

E’ palese che la discussione sulla “Cirinnà” ha catalizzato l’attenzione in modo sospetto e, secondo il P.I.N., pilotato dall’alto.

 

 

 

Non che le tematiche del DdL in discussione al Senato non interessino al Partito, ma con quello che sta succedendo a livello di Borsa, e nei rapporti Italia-UE, pare strano in materia un silenzio mediatico assordante.

 

Nessuno proferisce verbo riguardo a una situazione che assomiglia molto a quella subita dal Governo Berlusconi nel 2011, ma con l’aggravante che si sta profilando una debacle gigantesca e a livello di risparmio, e a livello di furti di stato camuffati da adeguamenti alle disposizioni comunitarie.

 

 

 

Cominciamo con ordine.

 

E’ di questi giorni la notizia che l’Italia stia “recependo” la direttiva UE 17 del 2014 che riguarda i mutui non pagati, denominata Mortage Credit Directive (Direttiva sul credito ipotecario).

 

 

 

Questa impone al Governo Renzi di <<non impedire alle parti di un contratto di credito di convenire espressamente che la restituzione, o il trasferimento della garanzia reale, o dei proventi della vendita della garanzia reale, sia sufficiente a rimborsare il credito>>.

 

Tradotto: gli istituti di credito e chi chiede il prestito possono stabilire che, in caso di mancato pagamento, la banca possa mettere in vendita il bene ipotecato a garanzia del prestito per rientrare, e ciò senza passare dal Tribunale come prevede il Codice Civile.

 

 

 

Dove sta il problema?

 

Semplice, nella bozza del Decreto Legislativo italiano la si sta mettendo così: <<…le parti del contratto di credito possono convenire espressamente, al momento della conclusione del contratto di credito, o SUCCESSIVAMENTE, che in caso di inadempimento del consumatore, la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale, o dei proventi della vendita del medesimo bene, comporta l’estinzione del debito, fermo restando il diritto del consumatore all’eccedenza>>.

 

 

 

Ecco la fregatura sta in quel <<successivamente>>, perché apre la possibilità alle banche di imporre a chi farà richiesta di futuri rifinanziamenti del debito una bella clausola capestro – sappiamo tutti come funziono: o si accetta la clausola, o niente rifinanziamento. E poco importa se magari il richiedente è in difficoltà economiche dovute proprio alle azioni bancarie fattegli sottoscrivere, o, peggio, per i mancati pagamenti dello Stato ad aziende che finiscono ad avere il fiato corto.

 

 

 

Dato oggettivo: se il <<sistema bancario sano, di cui vanno viste urgentemente le regole>>, come disse il Premier Renzi, ha bisogno di questa normativa per salvarsi il sedere almeno parzialmente, è palese che il crollo non è poi molto lontano.

 

 

 

Tuttavia, altro dato sconcertante riguarda i decreti attuativi della Legge “Madia”, ovvero quella concernete la ristrutturazione delle partecipate.

 

C’è un passaggio nella Legge in cui si stabilisce che le medesime risponderanno al Diritto Fallimentare perché trasformate in SPA o SRL.

 

Nelle così dette Società in hause, ovvero quelle costituite da regioni e comuni, a questo punto il problema è evidente: i creditori non potranno più godere della garanzia che gli enti pubblici non possono fallire, e pertanto rischiano di fatto non solo di vedersi riconosciuti pagamenti con ritardi di anni, ma addirittura di non poterli esigere mai più!

 

 

 

Tradotto: la Pubblica Amministrazione ha trovato la soluzione perfetta per non pagare le aziende creditrici, alla faccia di quel che ufficialmente diceva di voler fare Renzi.

 

 

 

Quindi, altro dato oggettivo: se lo Stato si appresta alla rapina legalizzata, significa che con i conti pubblici si è alla canna del gas.

 

 

 

Infine, quanti ne stanno dando notizia? Beh, a livello giornalistico solo “Il Giornale” e “Il Fatto Quotidiano”. Gli altri tutti zitti o quasi.

 

 

 

Ora, si unisca tutto questo al crollo delle banche in Borsa e della Borsa in generale,  ai pessimi rapporti tra Renzi e la Merkel, e alla resurrezione di Mr. Spread, e pare proprio che gli Italiani potranno “stare sereni”.

 

 

 

Mattia Uboldi

 

 

 

LA SORPRESONA DEL CANONE RAI: A LUGLIO BOLLETTE PARI A OLTRE 500,00€ PER IL RECUPERO DI CREDITI PRESUNTI FINO A 10 ANNI.

LA SORPRESONA DEL CANONE RAI: A LUGLIO BOLLETTE PARI A OLTRE 500,00€ PER IL RECUPERO DI CREDITI PRESUNTI FINO A 10 ANNI.

 

Premesso che il canone RAI è un qualcosa di assolutamente non dovuto da chicchessia - siccome l’azienda di telecomunicazioni dello Stato gode della pubblicità come qualsiasi piattaforma privata-, va detto che, tra le pieghe della Legge appena approvata, la RAI ha piazzato proprio un bell’inghippo: parrebbe che potrà esigere tramite bolletta ENEL fino a dieci anni di presunti mancati pagamenti.

 

 

 

Il bello è che tra quanti godranno dello “speciale” trattamento potrebbero esserci certamente tutte le aziende private, che fino ad ora, per ovvie ragioni, si son sempre rese indisponibili a pagare la RAI, visto, tanto per fare un esempio vicino a chi scrive, che in una ditta che produce legname da ardere, come pure in una fonderia, difficilmente vi sono monitor per seguire i programmi demenziali di Viale Mazzini!

 

 

 

Più di qualcuno si sta preoccupando - e secondo il P.I.N. a ragione - della cosa, e, interpellati, il Governo e la RAI al momento si sono chiusi in un silenzio che sa tanto di assenso, ma che non può essere sviscerato pubblicamente, almeno non prima delle Amministrative.

 

 

 

Ma il Presidente del Consiglio Renzi non ha detto che il 2016 sarebbe stato l’anno dell’abbassamento delle tesse?

 

 

 

Mattia Uboldi

 

 

 

OSSERVATORIO IMPRESE CONFESERCENTI: 2015 CHIUDE A -29.067 NEGOZZI ED ESERCIZZI PUBBLICI!!!

OSSERVATORIO IMPRESE CONFESERCENTI: 2015 CHIUDE A -29.067 NEGOZZI ED ESERCIZZI PUBBLICI!!!

Siccome i numeri valgono più di mille parole, e tenendo conto che i dati Confesercenti li prende in pratica dagli enti governativi preposti a registrare il numero di aperture e chiusure delle attività, il P.I.N. vorrebbe offrire al lettore una carrellata asettica di dati molto eloquenti:

 

Anno 2011: esercizi aperti 44.087; esercizi chiusi 64.906; saldo negativo di 22.819 attività.

Anno 2012: esercizi aperti 41.571; esercizi chiusi 68.685; saldo negativo di 27.114 attività.

Anno 2013: esercizi aperti 45.047; esercizi chiusi 70.246; saldo negativo di 25.199 attività.

Anno 2014: esercizi aperti 42.092; esercizi chiusi 76.536; saldo negativo di 34.444 attività.

Anno 2015: esercizi aperti 36.757; esercizi chiusi 65.824; saldo negativo di 29.067 attività.

 

Evidente, che il saldo negativo degli ultimi cinque anni è incontrovertibile: meno 138.643 esercizi pubblici!!!

 

Volendo fare i conti della serva, e tenendo conto che tra IMPS e INAIL una piccola partita iva versa una media di € 7.500,00 annui, lo Stato è andato sotto di € 1.039.822.500,00.

E volendo continuare a snocciolare dati “spannometrici”, stando parlando per la maggiore di piccole attività a conduzione famigliare, si può dire che si è perso almeno due occupati per esercizio chiuso, quindi con essi relativi contributi e conseguenti potenziali consumi correlati da giro iva.

 

Il lettore scusi la domanda, ma chi è che parla del 2015 come l’anno della “ripresa”?

 

Mattia Uboldi

 

 

 

LE MARCHETTE ELETTORALI DI RENZI

LE MARCHETTE ELETTORALI DI RENZI

Il titolo di questo pezzo non vuole tradursi in mancanza di rispetto per il Presidente del Consiglio, di cui il P.I.N. comunque preserva almeno la funzione istituzionale, ma l’interessato non ne abbia a male se anche dal piccolo partito che arriva dal Nord-Est giunge una critica feroce alla finanziaria appena votata, e di cui si gloria a sproposito.

 

La Legge di Stabilità prevede di fatto delle spese che sono senza senso, come il bonus di 500,00€ ai diciottenni. Crede forse il Presidente del Consiglio di dare fiato all’economia in questo modo?

Al P.I.N. non risulta, visto che un diciottenne con 500,00€, o ci compra un telefonino, o se li spende per l’università, o se li brucia in spinelli. Nelle prime due ipotesi di scuola appena citate – si potrebbe indicarne altre – si darebbe un impulso all’economia nazionale molto relativo e limitato a pochissime aziende - soprattutto non italiane per quel che riguarda la telefonia e gli articoli tecnologici-, e nella terza si finisce a farne beneficiare la criminalità. Il tutto a fronte di uno stimabile recupero IVA da parte dello Stato, nella migliore delle ipotesi, di € 100,00 a ragazzo!!!

 

Insomma, i 250.000.000,00 € l’hanno, che il Presidente Renzi ha voluto elargire ai diciottenni, sortiranno un effetto anche  peggiore dei famigerati 80,00€ in busta paga, non serve un contabile per capirlo!

 

Potevano essere usati per ben altre cose, partendo da una riflessione molto semplice.

Cos’è veramente importante per il futuro dei giovani? Trovare lavoro! E il lavoro chi lo da? Soprattutto le aziende! Ergo, perché non preservare queste ultime, magari saldando i conti in sospeso che il pubblico ha accumulato nei confronti di migliaia di imprese da cui, ingiustamente, pretende le tasse su incassi che colpevolmente non gli ha mai fatto realizzare?

Non ultime, tanto per citarne alcune, le aziende che hanno lavorato alla Variante di Valico che il Presidente del Consiglio ha inaugurato in pompa magna ieri, visto che anche in questo caso non sono ad oggi state saldate!

 

Volendo suggerire dove si sarebbe potuto usare quei soldi, il P.I.N. fa notare che i giovanotti a cui arriverà la regalia PD vivono perlopiù ancora a spese dei genitori, pertanto con problemi economici molto relativi. Non poteva il nostro fiorentino doc usare quella pecunia per parare il sedere agli esodati che ad oggi, nonostante le buone parole da lui spese all’atto dell’insediamento a Palazzo Chigi, si ritrovano grazie a una Legge criminale a natiche scoperte?

 

Si capisce che le elezioni amministrative sono vicine, ma con simili mosse il Presidente del Consiglio ha dimostrato una volta di più di non essere uno statista, ma un furbo chiacchierone cresciuto all’ombra dei suoi rottamati.

 

Mattia Uboldi

 

 

 

FINANZIARIA: IL TETTO DEL CONTANTE TORNA A 1000,00 €

FINANZIARIA: IL TETTO DEL CONTANTE TORNA A 1000,00 €

Premesso che la Legge dovrà finire al vaglio del Parlamento, va detto una cosa chiara fin da subito: l’innalzamento del tetto per l’uso del contante a 3000,00 € era una delle poche norme che avrebbe potuto dare fiato all’asfittica economia italiana.

 

I signori della Sinistra che vedono una simile eventualità come un “regalo agli evasori” è meglio che si infilino nelle inutili zucche vuote un paio di cose: chi evade il fisco per far soldi lo fa con o senza tetti, usando l’alta finanza e le transazioni internazionali, e se ne “straimpippa”, come  già dimostrato dalla cronaca giornaliera, di restrizioni prive di senso; non se ne escano con medie europee sui tetti d’utilizzo del contante, perché nella gran parte d’Europa, Germania in testa, non esiste alcun limite; i tesoretti di nero nascosti e inutilizzati a causa di questo terrorismo fiscale non appartengono solo a commercianti e artigiani – per le Sinistre ladri di professione -, ma anche a una bella fetta di operai, che, per non farsi rapinare dallo Stato,  si son fatti dare gli straordinari fiori busta e non hanno dichiarato secondi lavoretti extraaziendali – questi ultimi passione molto diffusa anche tra le fila degli statali, che non si salvano di certo dall’etichetta di evasori conclamati.

 

In quest’ultimo caso, si sta parlando di migliaia di gruzzoletti che ammontano a 5, 10 o 15 mila €, fatti in decenni di lavoro e risparmio, che nessuno può usare per timore della tracciabilità.

Una mole di denaro che, se liberata, potrebbe influire sui consumi! Non ci vuole un bocconiano per capire – pardon, un bocconiano non ci arriverebbe neppure facendogli un disegnino – che, se quei soldi rimarranno nascosti, lo Stato non recupererà nulla, mentre, venissero svincolati con l’opzione appena cancellata dalla Commissione parlamentare, si finirebbe per recuperare un malloppo pari al 22% dell’ IVA sul totale.

Eventualità quest’ultima che, oltre a far tanto bene alle casse statali,  certamente gioverebbe direttamente al mercato e quindi alle imprese!

 

Nonostante tutto, e con una congiuntura internazionale che sta volgendo al brutto causa il rallentamento dell’economia cinese e non solo, su cosa ci perdiamo ancora in Italia? Su considerazioni ideologiche dell’economia reale che dovrebbero essere sepolte con la caduta del Muro di Berlino!

 

Il modo per debellare la piaga del nero è fare si che siano i cittadini a operare la tracciabilità sul contante, ma per ottenerlo l’Italia non deve usare stupido terrore, che non colpisce gli evasori grossi, ovvero politici e industriali d’alto bordo, ma applicare modelli che possano centrare un tale obbiettivo, magari copiando, senza varianti all’italiana, il sistema di tassazione tedesco.

 

 

Mattia Uboldi.

STATO INSOLVENTE CON LE IMPRESE VINCITRICI DI APPALTI, MA LA RIPRESA C’E’

STATO INSOLVENTE CON LE IMPRESE VINCITRICI DI APPALTI, MA LA RIPRESA C’E’

 

In questo periodo si fa un gran parlare di ripresa evidente, tenore della vita migliorato, abbassamento delle tasse, e via, via, ciarlando.

 

 

 

Poi si scopre che, nonostante i proclami del Presidente del Consiglio, nulla si è mosso rispetto alle istituzioni cattive pagatrici!

 

 

 

Si vanno ad assumere 160.000 nuovi insegnanti, persone che non generano ricchezza, piaccia o meno, prima ancora di mettere mano a una questione prioritaria, sia dal punto di vista economico, sia da quello morale: pagare i debiti che la Pubblica Amministrazione ha contratto con privati di cui ha già goduto i servigi!!!

 

E i cantieri del tanto decantato “EXPO’” non fanno eccezione, purtroppo!!!

 

 

 

Il P.I.N., quindi, si permette di suggerire al Governo, prima di farsi tentare da finanziarie elettorali, di onorare gli impegni presi, invece di pretendere dalle sue vittime anche il versamento delle tasse di soldi che non hanno mai visto!!!

 

 

 

Mattia Uboldi

 

PRIMI DATI DELLA FINANZIARIA “RENZI”.

PRIMI DATI DELLA FINANZIARIA “RENZI”.

Premesso che ad oggi la Manovra Finanziaria non è stata varata dal Parlamento, e che al Presidente della Repubblica Mattarella non è stata mandata copia nemmeno della bozza, si rileva che le autorità europee avrebbero espresso un parere favorevole sull’operazione.

Sarebbe quindi bello sapere se il Governo ha trasmesso a Bruxelles una documentazione che non ha neppure il Capo dello Stato, ma questo solo per un puntiglio scenografico, si intende.

 

Quello che davvero conta, sono le parole che ieri il Ministro Padoan ha speso in favore della Finanziaria, la cui bontà è tutta da verificare. Tra le righe si è detto che l’efficacia della Legge in discussione dipenderà in pratica da due cose: 1) dalla flessibilità che l’Europa concederà per uno sforamento delle clausole di salvaguardia (il deficit); 2) dalla reale ricaduta che detta flessibilità potrà avere sul P.I.L.

 

In pratica, si punta tutto su questo e non si trova traccia minima della tanto vituperata spending rewiew.

 

Tuttavia il preoccupante nel discorso di Padoan, sebbene si sia espresso in modo molto poco intellegibile, è l’avvertimento che ha lanciato: “con questa operazione la pressione fiscale calerebbe del 2,5%, ma se le cose non dovessero andare bene, per gli anni 2017 e 2018 ci saranno bisogno di manovre correttive per 25-30 miliardi di € per anno”.

 

In attesa di poter finalmente visionare uno straccio di testo concreto sulla Legge di bilancio, si può dire che il P.I.N. non si sente molto rassicurato dai primi dati concreti in materia.

 

Speriamo bene!

 

 

Mattia Uboldi

SECONDA MANOVRA ECONOMICA TARGATA “RENZI”. POSITIVA?

SECONDA MANOVRA ECONOMICA TARGATA “RENZI”. POSITIVA?

Siamo arrivati al fatidico “dunque”. Il Governo ha varato in C.d. M. una manovra economica che contempla un impegno per 27/30 miliardi di €.

I giornali si stanno già sperticando in giudizi di varia natura e contenuto. Gli operatori economici si spingono a fare previsioni, e ciò nonostante la Manovra Finanziaria non sia ad oggi Legge dello Stato e, vieppiù, debba ancora passare il vaglio del Parlamento.

Stando a ciò, il P.I.N. si astiene dal dare giudizi sulla manovra, anche perché, oltre alle buone intenzioni enunciate ieri dal Governo, in realtà non vi sono certezze.

 

Volendo fare un processo alle intenzioni, restano molti dubbi.

Premesso che l’annunciato abbassamento delle tasse solo un folle può giudicarlo negativo, resta un quesito fondamentale: l’operazione avverrà a saldi invariati? Per meglio spiegare, se il governo finanzierà il tutto tagliando sui trasferimenti agli enti locali, e lascerà che questi possano arrangiarsi introducendo nuove imposte – cosa già accaduta sotto i governi Berlusconi -, è chiaro che quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio si tradurrà in un miraggio funesto.

Addentrandosi in altro esempio pratico, il P.I.N. ritiene corretta la scelta di innalzare l’utilizzo del contante fino ai 3.000,00 €. E’ palese che con una tracciabilità troppo stringente non si riesca a far emergere il nero pregresso delle piccole aziende e degli operai che ne hanno beneficiato nei decenni passati (vedi voce straordinari fuori busta), rinunciando a farne rientrare una parte consistente nelle casse dell’Erario per mezzo del giro IVA. Tuttavia, a quanto pare l’operazione non è completata da una riforma radicale del Fisco su modello tedesco e da una conseguente legislazione più stringente sull’evasione. Da un lato, quindi, l’Erario sì beneficerà di entrate dovute allo sblocco del contante nascosto, ma al contempo c’è il rischio concreto di ampliare i margini di manovra dei grandi evasori, che non sono né le piccole imprese, né i lavoratori dipendenti, che cercano solo di sopravvivere.

Da quello che emerge a primo acchito, poi, va segnalato che i tagli agli sprechi nella pubblica amministrazione paiono assai timidi, il che non è un buon segnale. l’Italia necessita disperatamente di una riduzione drastica del debito, e il fatto che l’unico tavolo che il Governo sta tenendo aperto in Europa sia quello dello sforamento del deficit non fa ben sperare. E non fa ben sperare per un semplice motivo: il Governo potrebbe avere la tentazione di finanziare la Manovra con soldi che non ha e, pertanto, infognando una ripresa economica già di suo asfittica, sempre che esista veramente.

 

Allo stato dell’arte, non resta che aspettare che vengano dichiarate le fonti da cui arriveranno le coperture, e, conseguentemente, astenersi da giudizi francamente prematuri.

 

 

Mattia Uboldi

IL CANONE R.A.I. VA ABOLITO E LA R.A.I. PRIVATIZZATA!

IL CANONE R.A.I. VA ABOLITO E LA R.A.I. PRIVATIZZATA!

 

Il Governo Renzi si appresta a porre in essere una delle sue “riduzioni” delle tasse: far pagare il canone R.A.I. nella bolletta della luce.

 

A fronte di ciò, il Governo dice che, da € 135,00, il canone passerà a €100,00, sapendo bene che la questione non è affatto questa.

 

Fatto gli è che oramai è evidente: la R.A.I. è un carrozzone di paraculati e politicizzati che tutto fanno, fuorché offrire un servizio pubblico; i dipendenti R.A.I. garantiscono sperpero di denaro erariale e riescono a fare in quattro, se non in otto, ciò che nelle emittenti private viene realizzato da due, se non uno, operatori!

Il tutto con l’aggravante che la R.A.I. incassa abbondantemente anche dalle pubblicità.

A fronte di tutto ciò il servizio “pubblico” offerto è assai discutibile, motivo per il quale sempre più persone hanno preso a non pagare una tassa che altri non è che una bella e buona rapina!

 

Ora il Governo targato PD intende estendere il balzello a tutti, compreso chi non guarda neppure la televisione o non la possiede, al grido di <<abbiamo abbassato il canone R.A.I.!>>.

Lo vuole fare inserendo il canone nel computo della bolletta della luce, salutando bellamente qualsiasi possibilità di trasparenza in materia.

 

Cari lettori e sostenitori, il P.I.N. è favorevole all’abolizione del canone e, qualora i dirigenti di Viale Mazzini non siano in grado, come fino ad oggi hanno dimostrato, di fare mercato, che la R.A.I. sia venduta al miglior offerente, mentre le perdite prodotte dalla gestione corrente siano ripianate multando ogni singolo dipendente dell’azienda televisiva di stato!

 

 

Mattia Uboldi

LA TASSA PER L’EUROPA? NO, GRAZIE! LA PAGHINO L’ ON. MONTI E TUTTI I SUOI COLLEGHI CHE L’HANNO COSI’ MAL AMMINISTRATA!!!

LA TASSA PER L’EUROPA? NO, GRAZIE! LA PAGHINO L’ ON. MONTI E TUTTI I SUOI COLLEGHI CHE L’HANNO COSI’ MAL AMMINISTRATA!!!

Notizia fresca della felice “trovata” del Ministro delle Finanze tedesco e del Senatore a Vita della Repubblica Italiana, On. Monti: aggiungere sulle spalle dei popoli europei una ulteriore gabella per <<creare un fondo per le emergenze europeo>>.

 

La risposta del P.I.N. a tale “idea” è un secco “no”, per non usare ben più calzanti espressioni colorite!

 

Santo Cielo, l’On. Monti, dopo tutti i danni che ha cagionato al suo Paese -  complice l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano-, a favore di gruppi finanziari sovranazionali e delle banche francesi e tedesche, quante sciagure vorrebbe continuare a infliggere all’Italia?

 

 

Mattia Uboldi

CONTRO L’ EVASIONE, TASSE GIUSTE!

CONTRO L’ EVASIONE, TASSE GIUSTE!

Per cominciare è meglio porre in chiaro come il P.I.N. inquadri il sistema di tassazione in Italia: è un ladrocinio scandaloso!

 

Con la solita tiritera che “se tutti pagassero le tasse, tutti pagherebbero meno” non si può più andare avanti, perché tale concetto, di per sé condivisibile, non si attaglia alla realtà nazionale, dove le imposte si fan sempre più pesanti a causa di uno sperpero pubblico fuori scala e per il mancato controllo dello Stato a chi veramente evade cifre astronomiche.

Controprova? Al lettore dicono nulla i 7 miliardi di € che solo il Monte dei Paschi di Siena si è mangiato nelle vicende legate ai recenti scandali? Per non parlare degli altri 7 miliardi spariti, I.V.A. inclusa, legati al Mose a Venezia! Qualcuno dice nulla? Pare proprio di no! Finirà che i soldi "iti furono", i Cittadini hanno ripianato i buchi, nessun responsabile finirà in carcere e non ci sarà alcun colpevole!

Poi, qualche anima “pia”, si straccia le vesti se le piccole e medie imprese, sempre più vessate dal Fisco per dare linfa a decine di schifezze come quelle appena citate, cercano di salvare il salvabile in modo improprio.

Ma ci si rende conto o no che tra imposte e gabelle dirette e indirette un’azienda finisce per pagare quote tra il 50% e il 60% di tasse allo Stato? Stato, quindi, che va considerato come un “socio” di maggioranza inadempiente! Una zavorra tremenda, senza togliere la quale non si riesce a capire come i vari governi succedutisi negli ultimi venti anni abbiano avuto pure il coraggio di sproloquiare sullo sviluppo!

 

Degli operai, poi, non parliamone: di base paga bassa rispetto all’inflazione, trattenute certe e potere di acquisto praticamente nullo! E anche qui c’è sempre il bacchettone di turno che ha l’ardire di criticarli se cercano di farsi dare dal datore di lavoro gli straordinari “in nero”! E cosa dovrebbero fare, consegnarli tutti allo Stato come di fatto accade facendoli segnare in busta?

 

Tutto questo per mantenere migliaia di tromboni che di certo non beccano 1000,00 € al mese di  paga e che godono di pensioni che non sono mai inferiori a € 2000,00, ma che di certo non hanno fatto nulla nella loro inutile vita, se non danni gravi ai Lavoratori!

 

Orbene, tralasciando il discorso sprechi e privilegi della “casta” – discorso che andrebbe affrontato di pari passo con la riforma del Fisco – la questione del prelievo fiscale secondo il P.I.N. è assai semplice e così riassunta:

  • Tutti i contribuenti, siano aziende o persone fisiche (i singoli individui e le famiglie), dovrebbero avere l’opportunità di scalare dagli utili tutte le spese sostenute, e ciò conservando e catalogando ogni singola fattura e scontrino fiscale. Tuttavia, nessuno avrebbe l'opportunità di recuperare l’I.V.A.
  • Sottratto dagli utili le spese sostenute, la somma rimanente subirebbe una tassazione del 25%, secca, fissa e valevole come imposta annua unica (niente più tasse regionali, provinciali e comunali).
  • L’ I.V.A. dovrebbe passare al 26%, fissa per tutti i prodotti.

 

Questo impianto base vanterebbe due pregi: il “nero” sparirebbe automaticamente, perché tutti avrebbero interesse a richiedere lo scontrino fiscale o la fattura; il giro I.V.A. che ne conseguirebbe sarebbe ben più colossale di quello odierno.

Naturalmente, legati a una simile rivoluzione del fisco ci sarebbero molti aspetti da sanare nella Pubblica Amministrazione - il Partito ne è consapevole -, ma quanto appena esposto in materia è il fine da raggiungere.

 

Mattia Uboldi.