LE NUOVE PENSIONI – “L’APE” E’ UNA BUONA RIFORMA, MA…

LE NUOVE PENSIONI – “L’APE” E’ UNA BUONA RIFORMA, MA…

I nostri lettori sanno bene che non siamo molto generosi col Governo, ma questa volta si può dire che la firma del decreto sulle pensioni non è stato un pessimo atto, anzi.

 

In soldoni, il cumulo dei contributi versati viene finalmente frazionato per gli anni medi di aspettativa di vita, dal momento in cui si va in pensione.

 

Se uno ci vuole andare prima, lo potrà fare, ma il monte dei denari versati sarà semplicemente frazionato per il numero di anni di aspettativa di vita media, più quelli in cui si è andati a riposo in anticipo.

 

Ottimo, diremmo, e, se la mente non ci inganna, il sistema è assai simile a quello proposto da Tremonti nel lontano 1994.

 

Il risultato finale di un tale provvedimento potrebbe essere ottimo: l’IMPS non dovrebbe più finire in rosso.

 

Sorvoliamo sull’età innalzata rispetto alla pensione di anzianità, perché in questo caso ci sarebbe da fare qualche limatina in merito ai lavori pesanti e usuranti.

 

Restano due piccoli particolari: 1) L’IMPS butterà ancora via soldi in immobili (ne ha per un valore di miliardi, ma li ha lasciati andare in macerie!!!)? 2) Sulla base di questo nuovo semplice ricalcolo pensionistico, non sarebbe il caso di adeguare su base contributiva vitalizzi, e pensioni d’oro?

 

Forse chiediamo troppo, ma, per il momento, sul tema al Governo diamo un “6+”.

 

Mattia Uboldi

 

 

 

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA – L’AUSTRIA SCHIERA L’ESERCITO

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA – L’AUSTRIA SCHIERA L’ESERCITO

 

L’Austria ha schierato l’esercito alla frontiera, per bloccare i clandestini dall’Italia, mentre il buon Boeri, dell’ IMPS, spara la giaculatoria che sono questi ultimi a tenere in piedi il sistema previdenziale italiano, omettendo di spiegare come, in assenza di lavoro anche per i Cittadini del suo Paese – la disoccupazione è molto cresciuta, dato dell’ ISTAT di ieri, 05 luglio 2017 -, si possa pensare di poterne offrire di regolare a mezzo continente africano.

 

 

 

 

 

E’ proprio a causa delle falsità dette dalle istituzioni italiane, che ci marciano sopra, a spese del contribuente, che l’Austria ha ragioni da vendere, e così pure Francia e Spagna.

 

 

 

 

 

Gentiloni e i suoi sodali devono capire solo una cosa: i clandestini per motivi economici vanno riportati a casa loro, cosa che, tra l’altro, costerebbe assai meno, rispetto a tutto il peloso baraccone dell’ “accoglienza”.

 

 

 

 

 

Mattia Uboldi

 

 

 

IL SERVIZIO CIVILE VOLUTO DALLA PINOTTI E DALL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI? NO, GRAZIE!!!

IL SERVIZIO CIVILE VOLUTO DALLA PINOTTI E DALL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI? NO, GRAZIE!!!

In merito alla proposta del Ministro della Difesa, supportata, come riporta la stampa, dall’ Associazione Nazionale Alpini, il P.I.N. dice un deciso NO!

 

Lo dice perché tutto ‘sto progetto nasce da due necessità che non servono al Paese.

La prima di queste è la speranza delle associazioni d’arma di ritrovare un canale ricco che porti a tesseramenti, destinate come sono, con l’abolizione della Leva, a dover chiudere i battenti.

La seconda è la voglia del Governo di ottenere voti: il Servizio Civile di cui parla il Ministro non sarebbe come la Leva, scarsamente pagato, ma retribuito dai 500,00 ai 1000,00 € al mese, al che, dal punto di vista dello Stato, non servirebbe a una beata fava!

 

Il P.I.N., invece, è per la reintroduzione del Servizio Militare Obbligatorio, se si vuole anche su base universale, ma comunque retribuito alla stregua di quanto veniva elargito fino agli anni 90.

 

Un Servizio Militare di sei mesi, dal quale l’Esercito farebbe vera selezione, e su base territoriale, degli elementi che ambiscono a passare al Servizio Permanente Effettivo.

Naturalmente, costoro non potrebbero rimanere in componente operativa vita natural durante, ma dopo 15 anni dovrebbero essere trasferiti alle diverse forze dell’ordine, chiudendo di conseguenza i concorsi clientelari che caratterizzano secondo il P.I.N. l’arruolamento in queste ultime.

Va da se che poi, non potendo avere carabinieri e poliziotti di oltre 50 anni, il percorso fin qui delineato dovrebbe prevedere la graduale formazione degli elementi delle forze di polizia, in modo da prevederne, raggiunta una certa età, il passaggio alle pubbliche amministrazioni, chiudendo anche per queste il circo clientelare delle assunzioni.

 

Per chi si dicesse Obbiettore di Coscienza, come per il passato, sia previsto un Servizio Civile di un anno.

 

Ecco, questa è una riforma seria delle FF.AA., che porterebbe a formare i giovani ai Valori della Patria, e a salvare veramente la Tradizione gloriosa di tutte le armi e i corpi dell’ Esercito, associazioni d’arma comprese.

 

La Pinotti impari qualche cosa da questa nostra proposta, e l’auspicio si estende anche al Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sig. Sebastiano Favero.

 

Mattia Uboldi  

 

 

LEGITTIMA DIFESA – LA DIFESA E’ SEMPRE LEGITTIMA!

LEGITTIMA DIFESA – LA DIFESA E’ SEMPRE LEGITTIMA!

Col passaggio alla Camera del D.L. sulla legittima difesa di ieri, 04 maggio 2017, lo Stato, e il PD, hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza in merito al problema concreto che i cittadini sono lasciati in balia dei malviventi, siano questi rapinatori, stupratori, o quant’altro.

 

Il P.I.N. non intende ripetersi sulle abbondanti e fondate critiche piovute sul provvedimento un po’ da tutti, ma propone semplicemente i punti di un suo testo di Legge.

 

Innanzi tutto, prima di calarsi nella materia, va detto che in Italia deve necessariamente essere abolita l’obbligatorietà dell’ azione penale, altrimenti i magistrati saranno sempre costretti a inquisire anche coloro che si sono difesi da aggressione finendo per ferire, o uccidere, il proprio aguzzino.

 

Fatto ciò, la Legge proposta dal P.I.N. prevede i seguenti punti:

 

-        Chi aggredisce un’altra persona, o ne pone in pericolo, oltre l’integrità fisica, anche l’integrità materiale, a scopo di rapina, o violenza di qualsiasi forma, non ha alcun diritto di fronte alla Legge, se non quello di essere giudicato e punito sulla base delle proprie azioni.

-        L’ aggredito ha sempre e comunque diritto a difendersi nel momento contingente della violenza subita, in qualsiasi luogo, e in qualsiasi tempo.

-        L’ aggredito è da presumersi sempre innocente.

 

In sostanza: i delinquenti non devono, e non possono essere tutelati in alcun modo dalla Legge!

 

Mattia Uboldi

 

 

 

VOUCHER – NON CANCELLATELI, SENZA UNA ALTERNATIVA!!!

VOUCHER – NON CANCELLATELI, SENZA UNA ALTERNATIVA!!!

Per quale recondita ragione dovremmo abolire i voucher?

Per far contenti i sindacati, che il lavoro in Italia lo hanno distrutto, anziché incentivato, facendo fuggire o gassando ogni forma di investimento privato???

E il Governo, cosa teme? Un Referendum? Che male c’è ad andare a votare e vedere se la gente è interessata a seguire il pensiero sindacale?

 

Con il Decreto Legge che si sta profilando si cancella uno strumento rivelatosi validissimo  ( interessa solo l’1% dei lavoratori, ripartiti in 800.000 assunzioni temporanee all’anno!!! ) per l’emersione del lavoro nero, con ampio beneficio dell’ IMPS, solo perché lo Stato non riesce, o non vuole, controllare gli abusi che, come in tutte le cose, sono andati addensandosi attorno a questa forma lavorativa precaria!

 

Forma lavorativa, sì precaria, ma sempre forma lavorativa regolare, e rientrante in garanzie assistenziali, pur minime, ma sempre garanzie.

Forma lavorativa, sì precaria, ma che ha dato la possibilità allo Stato di individuare lavoratori che prima non vedeva, e che avrebbe potuto tutelare dagli abusi nell’utilizzo dei voucher con dei semplici controlli laddove risulta essere questi frequentemente impegnati.

 

E, invece, cosa fanno le autorità? Per un capriccio ideologico tutto interno alla Sinistra, principale distruggitrice del sistema Paese, si elimina uno strumento che dava una minima possibilità di reddito a migliaia di persone che faticano ad avere anche solo un lavoro a termine. Persone che con tanti piccoli lavoretti, e con più soggetti, la pagnotta, o di riffa, o di raffa, riuscivano a portarsela faticosamente a casa, con anche l’addebito di qualche contributo, il che non guasta!

 

Ora, cosa si propone loro in alternativa? Gli attuali ammortizzatori sociali da fame nera? Di tornare al lavoro nero, che è la vera anticamera, se non la voragine, dello sfruttamento dei lavoratori?

 

Il Sindacato ha forse pensato a un modo per convincere i “padroni” che dare un lavoro non è solo un costo, ma conviene – ad oggi, visto quanto costa, assumere è da suicidio!!!

 

Ecco, Signori, che per “incentivare e tutelare” i diritti dei Lavoratori la Sinistra parolaia, composta da gente che ha sempre “lavorato” nello statale, o nemmeno in quello, ha tirato fuori la miglior soluzione proletaria, utile alla lotta di classe: più fame e sfruttamento per tutti!

 

Da parte nostra, non resta che “congratularci” con il nostro Premier Gentiloni.

 

Mattia Uboldi

 

 

CRISI DI GOVERNO – MATTARELLA LA SMETTA DI PROTEGGERE LA CASTA!

CRISI DI GOVERNO – MATTARELLA LA SMETTA DI PROTEGGERE LA CASTA!

 

Il Presidente Mattarella non deve affatto garantire una falsa “stabilità” in nome del supremo interesse del vitalizio parlamentare!

 

 

 

Il Presidente, dovendo essere quello di tutti gli italiani, dovrebbe fare il bene della Nazione!

 

 

 

E il bene della Nazione consiste nel ridare la parola agli italiani!

 

 

 

Come arrivarci?

 

 

 

Il Presidente dovrebbe farsi garante di:

 

 

 

a) Un breve governo di scopo, che sbrighi gli affari correnti dello stato, necessariamente a targa PD (è il PD che ha fatto tutto ‘sto casino – Legge Elettorale farlocca a colpi di fiducia e successivo rovinoso referendum-, ed è il PD che deve assumersene la responsabilità, avendo, tra l’altro, i voti, compresi quelli degli amici Verdini e Alfano), e che licenzi una Legge Elettorale adeguata.

 

b) Fare una Legge Elettorale proporzionale, con la reintroduzione delle preferenze, premio di maggioranza alla coalizione, e vincolo di mandato per i furbi parlamentari.

 

c) Andare al voto al massimo in primavera, per archiviare una volta per tutte la serie di pessimi governi targati PD che l’Italia ha subito negli ultimi tre anni!

 

 

 

Mattia Uboldi.

 

REFERENDUM – PERCHE’ IL P.I.N. E’ PER IL NO

REFERENDUM – PERCHE’ IL P.I.N. E’ PER IL NO

Partito Italiano Nazionale è contro la Riforma Costituzionale voluta dal Governo Renzi perché:

 

1)     Per ridurre i senatori bastava tagliare il loro numero e i collegi a questi collegati.

 

2)     Per far si che il Senato si occupasse solo delle Leggi dello Stato che regolamentano materie squisitamente regionali, bastava scriverlo espressamente.

 

3)     E’ inutile che gli eletti in regione, che già fanno poco a casa loro, vengano addirittura spediti a Roma a fare ancora meno. Un esempio su tutti? Debora Serracchiani, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, praticamente ha lasciato orfana la sua Regione, e i risultati si vedono!

 

4)     Un Senato eletto sulla base di rappresentanze di enti locali che, matematicamente, direttamente o tramite liste collegate, sono gestite in maggioranza da esponenti del PD, naturalmente diverrà un emanazione di quest’ultimo partito. E siccome il Senato voluto da Renzi comunque sarà competente su materie come quelle costituzionali, sull’elezione delle più alte cariche dello stato, e riguardo alla politica estera, pare chiaro che chiunque vinca le politiche che non sia il PD potrà scordarsi di poter designare liberamente i vertici della Repubblica, o modificare la stessa sinistra renziana riforma su cui domenica si andrà a votare.

 

5)     In merito alle Regioni a Statuto speciale, poi, anche se è vero che vincendo il “si” momentaneamente manterrebbero le loro competenze straordinarie sulla base della garanzia costituzionale del rispettivo statuto – mentre per tutte le altre i poteri verrebbero nettamente castrati, come per quello che riguarda la sanità -, è altresì vero che, in seconda battuta, un Senato composto per la maggiore dai rappresentati delle regioni a statuto ordinario certamente cancellerà lo status privilegiato delle realtà a statuto speciale. Per quello che riguarda il Friuli Venezia Giulia, va detto che il PD si è ben guardato dal spiegare ai friulani questo aspetto di non poco conto.

 

Se vince il “no” Renzi va a casa? Beh, questo non è un discorso che ad ora interessa al P.I.N.. Al massimo, simile conseguenza la si potrebbe leggere come il “dilettevole” unito all’ “utile”.

 

 

Mattia Uboldi

REFERENDUM COSTITUZIONALE – IL FURBO QUESITO DI RENZI

REFERENDUM COSTITUZIONALE – IL FURBO QUESITO DI RENZI

Ecco il testo molto furbo che il PD a guida Renzi proporrà agli elettori:

<<Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.88 del 15 aprile 2016?>>

 

Se fosse tutto, o solo in parte, vero quanto sotteso qui sopra il P.I.N. darebbe indicazione di votare per il “si”.

Siccome son tutte balle invita a votare “no”!

 

 

Mattia Uboldi

PROPOSTA DI LEGGE SULLA LEGITTIMA DIFESA

PROPOSTA DI LEGGE SULLA LEGITTIMA DIFESA

In questi giorni qualcuno sta sollevando la questione annosa e assurda che in Italia, in pratica, non ci si possa difendere dai malavitosi, specie se entrano in casa della gente per rubare e aggredire i malcapitati di turno.

Quello che è peggio, risulta essere il principio di Legge in cui si paventa anche la possibilità di risarcire i delinquenti nel caso venga contestato alle loro vittime l’eccesso di difesa.

 

Bene, il P.I.N. non ha dubbi su cosa proporre in merito:

      A)   Un delinquente che aggredisca un cittadino in qualsiasi luogo al fine di rapina non ha alcun diritto.

      B)    Il cittadino che è oggetto di aggressione ha diritto, nella contingenza del momento, a difendere se stesso, i suoi cari, e le sue proprietà, con ogni mezzo a sua disposizione, senza alcun obbligo di considerare come prioritaria anche l’incolumità del proprio aggressore.

 

Altro non v’è da aggiungere.

 

 

Mattia Uboldi

TERRORISMO E REINTRODUZIONE DELLA LEVA OBBLIGATORIA

TERRORISMO E REINTRODUZIONE DELLA LEVA OBBLIGATORIA

Notizia di ieri, 28/07/16, che la Francia, presa a braghe calate col terrorismo, costituirà una Guardia Nazionale per aumentare la capacità di presidio del territorio.

 

Il problema, però, non è solo della Francia: con l’abolizione della Leva obbligatoria negli stati dell’Unione, e la strutturazione di eserciti di “professionisti” – e sul “professionisti” in Italia si apre un mondo sul quale andrebbe ampiamente dibattuto –, che per forza di cose sono di piccolissime dimensioni, il problema evidente è che il territorio del Vecchio Continente si ritrova di fatto indifeso nei confronti dei terroristi islamisti.

 

Il tutto è stato frutto della miopia dei politici, che, come in Italia, invece di ristrutturare la Leva per finalità e preparazione, hanno fatto un mero calcolo politico: toglierla, tanto da pescare voti da chi non voleva servire il Paese, sia da quanti avrebbero beneficiato di un nuovo lavoro ristrutturato ad hoc, ma non con criterio militare.

 

Risultato? Non abbiamo abbastanza uomini; il grosso delle nostre grandi unità è formata da gente che tutto sa fare, fuorché combattere – occhio che lo scrivente abita in Friuli, e li vede in azione i “professionisti” del nostro “de-sercito” -, visto che ha preso il suo status di militare per un buon posto fisso statale; vantiamo solo tre o quattro reggimenti di veri professionisti; le strutture del vecchio Esercito di Leva sono pressoché azzerate!

 

Tuttavia, prima che l’emergenza tocchi anche l’Italia, sarebbe il caso di reintrodurre la Leva obbligatoria, da cui fare selezione su base reggimentale per i reparti professionisti.

Si otterrebbe subito alcuni risultati tangibili: recupero delle zone storiche di reclutamento dei diversi corpi dell’Esercito, riallacciando un filo di contatto tra Forze Armate e Popolo che la loro riforma ha reciso; ottenimento di un numero sufficiente di personale a basso costo per il presidio del territorio nazionale; la responsabilizzazione dei giovani, che devono imparare il concetto che a dei diritti devono corrispondere dei doveri; la presa di coscienza della Società, che deve capire che le guerre van combattute collettivamente, e non delegate a dei professionisti pagati per togliere ai cittadini il dispiacere di fare il lavoro sporco.

 

In soldoni, Signori, Libertà e Democrazia hanno un prezzo!

 

Mattia Uboldi

 

 

 

GLI ZINGARI VENGONO ESPULSI DALL’ISOLA D’ELBA!

GLI ZINGARI VENGONO ESPULSI DALL’ISOLA D’ELBA!

Finalmente una serie di amministratori, ovvero tutti  i sindaci dell’isola, si sono resi conto di un fatto notorio da secoli: i Rom sono un’insidia per la società, perché associabili a furti ed azioni malavitose di ogni genere, ordine e grado, e sul territorio in questione non avevano perso tempo a farsi notare.

 

Bene, il P.I.N. afferma, senza tanti giri di parole, che i Rom e affini, o dimostrano di mantenersi onestamente, con lavoro regolare, pagando le tasse come tutti, o vanno cacciati dal suolo nazionale!

 

Per il resto, le balle sulla convivenza e l’integrazione al Partito non interessano, come non interessano i discorsi sulla “ricchezza” della “cultura” zigagna e affini: ogni singolo elemento, di ogni singola comunità presente sul suolo italiano, deve rispettare la Legge, punto e basta, altrimenti fuori dai piedi!

 

Mattia Uboldi

 

 

PRECARI ALLA GIUSTIZIA IN UNA GIUSTIZIA PRECARIA

PRECARI ALLA GIUSTIZIA IN UNA GIUSTIZIA PRECARIA

Il P.I.N. già in passato ha cercato di dare voce a migliaia di persone, oggi impiegate part time nei tribunali italiani, che si sono ritrovate dal giorno alla notte, grazie al ministro Fornero, nella condizione, fino a non molto tempo fa sconosciuta, di “esodati”.

 

Una definizione azzeccata se non per il fatto che ha qualcosa di biblico che ricorda a molti malcapitati l’esistenza della Terra Promessa, sempre che riescano a sopravvivere per i prossimi quarant’anni!

 

Riassumendo per i lettori, le persone di cui parlo un tempo lavoravano in larga misura nel privato, poi, grazie ai trabocchetti del trio Napolitano – Monti – Fornero, si sono ritrovati senza lavoro, e lo Stato non ha saputo fare di meglio che illuderli su un impiego come personale amministrativo nella Giustizia.

 

Di più: li ha addirittura fatti partecipare a corsi specifici, costati alla collettività una valanga di milioni di Euro, pare 17, per poi dire loro che non erano abilitati a essere assunti!

Ciò non di meno, costoro risultano però abilitati a operare come precari, in modalità  part time, nei decadenti tribunali italiani. La paga, naturalmente, è da fame, ma queste persone non possono scegliere: con più di 55-60 anni di età è assai difficile trovare un posto in azienda privata, posto che, va ricordato, prima del gentile intervento dello Stato avevano, e che avrebbero abbandonato per andare in pensione dopo aver versato più di 40 anni di contributi!

 

Come se non bastasse, va detto che i tribunali rischiano il tracollo per mancanza di personale amministrativo assunto a tempo pieno e per le limitazioni sugli straordinari.

 

In questi giorni la CGIL ha cercato di sensibilizzare il Primo Ministro Renzi e il Ministro della Giustizia Orlano, spedendo loro una eloquente cartolina.

 

Il P.I.N. la gira ai suoi lettori, sostenendo la meritoria iniziativa.

 

 

Mattia Uboldi

F.V.G. – LE UTI SERVONO?

F.V.G. – LE UTI SERVONO?

Bella domanda, eh? Le Uti, ovvero l’unione di più comuni imposta dalla Regione FVG agli enti locali, servono?

 

Si dice che con queste nuove entità si ridurranno i costi, ma la domanda sorge spontanea: come?

 

Si, “come?”, visto che l’operazione prevede di unire tre quattro comuni per volta, mantenerne rispettivi sindaci e dirigenti, il tutto sovragovernato da dei commissari, ovvero dei sindaci dei sindaci, che mediamente costerebbero un centomila € l’anno a cranio.

 

Si vogliono unire i comuni? Va bene, ma di tre, quattro, se ne deve fare uno, con un solo capoluogo – il più grande tra i comuni fusi assieme -, con un solo sindaco, una sola giunta e tenendo in carica un numero di dirigenti pari agli uffici comunali, non uno di più!

 

Così avrebbe senso, ma come proposto dalla Serracchiani risulta funzionale solo per il controllo PD degli enti locali.

 

 

Mattia Uboldi

VIOLENZA SULLE DONNE: CI VOGLIONO CONDANNE SEVERE, E UN RITORNO ALL’ EDUCAZIONE E ALLA MORALE!

VIOLENZA SULLE DONNE: CI VOGLIONO CONDANNE SEVERE, E UN RITORNO ALL’ EDUCAZIONE E ALLA MORALE!

Il P.I.N. per una volta si allinea al Presidente della Camera Laura Boldrini che ieri, sull’emittente RTL 102,5, ha lanciato un appello agli uomini di schierarsi a difesa delle donne e condannare apertamente le violenze che su queste sempre più la cronaca richiama l’attenzione.

 

Di più, il P.I.N. non solo le condanna, ma reclama pene severissime per molestatori e violenti. Per gli assassini reclamerebbe la pena capitale, ma si accontenterebbe dei lavori forzati a vita, non a scopo rieducativo, ma a guisa di vero e proprio supplizio, fin che morte non sopraggiunga!

 

 

Di più: il P.I.N. dice che lo Stato deve porre mano all’educazione dei ragazzi, ritornando alla Morale tradizionale, quella che i politici odierni, Boldrini compresa, hanno abbandonato a favore di una presunta “modernità” che, è evidente, altri non è che un tramutarsi in barbarie!

 

Educazione severissima a scuola; combattere perversione di ogni ordine genere e grado; censura di tutti i programmi demenziali; punizione di quanti si comportano in modo sconveniente; reintroduzione del reato di atti osceni in luogo pubblico; punizione dei genitori che consentono ai figli comportamenti molesti per il prossimo, queste sono le uniche soluzioni per riportare l’ordine e il buon senso nella società!

 

Le parole non bastano, e lo Stato deve agire con la forza della Legge e della Morale!

 

 

Mattia Uboldi

STRAGE DI ANIMALI ALL’OASI DI SPINEA

STRAGE DI ANIMALI ALL’OASI DI SPINEA

Domenica scorsa, 22 maggio 2016, è stata segnata da una notizia a cui i media hanno dato poco risalto, ovvero la strage di tutti i poveri animali che venivano costuditi nell’oasi di Spinea.

 

Opera pare di veri e propri delinquenti e sadici: hanno squartato e torturato le povere bestiole.

 

Ora, per il P.I.N. non conta il numero delle bestiole uccise, seppur importante, ma l’atto in se: gli esseri umani hanno diritto di gestire la flora e la fauna, ma devono farlo con il dovuto rispetto della vita di ogni creatura; l’uomo non ha alcuna patente per infliggere sofferenze gratuite ad animali e piante!

 

Alla luce di ciò, il P.I.N. ritiene che per le violenze gratuite sugli animali si debba passare a una legislazione penale pesantissima: chi li tortura e uccide (il maltrattamento lo si farebbe rientrare in altro ambito) deve pagare con anni di galera e multe pari al 50% dei beni a lui riconducibili!

 

L’atto consumatosi domenica scorsa, poi, grida vendetta a Dio, e umanamente parlando – certo non a livello giuridico – lo scrivente sarebbe propenso a comminare un diluvio di legnate a chi si è macchiato di una simile barbarie.

 

Il P.I.N. si dichiara vicino ai volontari di “S.O.S. NATURA” che hanno visto a causa di tanta stupidità vanificati parte dei loro sforzi: ragazzi, non mollate!!!

 

Mattia Uboldi

 

 

 

 

CHI NON PAGA IL BIGLIETTO RESTI SENZA SERVIZI!

CHI NON PAGA IL BIGLIETTO RESTI SENZA SERVIZI!

Non passa sera che il noto TG satirico “Striscia la Notizia” non testimoni come, passata una certa latitudine dello stivale, sia pratica acquisita dai più non pagare i biglietti del trasporto pubblico, si parli di autobus, o treno, non fa differenza.

 

Il peggio è che questa pratica è tollerata dalle autorità, molto probabilmente perché anche tale situazione va ascritta sotto la voce “clientelismo”: chi chiude un occhio, a scapito della collettività, si becca i voti dei marpioni che fruiscono dell’indecente trattamento di favore, che non sono pochi.

 

Orbene, qui non si tratta di leghismo vecchia maniera, ma è uno stato di fatto che in meridione il malcostume sia sempre più diffuso – lo è a sua volta in settentrione, per inciso, ma in altre forme.

 

Ora, secondo il P.I.N., è da smetterla con il servizio pubblico svolto da partecipate comunali, sempre in rosso pure per questo tipo di mala gestione. Pertanto, o si costringe la gente, anche a legnate se serve, a pagare i servizi, o si lascia fallire le controllate del trasporto pubblico in attesa che subentrino privati che non possano accedere a sovvenzioni di stato, e che quindi siano costretti a far tornare i conti, magari facendo pagare il biglietto.

I concittadini del sud corrono il rischio di rimanere senza utenze? Chi se ne frega! Almeno così rifletteranno sull’importanza di rispettare le regole di civile convivenza, e, magari, gli onesti imporranno ai furbi di pagare.

 

Inoltre, specie sul trasporto su ruote, si conceda in medesime tratte più licenze, obbligatoriamente facenti capo a ditte non collegate, di modo si possa sviluppare un servizio di vera concorrenza.

 

Mattia Uboldi

 

 

UN NODO GORDIANO DI NOME BERTOLASO

UN NODO GORDIANO DI NOME BERTOLASO

In questi giorni lo schieramento di Centro-Destra sta dando uno spettacolo che ben gli si addice per quanto concerne le candidature a Roma: indecente!

E gli si addice proprio perché dietro alle amministrative di una città come la Capitale c’è un gran movimento di furbetti pronti a proseguire con lo sbranare la Cosa Pubblica senza tanti complimenti.

Questi loschi individui, va da se, sono l’ossatura dei partiti che sostengono i candidati, da qui i problemi.

 

Naturalmente, se Atene piange, Sparta non ride: il Centro-Sinistra a guida PD fa schifo uguale.

 

La verità è una sola, con buona pace del candidato Bertolaso, che per quello che riguarda il P.I.N. può annoverarsi tra le brave persone, o, almeno, tra le più pulite in un mondo di ladroni, ovvero che le amministrative nelle grandi città andrebbero abolite per dieci anni, e si dovrebbe procedere con la nomina di commissari come il Dott. Tronca, che più e più volte hanno già dimostrato di gestire i comuni ben meglio dei partiti!

 

 

Mattia Uboldi

LEGITTIMA DIFESA: SINISTRA E PD SI SCHIERANO CON I DELINQUENTI.

LEGITTIMA DIFESA: SINISTRA E PD SI SCHIERANO CON I DELINQUENTI.

Ieri, 10 marzo 2016, si è consumato l’ennesimo scempio contro i cittadini onesti che si vedono aggredire e derubare in casa dai mariuoli protetti dalla Sinistra.

 

Infatti, a fronte di una Proposta di Legge delle destre, comunque risibile, ma almeno in parte a favore dei cittadini onesti, il partito del Premier in primis prima l’ha annacquata per impedire a chiunque di difendersi, e, poi, ne ha rinviato l’esame sine die!

 

Palese, quindi, la connivenza delle Sinistre con rapinatori e assassini, e il P.I.N. si augura di cuore che questi reietti, assieme agli altri, rapinino, stuprino e uccidano un buon numero di sostenitori “senza se e senza ma” di questa posizione stupida e ideologica, tutta di matrice rossa!

 

Per quello che riguarda il P.I.N., dipendesse dai suoi vertici, la nuova Proposta di Legge sarebbe molto semplice:

<<Posto che, in caso di infrazione di proprietà pubblica o privata da parte di soggetti non autorizzati dai proprietari o dai responsabili delle medesime, e posto che la situazione sia riconducibile a un chiaro atto di violenza o rapina, il cittadino che ne stia per subire le conseguenze è autorizzato alla legittima difesa di se stesso e delle proprietà a lui riconducibili con ogni mezzo, e senza obbligo di limitazione della forza. Ciò premesso, a colui che si rende reo di aggressione o rapina non sono riconosciuti, né attenuanti, né diritti, ma solo una pena detentiva che va stabilita sulla base della gravità del reato commesso. In caso di decesso del delinquente per effetto della legittima difesa della vittima, quest’ultima non incorrerà in alcuna sanzione.>>

 

 

Mattia Uboldi

LEGGE SULLA FLAGRANZA DI REATO

LEGGE SULLA FLAGRANZA DI REATO

 

In questi giorni in cui il Parlamento di tutto si occupa, fuorché delle vere necessità del Paese, il P.I.N. avanza una semplice Proposta di Legge sulla Flagranza di Reato, che snellirebbe di molto i processi, garantirebbe sicurezza ai cittadini onesti e, soprattutto, a quelli più deboli e indifesi.

 

 

 

Non passa giorno, infatti, che i telegiornali non diano notizia di abusi su disabili, rapine a invalidi, violenze su donne, bambini e anziane con tanto di relativo filmato delle Forze dell’Ordine, in cui sono più che riconoscibili le bestie responsabili di tali barbarie.

 

 

 

Ebbene, Signori, il P.I.N. si chiede, in presenza della Flagranza di Reato, cosa ci sia da processare?

 

Per il P.I.N., l’unica cosa da fare in simili situazioni è semplicemente quella di comminare la pena.

 

 

 

Da qui una secca proposta: quanti sono colti in Flagranza di Reato devono essere subito tratti in arresto e portati a giudizio per direttissima; la Flagranza di Reato esclude qualsiasi attenuante di Legge, e qualsiasi normativa ipoteticamente correlata al reato commesso; con la Flagranza di Reato, esibite le prove raccolte, il Giudice ha il dovere di comminare il massimo della pena detentiva e di quella pecuniaria.

 

 

 

Questa è una delle proposte che il P.I.N. avanza a quanti lo seguono, e si ritiene sia di buon senso.

 

 

 

Mattia Uboldi.

 

CARCERI IN ABBANDONO

CARCERI IN ABBANDONO

L’evasione da film di questi giorni di due rumeni pericolosissimi dal carcere di Rebibbia dovrebbe far aprire gli occhi sulla reale situazione del Paese.

 

Una cosa simile è stata possibile perché la Polizia Penitenziaria è sotto organico, e perché lo Stato non ha intenzione di riformare il sistema carcerario.

D’altro canto cosa ci si può aspettare da un Paese la cui Magistratura e le leggi perseguono quanti sparano ai delinquenti che gli entrano in casa minacciando la loro sacrosanta sicurezza, e lasciano a piede libero fior fior di assassini?!

 

Il sistema carcerario va riformato profondamente, passando dalla consapevolezza che i delinquenti devono essere trattati come una fonte di guadagno per la Nazione.

Una fonte di guadagno che necessariamente deve passare per i lavori forzati.

 

Il P.I.N. valuta il lavoro coatto sotto più aspetti:

1)     Quello punitivo: la sua durezza e faticosità dovranno essere proporzionate alla pena comminata;

2)     Quello economico: dal lavoro carcerario dovrà scaturire un utile tale da coprire le spese di mantenimento delle carceri e della Polizia Penitenziaria, e ciò come minimo;

3)     Quello sociale: i lavori forzati devono comunque dare la possibilità ai carcerati di specializzarsi professionalmente, in preparazione a una reintroduzione in società una volta estinta la condanna;

4)     Quello di salvaguardia del patrimonio immobiliare dello Stato: in primis, i carcerati dovrebbero essere destinati a manovalanza per la ristrutturazione e il recupero delle carceri in uso e di quelle dismesse, e, successivamente, per il mantenimento dei beni immobili dello Stato.

 

Non si capisce cosa ci voglia a semplificare con un colpo di spugna una selva di leggi che impediscono di far tornare al ruolo naturale il sistema penitenziario, ovvero la deterrenza a delinquere per mezzo della certezza di una dura pena.

Quello che si capisce è che un simile obbiettivo non è nell’agenda del Governo Renzi, come in quella di nessun governo che lo ha preceduto da quarant’anni a ‘sta parte!

 

Mattia Uboldi

 

 

LICENZIARE I FANNULLONI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E’ UN ATTO DI CIVILTA’!

LICENZIARE I FANNULLONI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E’ UN ATTO DI CIVILTA’!

 

Il Governo Renzi ha proposto che i “furbetti del cartellino” della Pubblica Amministrazione siano licenziati entro 48 ore.

 

 

 

Proposta sacrosanta, e, va detto, era ora che un Governo ponesse al centro della discussione una simile eventualità.

 

 

 

Bisogna anche precisare che all’estero, Burundi compreso, un pubblico dipendente assenteista o fannullone viene licenziato in men che non si dica, e solo in Italia i furbastri, tutt’ altro che lavoratori, fino ad oggi sono stati protetti da un sistema corrotto e, peggio ancora, dal Sindacato, che di chi compie veramente il proprio dovere, e solo per costoro, dovrebbe essere il paladino.

 

 

 

Tuttavia, quel che preoccupa sono le tempistiche che si sta studiando per porre in atto la proposta, con tanto di ipotesi di metterci in mezzo la Magistratura, così i posti dei mariuoli potranno essere più che garantiti.

 

 

 

No! Niente giri! Il da farsi è semplice: 1) Chi viene pescato a timbrare e non presenziare a lavoro va licenziato seduta stante, con tanto di pena pecuniaria di € 25.000,00; 2) Chi fa male il proprio dovere, può ricevere lo stesso trattamento del comparto privato: al terzo richiamo a casa!

 

 

 

Mattia Uboldi

 

 

 

FONDI EUROPEI PER IL TIROCINIO E LA CREAZIONE DI NUOVI POSTI DI LAVORO: RAPINATI DAI SOLITI NOTI!

FONDI EUROPEI PER IL TIROCINIO E LA CREAZIONE DI NUOVI POSTI DI LAVORO: RAPINATI DAI SOLITI NOTI!

Da qualche tempo il TG satirico “Striscia la Notizia” – ma è mai possibile che in Italia del disagio dei più deboli se ne occupi solo la satira? – sta seguendo la truffa di stato dei fondi europei destinati alla creazione di posti di lavoro per i giovani.

 

Nobile intenzione, che in Italia si è tradotta nella solita spartizione vorace, operata a scapito dei più deboli: quei soldi sono stati impegnati per finanziare corsi di formazione– portati avanti da cooperative e ben conosciuti liberi professionisti politicizzati -, e sgravi fiscali per aziende che “formano” tirocinanti, che allo scadere del periodo di tirocinio non sono obbligate ad assumere!

 

Un sistema mafioso che parte dal Governo stesso, che distribuisce prebende ai propri sodali, e lascia nella fame quanti sarebbero i veri beneficiari dell’iniziativa europea. Una vergogna che, nonostante la denuncia televisiva, come al solito non sortirà alcun effetto: nessuno pagherà dazio per questo furto legalizzato!

 

Secondo il P.I.N. questi fondi, molto opportuni, andrebbero usati in modo semplice e assai diverso: 1) Niente corsi che ingrassano cooperative, sindacati e liberi professionisti immanicati con la politica; 2) Sgravi contributivi consistenti e permanenti per le aziende che formano e assumono a tempo indeterminato tirocinanti – tale benefit contributivo si estenderebbe a tutti gli assunti nel periodo di validità della Legge relativa, e verrebbe automaticamente revocato in caso di licenziamento di qualsiasi altro addetto operante in un azienda che ne fruisca; 3) Preparazione di un fondo, ottenuto tagliando dagli sprechi di stato, atto alla continuazione tale politica anche oltre i limiti temporali dell’attuale norma europea.

 

Possibile che un simile meccanismo, semplice, chiaro e immediatamente applicabile non sia applicabile in Italia?

 

 

Mattia Uboldi

OBAMA AMMETTE: “OGGETTIVO PERICOLO PROVIENE DALLE COMUNITA’ ISLAMICHE”

OBAMA AMMETTE: “OGGETTIVO PERICOLO PROVIENE DALLE COMUNITA’ ISLAMICHE”

Ci è voluta l’ennesima strage, quella di “San Bernardino”, per far dire al Presidente degli Stati Uniti, seppur con mille distinguo, quello che il P.I.N. predica da mesi: “dalle comunità islamiche presenti in Occidente promana un oggettivo pericolo”!

 

Non c’è che da rallegrarsi che si cominci a indicare il male da estirpare per quello che è: un mix di odio culturale e religioso insito in una parte molto consistente dei mussulmani emigrati in Europa e negli Stati Uniti.

 

Il primo passo, con stupido ritardo, è fatto, ovvero inquadrare da dove proviene la minaccia più prossima.

Orbene, con la sua flebile voce, il P.I.N. suggerisce anche la soluzione: 1) Stoppare immediatamente l’accoglienza dei clandestini, respingendoli a casa loro; 2) Costringere le comunità islamiche occidentali a isolare e denunciare quanti in queste predicano e covano contro le nazioni che le ospitano, pena la loro espulsione per intero; 3) Avviare immediatamente un vero piano di sviluppo agricolo, industriale e commerciale per il sud del mondo, anche a scapito delle multinazionali a cui lo stesso Obama è legato a doppio filo; 4) Favorire il rientro ai propri paesi d’origine degli immigrati per mezzo di una politica di incentivo economico, che comporti piani di sviluppo concreti gestiti proprio da chi decide di tornare al paese natale.

 

Infine, speriamo che tanta “illuminazione” giunga anche nella testolina del Presidente del Consiglio Renzi e del suo Governo.

 

Mattia Uboldi.

 

 

TROPPE PAGHETTE E PENSIONCINE PER I SINDACALISTI

TROPPE PAGHETTE E PENSIONCINE PER I SINDACALISTI

Il P.I.N. in tutta sincerità sopporta ben poco gli attuali sindacati, perché di tutto si occupano, fuorché di lavoro.

 

Complesse macchine mangia soldi, dispensatrici di lauti emolumenti e doppie o triple immeritate pensioni, che gravano sui lavoratori e sull’intera collettività: decine di milioni di Euro gli vengono passati dal Governo per le rispettive attività.

Grazie al loro peso politico, i dirigenti di queste realtà, divenute a parere del P.I.N. oscene, negli anni si sono ritagliati privilegi pensionistici e paghe doppie o triple, addirittura cumulabili, ma soprattutto spropositate, alla faccia dei lavoratori di cui pretendono ancora di prendere le parti!

 

I Sindacati vanno riformati completamente!

 

Mattia Uboldi

 

 

PENE SEMPLICI, SEVERE E CERTE PER REATI DI CORRUZIONE, CONCUSSIONE E ABUSO D’UFFICIO!

PENE SEMPLICI, SEVERE E CERTE PER REATI DI CORRUZIONE, CONCUSSIONE E ABUSO D’UFFICIO!

Tra “dame nere” e presidenti della ferrovie colti con le mani nel sacco, proprio non si riesce a capire come l’Italia possa salvarsi da una tale orda di parassiti famelici!

 

Il bello è che, grazie alle lentezze della Giustizia, e dei magistrati che la amministrano, quasi certamente questi “signori” la faranno franca!

 

Il P.I.N., al fine di aiutare i “poveri” magistrati a districarsi nella selva di norme che impedisce loro di condannare i mariuoli, propone quindi:

1)     Azzeramento di tutte le norme in materia;

2)     Sostituzione delle medesime da un’unica Legge: a chiunque sia colto in flagranza di reato, o venga dimostrato a suo carico – con prove concrete e documentali - l’addebito di corruzione, concussione o abuso d’ufficio, saranno comminati anni 25 di lavori forzati, oltre al sequestro di tutti i suoi beni e di quelli dei parenti più prossimi che non siano giustificabili dal loro reddito; non sono previste attenuanti, ma solo aggravanti: in caso l’imputato non faccia i nomi di chi sa essere coinvolto nei fatti di cui si trova a rispondere, o ometta di raccontare circostanze a questi attinenti a lui note, gli verranno comminati 5 anni ulteriori in aggiunta alla pena per ogni omissione commessa.

3)     In presenza di intercettazioni e filmati audio-video che comprovano la colpevolezza dell’imputato, il processo deve ridursi a ore 1 per la semplice lettura della condanna di cui al punto “1”

 

Il P.I.N. ritiene che l’approccio normativo appena proposto sia percorribile, basta esservi la necessaria volontà politica.

 

Mattia Uboldi

 

 

E AGLI INDIGENTI DI CITTADINANZA ITALIANA CHI CI PENSA?

E AGLI INDIGENTI DI CITTADINANZA ITALIANA CHI CI PENSA?

In Italia si da un tetto, spesso in albergo, a clandestini che non dovrebbero godere di alcun diritto. A costoro, per “ragioni umanitarie” non si fa mancare nulla: vengono forniti di abiti, cibo, bevande e TV!

Passi pure tutto ciò: in certe ottiche distorte, la cosa può anche starci.

 

Tuttavia, definire scandaloso il fatto che lo Stato non offra soluzioni a cittadini italiani, che magari per malattia o vecchiaia hanno perso tutto, e si ritrovano a dover abitare sulla panchina di un parco, è un eufemismo!!!

Costoro non sono forse esseri umani da aiutare? Non dovrebbero forse essere tutelati dalla Costituzione Italiana in virtù di vantare la cittadinanza repubblicana?

Con amarezza, sembrerebbe che la risposta a questi quesiti sia “no”!

 

Ebbene, il P.I.N., propone una soluzione di lungo periodo al Governo: agli italiani indigenti si offra un tetto nelle strutture statali inutilizzate; siano organizzati in squadre di lavoro (molti di loro hanno esperienza lavorativa specializzata) e si dia loro possibilità di ristrutturare quegli stabili danneggiati, il tutto sotto la supervisione di tecnici del Genio Militare e dei tecnici comunali competenti (niente appalti farlocchi, ma sfruttare già chi è stipendiato per fare calcoli strutturali!!!); si dia loro la possibilità di accedere e coltivare appezzamenti di proprietà dello Stato, e quindi di commerciare entro certi limiti di mercato i frutti che ne deriverebbero.

 

Il modello proposto - sembrerà incredibile per molti nostri critici – è quello dei kochoz e dei sovkoz di sovietica memoria, con la differenza che non risulterebbero un alternativa di mercato, ma solo una forma di assistenza sociale e sanitaria che possa almeno in parte autosostenersi.

 

A grandi linee i risultati sarebbero questi: 1) il recupero e valorizzazione di proprietà dello Stato che ad oggi sono nel più completo decadimento; 2) una valorizzazione sociale per quanti siano stati annientati da mercato e società, ma non annullati a livello umano e professionale; 3) si darebbe un rifugio certo e un interazione sociale a chi è solo e soffre di gravi malattie; 4) si darebbe un senso al termine “cittadinanza”.

 

Quanto accennato, naturalmente, è perfettibile ed esposto a grandi linee, ma rientra nel ramo politico oramai desueto e dimenticato, noto con la definizione “politica sociale”.

 

 

Mattia Uboldi

LAVORO IN CAMBIO DI SGRAVI FISCALI

LAVORO IN CAMBIO DI SGRAVI FISCALI

Qui si parla di unioni civili, diritti gay, “accoglienza” ai migranti e via, via ciarlando amenità come queste, che nulla aggiungono a un concreto contributo nella società e, di certo, non contribuiscono affatto a risolvere i problemi effettivi della gente comune.

 

Grazie a quella gran cima dell’ ex Ministro Fornero, tanto per dirne una, è stata “generata” quella specie di non lavoratore rispondente alla voce “esodato”!

 

Non bastante questa grave diseguaglianza sociale, nulla si è fatto per fare in modo che i più giovani di trent’anni riescano a trovare un impiego, non si dice stabile, ma uno straccio di impiego!

 

Bene, sarebbe da dire che lo Stato, prima di impegnare fondi per le cretinerie citate all’inizio di questo pezzo, innanzi tutto dovrebbe doverosamente rispondere a esigenze fondamentali, quali lavoro, assistenza sanitaria e tutela della persona.

 

A tal proposito il P.I.N. invita il Governo a fare una scelta coraggiosa: operare uno sgravio contributivo crescente per ogni ditta che assuma personale di fasce d’età mista. Si faccia un esempio: se un  datore di lavoro assume un venticinquenne otterrà il 10% di sgravio sui relativi contributi in busta paga; se assume uno di venticinque anni, e ne ha un altro di trentasette, avrà diritto a uno sgravio del 15% sui relativi contributi di entrambi; qualora il datore di lavoro, oltre a persone appartenenti alle due precedenti fasce di età, riuscisse ad assumere anche un cinquantacinquenne, otterrebbe uno sgravio sui contributi del 25% per tutti e tre i soggetti ipotizzati.

 

Si otterrebbero in questo modo: più buste paga; quindi più mercato; e va da se più imprese.

 

Al lettore la proposta qui avanzata pare per caso irrealizzabile?

 

Lo sarà solo se si continuerà ad assumere inutili statali, come con “La Buona Scuola”, o a finanziare iniziative pro gay, amenità “gender” e altre cose, di cui sentono un disperato bisogno solo gli attuali governanti e pochi altri appartenenti a nicchie di cui lo Stato non dovrebbe sapere neppure cosa farsene!

 

 

Mattia Uboldi

VIA LE TASSE DALLA PRIMA CASA? CERTO, VA BENE, BASTA CHE NON NE SIANO AGGIUNTE ALTRE!

VIA LE TASSE DALLA PRIMA CASA? CERTO, VA BENE, BASTA CHE NON NE SIANO AGGIUNTE ALTRE!

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, un paio di giorni fa ormai, ha avanzato una proposta che  da un lato sa di déjà vu (ma non era un altro che il PD accusava di dire boiate per “favorire i ricchi"?), dall’altro ha quasi il sapore di un senso di giustizia che è stato ritrovato anche a Sinistra.

 

Ebbene, il P.I.N. è favorevolissimo a questa prospettiva, anche perché tassare la prima casa è un crimine inaudito: non si tratta di un di più, ma del frutto e del desiderio pagato dal duro lavoro di chiunque, contadino, operaio, o imprenditore che sia!

 

Va da se che la proposta risulterà bene accetta ad una sola condizione: non devono esserci aumenti di imposte di nessun ordine e grado, né prima, né dopo, né durante lo studio dell’apposita ed eventuale Legge destinata a ridare un po’ di fiato (troppo poco, purtroppo) all’asfittica economia nostrana!

 

 

Mattia Uboldi  

LA CRISI GRECA: PRIMA CREPA DI UN SISTEMA FALLACE.

LA CRISI GRECA: PRIMA CREPA DI UN SISTEMA FALLACE.

La crisi che l’Europa sta vivendo oggi con la Grecia - domani con altri – è, comunque vadano le cose, il segnale inequivocabile che l’ Euro e l’Europa, hanno in ogni caso fallito.

 

Dal momento in cui si è partiti a “unificare” dalla moneta, ma non a livello di istituzioni rappresentative e normative, lasciando addirittura liberi i mercati finanziari di accedere ai debiti sovrani, si son poste le basi per cui i giochi non siano più pilotati dalle cancellerie, ma da soggetti privati legati alle borse, che non hanno di certo a cuore il governo delle nazioni, ma, giustamente, il proprio tornaconto.

 

La soluzione del problema, pertanto, non risiede nel salvare o meno Atene da una banca rotta, ma nel riformare l’Unione Europea affiche si doti di un unico Parlamento, di un unico Primo Ministro, di un unico Presidente, di un sistema legislativo uguale per tutti i suoi membri aderenti, di un solo sistema di tassazione, di un esercito comune e, va da se, di una politica monetaria e di federazione dei debiti sovrani che sia sotto il controllo e la gestione di un solo ente preposto.

 

In soldoni: o L’ Unione Europea diventa sul serio tale, oppure, meglio che ognuno vada per la propria strada.

 

A riprova del concetto appena espresso, sia chiaro che la crisi greca risulterà essere solo la prima di una lunga serie.

 

Mattia Uboldi.

LA BUONA SCUOLA NON E' ASSUMERE 100.000 INSEGNANTI!

LA BUONA SCUOLA NON E' ASSUMERE 100.000 INSEGNANTI!

Non si capisce per quale ragione, al fine di riformare la scuola, si debba assumere 100.000 insegnanti a cui non si sa neppure cosa far fare!

 

Un' assunzione di massa che non tiene conto neppure del Bilancio dello Stato e fa scempio di concorsi e graduatorie del passato. E' brutto da dire, ma si è certi che questi insegnanti, ammesso e non concesso che servano, l'Italia possa permetterseli?

 

Costoro, anche facendo bene il proprio dovere - cosa di cui il P.I.N. francamente dubita - in questo momento risulterebbero l'ennesima tegola a scapito delle casse dello Stato.

 

Inoltre, nel testo di riforma presentato, essendo il loro numero quattro volte superiore al normale ricambio dei quadri scolastici, si trova traccia in merito a cosa si sia deciso di fargli fare? Naturalmente no!

 

La domanda, quindi, sorge spontanea: a quando il rapporto 1 a 1 tra alunni e insegnanti?

 

Da qui la proposta del P.I.N.: riformare pure la scuola, magari dando un occhio alla vecchia Riforma "Gentile" e non assumere i precari di quel comparto.

 

Mattia Uboldi.

SPAZIO AL PENSIERO.

SPAZIO AL PENSIERO.

Tra gli obbiettivi che il Partito si pone, vi è quello sacrosanto di dare voce a quanti con cognizione di causa vogliano contribuire con riflessioni utili alla ricerca di soluzioni per i problemi del Paese.

 

Pertanto, il P.I.N. ha il piacere di informare che ultimamente, come già notato dai lettori, ha preso a dare spazio ai pezzi del giornalista Paolo Comastri.

 

Oltre a essere una nota penna del mondo dei motori, Comastri ha prestato e presta la sua competente opera quale analista politico – militare, cosa  che lo ha portato tra l’altro a una stretta e prestigiosa cooperazione con l’Esercito Italiano  in zone di operazioni molto calde.

 

Il P.I.N. ha il piacere di dare rilievo a scritti e opinioni di tale figura di spicco, senza vincoli, anche laddove gli stessi non dovessero coincidere con la linea del Partito, nel qual caso la cosa sarà certamente segnalata, ma senza censure.

 

Mattia Uboldi.

LA PROPOSTA DI LEGGE ELETTORALE DEL P.I.N.

LA PROPOSTA DI LEGGE ELETTORALE DEL P.I.N.

In questi giorni i media non hanno altro da raccontare a livello politico che dell’ “Italicum”, l’aborto legislativo frutto del “Patto del Nazzareno”.

Il P.I.N. lo definisce “aborto” perché concepito sulla base per la quale i partiti riusciranno a pilotare il voto: il cittadino non sceglierà chi merita essere eletto, ma chi converrà alle diverse segreterie di partito.

In poche parole, preservazione della casta, e il bello che vien propinata con le scuse più fantasiose, sia in campo etico, che di diritto.

Tuttavia, non essendo la Legge Elettorale il reale problema del Paese, la approvino e “buona notte al secchio”, così non avranno ulteriori scuse per affrontare i temi economici, sociali e dell’immigrazione!

 

Ciò premesso, per il P.I.N la Legge Elettorale deve:

 

  • Essere proporzionale con premio di maggioranza minimo (50% + 1 dei seggi in ogni camera) per il partito che prende più voti;

 

  • Voto di preferenza del Candidato che, di contro, dovrà sottostare a un preciso vincolo di mandato: se cambia partito, decade;

 

 

  • Il Senato resta elettivo e si occuperà solo delle leggi legate alle realtà locali; i senatori non saranno persone provenienti dai consigli regionali: che ognuno faccia il suo ruolo; chi ha troppi incarichi, solitamente non ne fa bene neppure mezzo!

 

  • L’onorario di tutti i parlamentari va rivisto al ribasso… ma questo è un altro discorso.

 

 

Ecco, per il P.I.N. le basi di una buona Legge Elettorale sarebbero queste.

 

 

Mattia Uboldi

 

 

EQUITALIA VA CHIUSA E I FUNZIONARI CHE SBAGLIANO DEVONO PAGARE DI TASCA!

EQUITALIA VA CHIUSA E I FUNZIONARI CHE SBAGLIANO DEVONO PAGARE DI TASCA!

Solo l’Italia ha l’ardire di moltiplicare enti e soggetti per la riscossione delle tasse e per la verifica di eventuali illeciti, creando di fatto doppioni e sovrapposizioni di competenze che, oltre a procurare disagio e disservizi per il contribuente, moltiplicano i costi in maniera spropositata.

Non dovrebbe esistere un azienda parastatale come “Equitalia” per la riscossione dei tributi! Questa competenza è da secoli materia esclusiva dello Stato e tale deve tornare ad essere anche in Italia! D’altro canto, quanto fa “Equitalia” lo può fare esclusivamente l’ Agenzia delle Entrate.

 

Però, non pago, il sistema corrotto della Nazione ha partorito l’aberrazione giuridica che introduce la presunzione di colpevolezza a carico dei contribuenti, i quali hanno l’obbligo di produrre la prova della loro innocenza qualora gli venga contestato qualcosa dai boiardi irresponsabili di “Equitalia” e dell’ Ufficio delle Entrate.

 

Non bastando, se predetti boiardi sbagliano e avviano procedimenti ingiusti e vessatori a carico del cittadino - che spesso perdono in punta di diritto per manifesta loro incompetenza -, comunque finiscono per non pagare dazio, mentre il malcapitato che è incorso sotto le loro prepotenti grinfie è tenuto addirittura, pur avendo ragione, a pagare le spese processuali oltre alle sue, e ciò in base al principio di Legge per cui un ente pubblico che perde una causa in ogni caso non è tenuto a pagarne i costi!

 

Ebbene, il P.I.N. ha la seguente P.d.L. da portare avanti un giorno, se mai ne avrà l’occasione:

 

  • “Equitalia” va chiusa per decreto e i suoi dipendenti licenziati in blocco (ciò perché tali signori si sono dimostrati incompetenti, prepotenti e insensibili verso la povera gente e per loro il P.I.N. non prova e proverà alcuna pietà! – Su questo punto non si discute!)

 

  • Le tasse e le verifiche fiscali devono tornare materia esclusiva dell’ Ufficio delle Entrate e della Guardia di Finanza.

 

 

  • Anche in materia fiscale dovrà essere introdotto il principio della Presunzione di Innocenza.

 

  • Il funzionario che sbaglia e intenta ingiustamente un procedimento che in punta di diritto non avrebbe dovuto avere luogo, deve essere ritenuto responsabile del risultato negativo ottenuto, oltre che del disturbo arrecato al cittadino che ha di fatto vessato. A fronte di ciò, detto funzionario deve pagare di tasca propria le spese processuali, i costi sostenuti dal soggetto perseguito, con l’aggiunta di un’ammenda a favore di quest’ultimo pari al 50 % dell’ importo della multa che ingiustamente si è cercato di attribuirgli.

 

Mattia Uboldi.

 

 

  

 

 

VITALIZZI E PENSIONI D’ORO VANNO TOLTI!

VITALIZZI E PENSIONI D’ORO VANNO TOLTI!

Il P.I.N., considerando che vitalizzi esagerati e pensioni d’oro sono il frutto di voti parlamentari anticostituzionali, in quanto palesemente contrari all’interesse della Nazione, qualora un giorno dovesse conquistare il potere, proporrebbe una Legge in quattro semplici punti:

 

  • I vitalizzi e le pensioni d’oro già acquisiti devono essere uniformati tutti a un massimo di € 2.000,00.

 

  • I vitalizzi delle più alte cariche istituzionali del futuro vanno abrogati.

 

 

  • Chi ricopre cariche istituzionali non potrà avere pensioni superiori a un tetto di € 5.000,00 e le medesime non potranno essere cumulate con altre fonti di reddito. Un politico, comunque, avrà diritto alla pensione solo negli stessi tempi previsti per i lavoratori dell’odierno comparto privato.

 

  • Chi ricopre cariche istituzionali, e si è reso reo di aver procurato danno alla Cosa Pubblica, perde qualsiasi diritto alla relativa pensione.

 

Mattia Uboldi

 

 

  

 

PENSIONI D’ORO E VITALIZI: LICENZA DI FURTO ACQUISITA!

PENSIONI D’ORO E VITALIZI: LICENZA DI FURTO ACQUISITA!

Le pensioni e i vitalizi di manager pubblici, politici, giudici  - è inutile girarci a torno - sono un furto bello e buono nei confronti del Popolo!

 

Sono spropositate, cumulabili, addirittura acquisibili di padre in figlio, di generazione in generazione, amen!

 

Nel momento in cui qualcuno li vorrebbe posti in discussione la risposta è sempre la stessa: sono “diritti acquisiti”!

Ma “acquisiti” come? Forse votando leggi e normative ad hoc per autofavorirsi, o ci si sbaglia?

Ma certo che le cose stanno così e non vi sono balle che tengano! Senza contare che, poi, questi “diritti” sarebbero stati “acquisiti” dai loro beneficiari per cosa? Forse aver mandato a ramengo lo Stato?

 

In qualsiasi paese civile, un manager o un politico che cagionassero danno all’azienda o allo stato che avrebbero dovuto tutelare, oltre che essere mandati a casa a calci nel sedere, finirebbero per pagare i danni, non come accade in Italia!!!

 

Ebbene, avendone mai la possibilità politica, il P.I.N.  i tanto vituperati “diritti acquisiti” di lor signori intenderebbe toglierli in blocco per introdurre  anche per le più alte cariche dello Stato una pensione massima mensile di € 5.000,00 (e son già tanti), non cumulabile ad altre fonti di reddito.

 

Qualora, poi, dovesse mettersi di mezzo la Corte Costituzionale, o qualche TAR sconosciuto, il P.I.N. intenderebbe procedere in modo tale da prendere seri provvedimenti nei confronti di quei magistrati che volessero cercare di danneggiare l’interesse del Popolo, sollevandoli seduta stante dal proprio ruolo.

 

Che tutto ciò sia solo un sogno può darsi, ma dai sogni sono nate le più solide delle realtà.

 

Mattia Uboldi.

 

I PESSIMI PAGATORI SONO UNA PIAGA PER COMMERCIO, EDILIZIA E ARTIGIANATO.

I PESSIMI PAGATORI SONO UNA PIAGA PER COMMERCIO, EDILIZIA E ARTIGIANATO.

Uno dei fattori chiave che stanno affossando l’economia italiana è costituito da quanti nel commercio, nell’edilizia e nell’artigianato elevano a sistema il mancato pagamento delle commesse di cui hanno beneficiato.

Complice l’estrema lentezza del sistema giudiziario nel far ottenere il dovuto a chi ha lavorato e non viene pagato da qualche furbo committente, che di contro può godere di una selva di leggi e leggiucole che gli consentono di procrastinare quasi senza limite i termini del saldo.

Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: migliaia di aziende sane hanno chiuso i battenti per mancata giustizia, mentre i furbi l’hanno fatta franca. E poi qualcuno osa dire che “il crimine non paga”!

 

Orbene, per il P.I.N. si devono prendere soluzioni drastiche, pratiche e di effetto immediato.

Al fine di evitare quanto sopra, prima di tutto l’incombenza di dirimere le questioni legate ai mancati pagamenti inferiori ai 100.000,00 € - anche quelli che coinvolgono committenti privi di partita I.V.A. - va tolta di mano dalla magistratura e traferita direttamente alla Guardia di Finanza, la quale dovrà vagliare la questione seguendo un semplice vademecum di indirizzo:

 

1) Ogni commessa commerciale senza eccezione deve essere codificata in contratti con scrittura privata predefiniti.

 

2) Se il mancato pagamento non è giustificato da contestazione formale indicata in fattura, o per mezzo raccomandata entro e non oltre i 30gg lavorativi dal ricevimento della stessa, la locale Stazione della G.d.F. ha facoltà di disporre l’immediata chiusura dell’attività del soggetto insolvente e l’immediato sequestro di tutti i beni a questo collegati. Il tutto valevole fino ad avvenuto pagamento.

 

3) Nel caso la contestazione del pagamento da parte del committente non rientri nei contratti stipulati a monte, il saldo dovrà essere comunque versato, pena l’applicazione del punto “1”.

 

4) In caso di contestazione illegittima di merci, la G.d.F. può imporre l’applicazione del punto “1” o la restituzione delle merci a carico del committente.

 

5) In caso di contestazione legittima di merci, la G.d.F impone la restituzione delle medesime, ma con spese a carico del fornitore.

  

6) Nel caso di sevizi palesemente mal eseguiti, la G.d.F. ha facoltà di sanzionare i soggetti che ne sono responsabili alla stessa stregua del punto “1”, e ciò fino a quando il danno non sarà compensato da un azione riparatoria concordata tra le parti.

 

7) Nel caso il committente in mora per mancato pagamento non sia in possesso formale di beni, il medesimo sarà trattenuto in carcere fino ad avvenuto saldo, sempre che il creditore non abbuoni il suo debito. Tale modalità è valida anche per la casistica inversa e speculare.

 

8) La G. d. F. ha facoltà di consigliare le parti a un rapido accordo prima di applicare i punti dall’ “1” al “7”.

 

Procedendo in questo modo, il P.I.N. intende reintrodurre l’importante etica del buon pagatore nel mondo del commercio, dell’edilizia e dell’artigianato e, non ultimo, sgravare il comparto del processo civile da migliaia di cause che oggettivamente sono di facile ed immediata risoluzione.

 

Mattia Uboldi.

 

 

 

 

 

VINCOLO DI MANDATO PER I PARLAMENTARI? NORMA DA INTRODURRE IMMEDIATAMENTE!

VINCOLO DI MANDATO PER I PARLAMENTARI? NORMA DA INTRODURRE IMMEDIATAMENTE!

E’ almeno un decennio, se non di più, che le diverse forze politiche continuano a stracciarsi le vesti e a “sudare” al solo scopo di scervellarsi per “capire” come fare a garantire un’adeguata governabilità del Pese, per mezzo di governi che riescano nell’impresa di rimanere in carica per tutto il tempo del proprio mandato.

Di rimando le medesime forze politiche hanno preso  ad “accapigliarsi” sul tema della Legge Elettorale, grande panacea a detta loro del grosso problema di cui sopra.

 

Eppure, di leggi elettorali ce ne sono state - oggi è quasi in dirittura d’arrivo il tanto blasonato “Italicum” - e, ciò nonostante, i governi hanno continuato a cascare come zanzare colpite dai fumi letali dell’arsenale “Bayer”! Come mai tutto ciò?

 

Il P.I.N. un sospetto ce lo avrebbe: non è, per caso, che il problema risieda nella disinvoltura con cui i vari parlamentari sono propensi a cambiare partito alla stessa stregua del cambio della biancheria intima? Il P.I.N. riterrebbe tale “sospetto” sia tutt’altro che infondato, a dire che “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”!

 

Da qui una proposta poi non così peregrina, che andrebbe naturalmente affrontata contemporaneamente con l’introduzione di un modello elettorale proporzionale secco, con premio di maggioranza minimo alla singola lista, con liste bloccate, ma con voto di preferenza per la scelta dei parlamentari (verrebbe eletto chi prenderebbe più voti, quindi): variazione della Costituzione che preveda il vincolo di mandato del singolo parlamentare.

 

Questa Legge dovrebbe essere molto chiara in merito ai seguenti punti:

  • Il parlamentare che non si troverà in linea con il suo partito avrà la possibilità di votare contro ai provvedimenti da questo sostenuti e, quindi, attendere la reazione della sua segreteria di riferimento, la quale potrà decidere di farlo decadere dal suo ruolo di parlamentare, sapendo che però non potrà sostituirlo con alcuno (il partito di riferimento si troverebbe semplicemente con un rappresentante in meno).

 

  • Il parlamentare che non desidererà rimanere nello schieramento con cui è stato eletto potrà solo dare le dimissioni e non fare più parte del Parlamento.

 

  • I parlamentari che presenteranno le proprie dimissioni per qualsivoglia motivo sarebbero sostituiti dal primo dei non eletti del medesimo colore politico.

 

Cominciando a porre fine alle compravendite di deputati e senatori, si stia sicuri che qualsiasi legge elettorale finirà per funzionare.

 

Mattia Uboldi.     

 

LEGGE SUL CONFLITTO DI INTERESSE

LEGGE SUL CONFLITTO DI INTERESSE

 

L’ Italia per ripartire ha assolutamente bisogno di una Legge sul Conflitto di Interesse. Norma che non dovrà trarre spunto da specifici casi rientranti nell’interesse di questa o quella fazione politica.

Il Paese, purtroppo, soffre di una corruzione dilagante e di un mal costume gestionale che interessa l’intero settore pubblico, e ciò a prescindere. Quindi, è da questa consapevolezza che va introdotta un nuovo riferimento costituzionale che affronti la questione in maniera semplice e netta, senza troppi distinguo, e che finisca per vincolare chiunque voglia assumersi la responsabilità della Cosa Pubblica.

 

Il P.I.N. ha le idee ben chiare sui punti cardine di un simile provvedimento:

  • Chiunque potrebbe proporsi alla guida del Paese, fatto eccezione per i condannati in via definitiva a livello penale ed esclusi magistrati e militari in servizio (essendo questi parte di due dei tre poteri dello Stato, il P.I.N. considera la figura del Magistrato e del Militare non assimilabili alla vita politica) che siano imprenditori o meno. In caso di imprenditori, non si farebbe alcuna distinzione sulla base del tipo di impresa condotta.
  • L’imprenditore che si impegnasse in politica, una volta eletto dovrebbe scegliere se affidare la sua azienda alla gestione dello Stato o a quella di un famigliare.
  • Alla fine di ogni anno, oltre al calcolo della Corte dei Conti, verrebbe nominata una commissione indipendente – i suoi membri sarebbero estratti da una lista di professionisti nazionale - per un ricalcolo pubblico dei conti dello Stato.
  • Stabilito se la gestione annua della Cosa Pubblica si sia chiusa in guadagno, pareggio o perdita, nella terza ipotesi, in riferimento al Governo e al Parlamento, si procederebbe con la confisca dei beni aziendali e della paga parlamentare di tutti i membri della Maggioranza per un valore percentuale pari alla perdita subita dallo Stato. In merito all’Opposizione la percentuale della confisca sarebbe pari alla metà di quella subita dai colleghi di Maggioranza.
  • Lo stesso principio andrebbe applicato a tutte le pubbliche amministrazioni, aziende di Stato, controllate di Stato e cooperative.
  • Per quello che riguarda gli enti pubblici, il principio verrebbe applicato in percentuale crescente rispetto al grado di responsabilità ricoperto per tutti i dirigenti.

 

Tale norma sarebbe da introdurre in maniera netta nella Costituzione e andrebbe applicata quanto prima. Quando sarà riconosciuto il semplice concetto che fare politica dovrebbe comportare doveri e responsabilità onerose, si stia certi che molti furbi si terrebbero finalmente alla larga da ruoli che non gli sono propri.

 

Mattia Uboldi.